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Il 1848

Il 1848 è il periodo in cui c’è sia una grave crisi agricola (dovuta all’aumento dei prezzi dei generi alimentari provocando un peggioramento delle condizioni di vita della popolazione) e industriale, sia il verificarsi di nuove rivoluzioni nei paesi europei, il malcontento popolare spinge operai e contadini a partecipare a queste rivoluzioni. La rivoluzione ha inizio in Francia perché il re Luigi Filippo proibisce una riunione politica, il popolo allora lo costringe a fuggire e il parlamento
proclama la repubblica. Questa rivoluzione provoca rivolte in molte città europee (Milano, Palermo, Berlino, Vienna) ci sono barricate tra cittadini e esercito. Alla fine molti sovrani concedono una costituzione, in queste rivoluzioni sono forti le rivendicazioni nazionaliste (in Italia e Germania i rivoluzionari chiedevano l’indipendenza e l’unità della loro patria). In Francia il proletariato urbano che partecipava alla rivoluzione chiedeva la creazione dei centri di lavoro per gli operai disoccupati, la riduzione della giornata lavorativa a dieci ore e l’introduzione del suffragio universale maschile. Queste richieste all’inizio furono accettate ma poi spaventarono la borghesia che aveva paura di perdere il potere così le prime elezioni a suffragio universale portarono a un parlamento controllato balla borghesia e a un governo conservatore che annullò le richieste degli operai e questo provocò una rivolta popolare che venne fermata ferocemente. Le elezioni del 1849 portarono al potere Luigi Napoleone Bonaparte che con un colpo di stato prese il potere nel 1851 e nel 1852 si proclamò imperatore con il nome di Napoleone III. Le rivoluzioni vennero fermate, però portarono dei cambiamenti: venne concessa una costituzione in Prussica, nel regno di Sardegna, nei Paesi bassi, in Belgio e in Austria. Mentre fallirono le richieste nazionaliste dell’Italia e Germania (rimasero divise in tanti stati) e non ottennero l’indipendenza l’Ungheria e la Boemia.

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