Roma – Vespasiano


Alla morte di Nerone a Roma esplose una violenta crisi; i soldati in varie zone dell’impero si arrogarono il diritto di eleggere l’imperatore.
In Spagna venne eletto Galba, le legioni del Reno designarono Vitellio, a Roma i pretoriani sostennero Ottone. Dopo duri scontri fra i tre, prevalse Vitellio, il quale regnò undici mesi, che gli furono sufficienti per sperperare il danaro delio Stato, bagordi e regali ai soldati ed ai suoi collaboratori.
Emerse, nel caos, Tito Flavio Vespasiano, un abile generale che si trovava in Oriente, e che venne acclamato imperatore dalle truppe.
Vespasiano marciò su Roma, eliminò Vitellio, ed assunse ii potere.
Trovava più di quattro miliardi di sesterzi di deficit ed un caos amministrativo; per giunta molte regioni dell’impero cercarono di profittare della situazione per ribellarsi. Vespasiano inviò il figlio Tito in Giudea, dove gli Ebrei si erano ribellati e, dopo un lungo assedio a Gerusalemme, la rivolta venne domata. Furono domate anche altre rivolte sul Reno e in Asia.
Vespasiano, per riportare ordine nel bilancio dello Stato, li ridusse al minimo le spese della corte e gli stipendi dei funzionari, poi riordinò tutto l’apparato statale, riportandolo al livello raggiunto sotto Claudio. L’imperatore riordinò anche l’esercito, sciogliendo intere legioni e riformandole daccapo. Realizzò anche grandi opere pubbliche, tra le quali il famoso anfiteatro Flavio, più noto con il nome di Colosseo.

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