Aki99 di Aki99
Ominide 75 punti

Nazismo - Germania

La regione Germanica fu dominata da un Impero medioevale risultante dalla divisione dell’impero Carolingio nell’843 ed esistito sotto varie forme fino al 1806, con un territorio che si estendeva dal fiume Oder nel nord fino alla costa mediterranea nel sud.
La Germania soffrì degli effetti della grande depressione, dalle condizioni dettate dal trattato di Versailles, e dalla instabilità politica.
Vennero istituite truppe paramilitari da parte di più partiti. I paramilitari intimidivano gli elettori e seminavano violenza e rabbia tra gente che soffriva di disoccupazione e povertà.
Nel 1923 Hitler e un gruppo di seguaci tentarono un colpo di stato, che fallì.
Esso venne condannato a 5 anni di carcere, ma dopo ne uscì e riprese la sua attività politica.

Per costruire la sua ascesa al potere, scelse la strada dell’agitazione e della violenza politica. La crisi economica mondiale (scoppiata nel 1929) ebbe effetti devastanti in Germania e contribuì a sconvolgere i suoi equilibri precari.
Tra il 1929 e il 1932 i disoccupati tedeschi passarano da un milione e mezzo a sei milioni di persone, la produzione industriale crollò.
Questa situazione giocò a vantaggio delle ali estreme dello schieramento politico, i comunisti e nazionalsocialisti. I nazisti, dal 1928 al 1930 passarono da un milione di voti a sei milioni e mezzo.
La Repubblica di Weimar sprofondava nella violenza politica, mentre i governi si susseguivano, incapaci di tenere il controllo del Paese. Si creò uno Stato centralizzato totalitario, con un unico partito.
Hitler non riuscì a battere Paul Von Hindenburg, perché al ballottaggio i socialdemocratici fecero convergere i loro voti proprio su Hindeburg.
Ma il partito di Hitler era diventato più forte del Reichstag e i circoli conservatori e gli industriali sostennero la sua ascesa al potere. Hitler costruì la sua ascesa politica sulla violenza e sulla paura che derivava dalla totale incertezza del futuro, ma, a differenza di Mussolini, non ebbe bisogno di alcuna “marcia su Roma”.
Una volta arrivato al governo, il partito nazista e il suo cancelliere distrussero completamente il sistema democratico.
Il 27 febbraio 1933, il Reich (palazzo del parlamento) a Berlino venne distrutto da un incendio.
I nazisti addossarono la responsabilità del rogo ai comunisti e scatenarono una repressione delle opposizioni; il partito comunista fu messo fuori legge. Alle elezioni di marzo i nazisti ottennero il 44% dei voti, altre formazioni di estrema destra 18%.
Hitler procedette con precisione e senza incontrare ostacoli.
• Hitler ottenne dal Parlamento i pieni poteri: il governo ebbe il potere di emanare leggi e modificare la Costituzione;
• Furono sciolti tutti i partiti politici tranne quello nazisti;
• Hitler aggiunse alla carica di cancelliere quella di capo dello Stato e di capo supremo delle forze armate.
Nelle settimane successive alla presa al potere di Hitler, migliaia di avversari politici furono arrestati. In Germania il regime cominciò a costruire un gran numero di campi di concentramento e di lavoro dove rinchiudere gli oppositori o altri cittadini ritenuti socialmente pericolosi.
Nell’autunno del 1933 si tennero nuove elezioni politiche, con una sola lista, quella nazista.
Hitler ottenne l’investitura popolare che si aspettava, con il 90% e più dei voti.
Il Fuhrer, come cominciò ad essere chiamato, era ormai abbastanza forte da eliminare brutalmente l’opposizione interna del partito nazista, le SA. Il corpo delle SA, Squadre d’assalto, alla fine del 1933 inquadrava circa un milione di uomini ed era in rapida crescita: una forza minacciosa, in grado di condizionare la politica Hitleriana.
Il 30 giugno 1934, Hitler, in occasione di un raduno delle SA, organizzò un massacro, che fu chiamato “la notte dei lunghi coltelli”: il comandante delle SA, Ernest Rohm, e i vertici dell’organizzazione con circa un centinaio di persone, vennero trucidate. Nessuno protestò.
Gli esecutori materiali del massacro appartenevano all’altro milizia nazista: le SS, milizia fedelissima a Hitler e comandata da uno dei suoi più stretti collaboratori, Heinrich Himmler.
Dopo l’eliminazione degli avversari interni, il regime nazista sviluppò un controllo totalitario della società tedesca, come avevano fatto il fascismo in Italia e, Stalin nell’Unione Sovietica.
• Himmler organizzò una polizia politica segreta, la Gestapo. Le SS e la Gestapo diventarono così i due organismi perfettamente coordinati, dell’apparato repressivo nazista;
• I sindacati furono aboliti e sostituiti da organizzazioni che riunivano gli industriali e i lavoratori;
• Il sistema educativo venne completamente nazificato. Nella scuola e in formazioni para familiari, i giovani tedeschi venivano formati al culto dell’audacia, della grandezza tedesca e del dominio sugli altri popoli, e, al culto del Fuhrer.
Il nazismo attribuì la massima importanza alla propaganda. Essa venne organizzata da Joseph Goebbels, che mobilitò tutti i mezzi di comunicazione di massa e organizzò immense parate militari e adunate di popolo. Furono organizzate manifestazioni di piazza durante le quali venivano bruciate cataste di libri di autori sgraditi al regime; i cittadini erano invitati a contribuire, liberando le loro case dalla “cultura infetta”. Certe correnti della cultura e della pittura subirono un attacco: la propaganda parlava di “arte degenerata” e la fece sparire da tutti i musei.
Per sfuggire alle persecuzioni della Gestapo, fuggirono all’estero intellettuali oppositori del fascismo, tra i quali, Albert Einstein, l’architetto Walter Gropius.
Hitler e Goebbels seppero sfruttare a fini di propaganda anche le olimpiadi di Berlino, nel 1936. Il regime organizzò uno spettacolo grandioso, che doveva servire a mostrare la nuova potenza della Germania nazista. Per rilanciare l’industria e eliminare la disoccupazione, fu promossa una campagna di sviluppo degli armamenti, ma anche un programma di lavori pubblici, come la costruzione della maggiore rete stradale d’Europa. Venne creata anche una fabbrica destinata a produrre un’utilitaria per tutte le famiglie, la Volkswagen; ma poco dopo scoppiò la guerra e gli stabilimenti vennero usati per realizzare veicoli dell’esercito.
Lo stato nazista, a differenza dell’URSS, non eliminò la proprietà privata, anzi, favorì gli interessi dei grandi proprietari terrieri e dei grandi industriali.
Il nazismo ebbe una caratteristica essenziale che lo differenziò dagli altri regimi totalitari: un antisemitismo programmatico e violento e un’ideologia razzista.
• Hitler, fece dell’antisemitismo un elemento fondamentale dell’ideologia nazista;
• Per la dottrina nazista i tedeschi erano i rappresentanti più puri della razza “ariana”, cioè una razza dominatrice, destinata a comandare.
Gli ebrei tedeschi erano cinquecento mila su sessanta milioni di tedeschi, tra i quali intellettuali, professionisti, commercianti molto ricchi.
Erano per la maggior parte ben integrati nella società.
Nel 1933 gli ebrei furono espulsi dagli impieghi statali.
Nel 1935 le leggi di Norimberga esclusero gli ebrei dal diritto di voto, dal commercio, dalle banche e dall’editoria.
Nella notte tra il 9 e il 10 novembre 1938 si scatenò la caccia all’ebreo, chiamata “la notte dei cristalli”, perché vennero assaltati i negozi ebrei e frantumate le vetrine.
Gli ebrei vennero costretti a portare, cucita sui loro abiti, una stella gialla, che permetteva di identificarli e di allontanarli dai luoghi pubblici. Fino al 1938 la politica nazista fu di favorire l’espatrio degli ebrei, che lasciarono la Germania.
Da allora si iniziò a pensare a qualcosa di più radicale: prima di internarli nei campi di lavoro, poi di sterminarli.
Furono costruiti dei lager dove vennero messi zingari e omosessuali. Furono organizzati programmi di sterilizzazione forzata e poi di soppressione di chiunque fosse portatori di handicap e malati mentali.
Al contrario, gli ariani erano invitati a mettere al mondo figli. Esistevano dei centri, dove giovani volontarie, selezionate per la purezza dei loro “caratteri razziali”, generavano figli dall’unione con uomini delle SS.
Per quanto riguarda i campi di concentramento, sterminio e lavoro, facevano parte del complesso tre campi principali e quarantacinque sotto - campi.
L’area di interesse del Interessengebiet arrivò a ricoprire quaranta chilometri quadrati.
Al suo interno avevano sede alcune aziende modello (agricole e di allevamento), volute da Hitler, nelle quali i deportati venivano sfruttati come schiavi.
Auschwitz era il Konzentrationslager. E’ stato reso operativo dal 14 giugno 1940 e centro amministrativo del complesso.
Il numero di prigionieri rinchiusi in questo campo fluttuò i quindicimila e oltre le ventimila unità.
Nei sotterranei del block 11 di Auschwitz, la prigione del campo, il 3 settembre 1941 venne sperimentato per la prima volta dal vice comandante del campo (Fritzsch), il zyklon b, il gas antiparassitario usato poi su vasta scala per il genocidio ebraico.
Venne fondato il 20 maggio 1940.
Inizialmente gli internati furono intellettuali e membri della resistenza polacca; più tardi vi furono deportati anche prigionieri di guerra, criminali, prostitute, omosessuali ed ebrei.
Normalmente vi erano dalle tredicimila alle sedicimila persone; nel 1942 si raggiunse la cifra di ventimila detenuti.
Sopra il cancello d’ingresso si trovava la scritta “Arbeit match frei” (il lavoro rende liberi).
La scritta venne inventata dal primo comandante responsabile del campo e il fabbro che costruì la scritta (un detenuto registrato con il numero di matricola 1010), mise la lettera “b” al contrario come segno di protesta in quanto conscio di quale sarebbe stata la vera funzione del campo di Auschwitz.
Dopo circa cinque anni di torture avvenute nei campi di concentramento dove gli ebrei venivano tenuti in condizioni disumane, il 27 gennaio 1945 l’armata rossa aprì le porte dei campi di concentramento e liberò tutti i detenuti.

Hai bisogno di aiuto in Storia per le Medie?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Registrati via email
Consigliato per te
Maturità 2018: date, orario e guida alle prove