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Concetti Chiave

  • La mafia siciliana ha origini nel Diciannovesimo secolo, evolvendosi da un'organizzazione agricola a un'importante realtà criminale con ramificazioni internazionali.
  • Il concetto di mafia comprende un doppio volto: da un lato la violenza brutale, dall'altro una dimensione imprenditoriale che influisce sulla politica e sull'economia.
  • Bernardo Provenzano, conosciuto come il capo dei capi di cosa nostra, è stato arrestato nel 2006 dopo 43 anni di latitanza, rappresentando un successo significativo per le forze dell'ordine.
  • Le reazioni degli abitanti della Sicilia agli arresti di capi mafiosi come Provenzano e Riina sono state di gioia e speranza, evidenziando un rifiuto del consenso a cosa nostra.
  • Nonostante gli arresti di figure chiave, la mafia non è stata sconfitta e continua a riorganizzarsi, mantenendo una certa resilienza nella sua struttura operativa.

In questo appunto di Storia sono descritte le origini della mafia siciliana e il suo doppio volto. Infine, è raccontato l’evento dell’arresto di Bernardo Provenzano, un’operazione che ha restituito un po’ di fiducia al popolo siciliano.
Origini e principali aspetti della mafia articolo

Indice

  1. Origini della mafia siciliana
  2. Doppio volto della mafia
  3. Arresto di Bernardo Provenzano

Origini della mafia siciliana

La mafia siciliana ha delle origini molto antiche, infatti nacque nel Diciannovesimo secolo; prima però era un’organizzazione di tipo agricolo, poi con il passare degli anni si è radicata nella società sempre di più. Il termine “mafia” venne utilizzato per la prima volta per indicare un’organizzazione criminale originaria della Sicilia, e con ramificazione negli Stati Uniti; poi in un secondo momento fu ribattezzata con il termine “cosa nostra”. La mafia ha accresciuto i suoi capitali, grazie alla mafia americana, con il traffico della droga, per poi investirli, ad esempio, nell'imprenditoria. All'inizio della nascita di questa organizzazione criminale si negava addirittura la sua esistenza; poi solo tra gli anni Sessanta / Settanta si iniziò a considerarla come un vero e proprio problema della società italiana. Infatti, da quel momento, si iniziò ad indagare sempre di più, arrestando anche i principali capi – mafia, ovvero: Totò Riina, Bernardo Provenzano, Nitto Santapaola e Salvatore Lo Piccolo. Probabilmente, la grande occasione della mafia è stato l’arrivo in Italia di Lucky Luciano, il caso di “cosa nostra americana”. Sarà lui ad insegnare agli amici siciliani che la mafia deve aggiornarsi, progredire, cambiare, per inventare nuove strade e trovare spazio nella società e nelle istituzioni.
Per ulteriori approfondimenti sulle origini della mafia siciliana vedi anche qua

Doppio volto della mafia

La mafia non è solo stragi e sangue. Essa è anche affari, capacità di dare e di togliere lavoro e di influenzare le decisioni della politica. Quindi, mafia significa anche relazioni (tra ricchi e ricchi, tra poveri e poveri, tra poveri e ricchi, tra persone influenti e poveri diavoli della società). È una mafia che si riorganizza in rapporti con le classi dirigenti, quindi una mafia che ha una sua connotazione borghese, imprenditoriale e politica. Da sempre, i due volti della mafia sono: da un lato, la violenza brutale, sproporzionata, tipica del periodo dei corleonesi, e, dall’altro, l’anima imprenditoriale, che si nasconde e procede senza gesti eclatanti. Dopo tutti gli arresti che negli ultimi anni hanno colpito cosa nostra, quale volto sta per prevalere? Qual è il nuovo volto della mafia? Qual è la nuova mutazione genetica di questo cancro che da decenni avvelena la bellissima terra della Sicilia? Quali sono gli anticorpi in grado di reagire a un sistema che muove milioni di euro e che intreccia le rotte internazionali della droga a quelle del riciclaggio, l’odioso balzello del pizzo imposto ai commercianti alla penetrazione negli appalti e, più in generale, ad un controllo del territorio, della società, e di tutto ciò che si muove in Sicilia. In realtà, il discorso non è più limitato alla Sicilia, perché dai tempi della grande emigrazione in America (e poi di nuovo con lo sbarco degli alleati e con Lucky Luciano) la mafia è stata e rimane la prima impresa criminale globalizzata.
Origini e principali aspetti della mafia articolo

Arresto di Bernardo Provenzano

Bernardo Provenzano è il capo dei capi di cosa nostra. Un’operazione della polizia di Palermo lo ha arrestato, l’11 aprile del 2006, dopo otto lunghi anni di indagini. Egli era detto Binnu 'u Tratturi, per la violenza con cui falciava le vite dei suoi nemici. Fu condannato a tre ergastoli ed era ricercato da 43 anni. Quando la polizia entra nel suo covo, Provenzano si copre gli occhi, poi, un poliziotto gli tende la mano e lui mormora “siete stati bravi”. La sua reazione al momento dell’irruzione è stata, inizialmente, di smarrimento, in quanto non aveva ancora consapevolezza di quello che stava succedendo. Poi, col passare dei secondi, ha capito che si trattava di un’operazione della polizia e quindi la rassegnazione ha preso il sopravvento. Il suo arresto è stato un risultato eccezionale, così come, qualche anno prima, lo è stato l’arresto di Totò Riina. Sono state due operazioni utili a restituire fiducia ai siciliani. In Sicilia sicuramente sono state vinte tante battaglie anche grazie al fatto che la gente ha negato il consenso a cosa nostra. Le stragi di Falcone e Borsellino, ad esempio, hanno toccato tantissimo la gente in Sicilia. Quando si è diffusa la notizia, ci fu una manifestazione spontanea: tutti i giovani delle scuole di Corleone uscirono dalle classi e fecero una marcia spontanea che simbolicamente si chiuse davanti al Municipio. La cattura di Riina e Provenzano, non hanno sconfitto la mafia. Anche se essa appare in ginocchio, di fatto non lo è. Quando sembra che sia in una fase di sommersione, o di distruzione quasi, dopo qualche anno ce la ritroviamo ai massimi livelli. Tuttavia, senza ombra di dubbio cosa nostra siciliana ha avuto dei colpi che l’hanno destrutturata, essendo venuta a mancare quella struttura di vertice strategico, che ha sempre caratterizzato cosa nostra. Ci sono continui tentativi per ricostruirla, ma finora sono caduti nel nulla, bloccati da operazioni di polizia.
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Domande da interrogazione

  1. Quali sono le origini della mafia siciliana?
  2. La mafia siciliana ha origini antiche, risalenti al Diciannovesimo secolo, inizialmente come organizzazione agricola, per poi evolversi in un fenomeno criminale radicato nella società, con il termine "mafia" utilizzato per la prima volta per descriverla.

  3. Qual è il doppio volto della mafia?
  4. La mafia non è solo violenza, ma anche affari e relazioni che influenzano la politica. Essa si presenta con un volto brutale e uno imprenditoriale, riorganizzandosi in rapporti con le classi dirigenti.

  5. Qual è l'importanza dell'arresto di Bernardo Provenzano?
  6. L'arresto di Bernardo Provenzano, avvenuto l'11 aprile 2006, è stato un risultato eccezionale che ha restituito fiducia ai siciliani, simile all'arresto di Totò Riina, ma non ha segnato la fine della mafia.

  7. Come ha reagito Provenzano al momento del suo arresto?
  8. Al momento dell'arresto, Provenzano ha mostrato inizialmente smarrimento, ma poi ha accettato la situazione, riconoscendo il lavoro della polizia con un mormorio di apprezzamento.

  9. Qual è la situazione attuale della mafia siciliana dopo gli arresti di capi storici?
  10. Nonostante gli arresti di figure chiave come Riina e Provenzano, la mafia non è stata sconfitta e continua a tentare di riorganizzarsi, mostrando una resilienza che la rende ancora una minaccia significativa.

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