Video appunto: Seconda rivoluzione industriale - introduzione, taylorismo e fordismo

Seconda Rivoluzione Industriale



La Prima Rivoluzione Industriale si sviluppò in Gran Bretagna ma dal 1850 toccò anche alcuni Stati tedeschi e gli Usa.
L’industrializzazione presenta due aspetti:
1. La crescita demografica e della produzione;
2. La nuova organizzazione.

Grazie alle macchine più efficienti ed ai motori a vapore, la produttività del lavoro crebbe.
La macchina a vapore e le ferrovie sono il simbolo del primo sviluppo industriale. Questo sviluppo economico ebbe un ruolo fondamentale perché la costruzione di nuove linee diede impulso alla ricerca di energia. Inoltre, questo sviluppo subì una lunga interruzione tra il 1873 e il 1896, in cui la produzione industriale diminuì progressivamente: l’offerta di merci era superiore alla domanda. Questa crisi fu chiamata “grande depressione”; le industrie non ebbero più clienti entrando in crisi, e gli Usa importarono gli stessi prodotti europei a prezzi più bassi. La condizione di vita peggiorò e l’emigrazione dall'Europa aumentò. Verso l’Africa emigrarono circa 30 milioni di persone coinvolte nella crisi.
In seguito, ci fu una crescita demografica dovuta all'aumento della produzione e dal miglioramento della salute.
Negli anni ’90 dell’800, lo sviluppo industriale riprese con nuove caratteristiche. Quest’epoca è chiamata “Seconda Rivoluzione Industriale”.
Le industrie crebbero di dimensione; si formarono grandi concentrazioni industriali che controllavano un certo bene (la Standard Oil = 90% di petrolio) e poteva decidere la quantità o il prezzo.
Un’altra novità fu il ruolo dello Stato che cominciò ad aiutare le industrie in vari modi:
- Copriva le spese d’istruzione dei cittadini,
- Era il principale cliente delle industrie pesanti,
- Difendeva la produzione nazionali con i dazi,
- Favoriva l’industria mediante l’espansione coloniale.
La tecnica si sviluppò: si passò dall'acciaio al carbone, dai motori primari a quelli a scoppio o elettrici. Grazie al motore a scoppio si trasformò il movimento in energia elettrica; nacquero così gli impianti idroelettrici e i cavi. La fonte di energia protagonista fu però il petrolio, evoluto e diffuso grazie al motore a scoppio. Nell'industria chimica svilupparono anche l’acciaio, il rayon, i coloranti artificiali, i fertilizzanti e le nuove macchine utensili.
Questa evoluzione fu resa possibile anche da un nuovo metodo organizzativo in fabbrica: il taylorismo. Frederick Taylor capì che un sistema basato sulla divisione del lavoro avrebbe aumentato la produttività. Ogni attività doveva essere scomposta in tante operazioni semplici. Questo sistema fu poi reso noto da Henry Ford che creò la “catena di montaggio”.
Tuttavia, le macchine e i macchinari avevano dei costi elevati che i proprietari delle fabbriche non potevano soddisfare e dovettero rivolgersi quindi alle Borse e alle banche.
Questo cambiamento era dovuto al fatto che le persone, alla fine dell’Ottocento, potevano depositare i soldi in banca. La fiducia era aumentata e le banche potevano prestare risparmi agli imprenditori.
La Borsa, invece, funzionava come una scommessa; un cittadino può acquistare delle azioni di proprietà dell’azienda: se gli affari andavano bene si aveva un guadagno, invece, se gli affari andavano male, il cittadino perdeva tutto.
Nel 1870, la Gran Bretagna era la principale potenza economica mondiale, ma dal XX secolo, gli Usa la superarono. Oggi, ci sono nuove potenze industriali.

Il taylorismo



F. Taylor è stato un imprenditore di Filadelfia che ha ideato tra il XIX e il XX secolo un modello scientifico di organizzazione del lavoro, che ha preso il suo nome. Il taylorismo è un sistema del lavoro introdotto che tende ad aumentare la produttività affidando a tecnici e dirigenti la pianificazione scientifica delle attività e ai lavoratori le fasi esecutive. Il taylorismo è una filosofia del lavoro, basata su alcuni punti:
1. per fare una certa operazione esiste sempre un metodo migliore di tutti gli altri, ed è il più economico in termini di tempo e di energia;
2. per scoprire quale sia questo metodo occorre misurare i tempi dei diversi modi possibili di eseguire l’operazione, per individuare tra questi il più rapido ed efficace;
Lo studio del primo punto deve essere condotto da personale scelto, addetto alla direzione delle attività produttive. L’operaio deve solo eseguire i compiti. Il taylorismo teorizza la completa separazione tra lavoro manuale e lavoro intellettuale. Il lavoratore non ha diritto di avanzare proposte. Un tale sistema è vantaggioso perché consente d’avere sempre l’uomo giusto al posto giusto. Ogni lavoratore avrà la mansione più adatta alle sue capacità, in questo modo la manodopera dovrà essere adeguatamente preparata. L’aumento della produttività porterebbe all'imprenditore un incremento del profitto, e ai lavoratori guadagni più alti, riducendo il tradizionale antagonismo fra imprenditori e lavoratori, andando verso forme utili di collaborazione.

Il fordismo



La catena di montaggio è il sistema di organizzazione del lavoro ideato da Henry Ford, consistente in un nastro scorrevole che trasporta gli oggetti in costruzione da un operaio all'altro, per la realizzazione di ciascuna specifica fase di lavorazione. Lo scopo è coordinare le attività di ciascuno in modo che concorressero nel modo più efficace possibile alla creazione del prodotto finale. Henry Ford ha messo a punto una trasformazione più radicale del processo produttivo per mezzo della catena di montaggio. Questa è stata sperimentata per la prima volta nell'azienda automobilista Ford Motors Company. La catena di montaggio consisteva nella scomposizione del ciclo di fabbricazione di un’auto in una serie di operazioni ripetitive e sequenziali. Ogni operaio aveva solo un compito. Il fordismo è l’esito ultimo dell’organizzazione tayloristica del lavoro, rispetto alla quale compie un passo in più. Il fordismo frammenta e rende sempre più specialistica l’azione dell’operaio. L’operaio deve rispettare i tempi del nastro trasportatore. Non esiste più il gruppo. Tutti sono solo ingranaggi della catena di montaggio. Le merci sono tutte uguali, standard e omologate. Gli operai anche sono tra loro intercambiabili.