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Dopo la prima rivoluzione industriale sviluppatasi tra il 1780 e il 1820 in Inghilterra, Europa e Stati Uniti con l'invenzione della macchina a vapore, ci fu una situazione simile tra il 1870 e il 1910 in Inghilterra, Europa, Stati Uniti e Giappone dove vennero create l'elettricità, il motore a scoppio e l'acciaio e vennero scoperti i pozzi petroliferi. Furono iniziati anche gli studi riguardanti la chimica. Un'importante campo in cui si riscontrarono forti cambiamenti fu il campo della navigazione: con la seconda rivoluzione industriale si è passati dalle navi a vela che erano veloci e viaggiavano a 18 nodi, tenevano bene il mare, non avevano bisogno di carburante e quindi inquinavano pochissimo (anche se in quel periodo non c'erano ancora i problemi che c'erano oggi). L'unico difetto della barca a vela era che però non poteva essere migliorata, era arrivata a un punto limite dello sviluppo. Vennero create le navi a vapore che raggiungevano a stento i tredici nodi, erano molto pesanti e dovevano essere rifornite con tonnellate di carbone. Il vantaggio delle navi a vapore era che erano appena all'inizio e quindi potevano migliorare incredibilmente arrivando poi a transatlantici bellissimi e molto veloci come il Titanic.

In tonnellate, nel 1860 le navi a vela erano 4’000’000 t mentre le navi a vapore 160’000, nel 1913 le navi a vapore erano 17’000’000 mentre le navi a vela 850’000.

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