Concetti Chiave
- Dal 270 in poi, gli imperatori cercarono di difendere l'impero da invasioni barbariche, con Aureliano che costruì nuove mura intorno a Roma per proteggere la capitale.
- Diocleziano, un generale illirico, centralizzò il potere imperiale e istituì la tetrarchia, un governo composto da quattro leader per gestire meglio le crisi dell'impero.
- L'impero venne diviso in due parti, con due Augusti residenti in Oriente e Occidente, cambiando la struttura di governo e facendo perdere a Roma il suo status di capitale.
- Diocleziano tentò di riformare l'impero creando 12 diocesi e unificando le tasse, ma le sue misure non portarono ai risultati desiderati e la crisi continuò.
- Nel 303 d.C., Diocleziano ordinò persecuzioni contro i cristiani, ritenuti responsabili della crisi, ma tali azioni si rivelarono inefficaci di fronte alla crescente diffusione del cristianesimo.
Tentativi di difesa dell'impero
Gli imperatori che si succedettero dal 270 in poi tentarono inutilmente di tamponare le falle che si aprivano nell'impero.
Aureliano dovette far erigere nuove e robuste mura intorno Roma, perché si profilava il pericolo che orde barbariche assalissero perfino la capitale. Dopo un succedersi di imperatori, giunse al potere Gaio Valerio Diocleziano, un generale nato a Spalato, in Illiria, da un ricco liberto.
Chi era Diocleziano e quale ruolo ha avuto nella tetrarchia?
Diocleziano pensò che l’unico rimedio alla crisi dell’impero fosse il rendere più rigoroso ed accentrato il potere dell’imperatore. Egli fu un vero e proprio despota, cioè un sovrano assoluto, durissimo. Diocleziano volle manifestare questo concetto anche nelle forme: si vestiva di tessuti preziosi, era circondato da uno stuolo multicolore di cortigiani, al suo passaggio bisognava inginocchiarsi. Ma ben presto Diocleziano si rese conto che era impossibile per un uomo solo controllare tutto. Escogitò allora la tetrarchia, cioè un governo di quattro persone. Dovevano esserci due imperatori (Augusti), uno dei quali residente in Oriente (a Nicomedia), l’altro in Occidente (a Milano). I due Augusti erano aiutati da due Cesari i quali, alla morte degli Augusti, divenivano automaticamente Augusti, e si sceglievano due nuovi Cesari. I primi due Augusti furono Diocleziano e M. Valerio Massimiano.
In pratica si ebbero due fenomeni importanti: l’impero venne diviso in due; Roma non fu più la capitale.
Divisione dell'impero e persecuzioni
I due Cesari furono Galerio e Costanzio Cloro. Diocleziano, nel suo tentativo di porre ordine, divise l’impero in 12 diocesi, governate da vicari dell’imperatore, unificò le tasse, fissò i prezzi delle merci, mai risultati furono insufficienti. Diocleziano ritenne allora che una delle cause della crisi fosse la diffusione del cristianesimo, ed ordinò (303 d.C.) feroci persecuzioni.
Ciò non risolse niente: ormai il cristianesimo aveva conquistato persone di tutti i ceti sociali, compresi moltissimi funzionari dello Stato ed esponenti dell’esercito. Esso rappresentava, quindi, il nuovo modo di pensare sul quale andava costruita la società futura.
Nel 305, resosi conto della nullità dei propri sforzi, Diocleziano abdicava, ritirandosi a vivere nella sua reggia di Spalato.
Domande da interrogazione
- Quali misure adottò Diocleziano per affrontare la crisi dell'impero?
- Quali furono le conseguenze della divisione dell'impero sotto Diocleziano?
- Come reagì Diocleziano alla diffusione del cristianesimo?
Diocleziano cercò di centralizzare il potere e, dopo aver constatato l'impossibilità di governare da solo, istituì la tetrarchia, un governo di quattro persone, per gestire meglio l'impero diviso in Oriente e Occidente.
La divisione portò alla creazione di due imperi, con Roma che non fu più la capitale, e alla riorganizzazione dell'impero in 12 diocesi governate da vicari, ma non risolse i problemi economici e sociali.
Diocleziano ordinò feroci persecuzioni contro i cristiani nel 303 d.C., ritenendo che la loro diffusione fosse una delle cause della crisi dell'impero, ma queste azioni si rivelarono inefficaci, poiché il cristianesimo continuò a diffondersi tra tutti i ceti sociali.