All'inizio del 1848 l'Europa era pronta ad esplodere. Dal 1846, alle insurrezioni promosse dai liberali, dai democratici e dai patrioti, si aggiunsero gli effetti di una grave crisi economica che provocò povertà e un generale malcontento nella popolazione. I problemi cominciarono con l'agricoltura, dove alla scarsità di raccolti seguì una grande carestia. Poi la crisi raggiunse l'industria. Il mondo conobbe per la prima volta una crisi di sovrapproduzione, dovuta al fatto che le merci prodotte non riuscirono a essere vendute. In sintesi, mentre i prodotti agricoli scarseggiavano, quelli industriali erano troppi. Le rivoluzioni iniziarono dal Regno delle Due Sicilie: nel Gennaio 1848 a Palermo esplose un'insurrezione che si estese rapidamente a tutto il regno. Per placare il popolo, il re Ferdinando II concesse la costituzione. A febbraio fu la volta della Francia, dove Luigi Filippo D'Orleans, aveva favorito esclusivamente gli aristocratici e i banchieri. Con la crisi economica esplose il malcontento del popolo: il 22 febbraio 1848 Parigi si riempì di barricate e, mentre Luigi Filippo D'Orleans fuggiva all'estero, fu proclamata la repubblica. A Vienna il popolo insorse il 13 marzo 1848 e l'imperatore Ferdinando I fu costretto ad accertarne la conseguenza: convocazione di un'Assemblea costituente, con l'incarico cioè di scrivere una Costituzione. Poco dopo Ferdinando I rinunciò al trono in favore del figlio Francesco Giuseppe che rimase al potere per un tempo lunghissimo: dal 1848 al 1916. In Germania, il popolo insorse il 10 marzo 1848. Subito fu convocata a Francoforte un' Assemblea costituente. Moti rivoluzionari scoppiarono anche a Parigi e a Budapest: la Boemia, la Moravia, la Slovacchia e l'Ungheria proclamarono l'indipendenza dall'impero austriaco.

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