Concetti Chiave
- La guerra gotica ha lasciato l'Italia impoverita e devastata, con strade e ponti distrutti, portando la popolazione a rifugiarsi in piccoli villaggi fortificati.
- I Longobardi invasero l'Italia nel 568 d.C. senza una vera battaglia, occupando gran parte del territorio e mantenendo solo alcune città ai Bizantini.
- Dopo la conquista, i Longobardi vissero un periodo turbolento, ma con Re Agilulfo si stabilì una solida struttura statale, con il re al potere e i duchi come governatori territoriali.
- La società longobarda era semplice e organizzata, con guerrieri, servi e famiglie, in cui il valore in battaglia determinava il potere individuale.
- L'adozione del diritto romano avvenne attraverso l'assegnazione di terre ai guerrieri, creando differenze sociali e culminando nell'editto di Re Rotari nel 643 d.C.
Qual è la devastazione post-guerra gotica?
Il territorio italiano dopo le invasioni: dopo la guerra gotica l’Italia era un paese impoverito e profondamente devastato.
Le strade principali e i ponti furono distrutti dal passaggio degli eserciti dei Germani e non furono più ricostruiti (nessuno era in grado di farlo), e ciò favorì la decadenza delle città: la popolazione infatti si spostò progressivamente nelle campagne e sui monti, luoghi meno esposti ai pericoli.
Questo fenomeno prese il nome di “arroccamento”, poiché la gente si nascose e si isolò in piccoli villaggi circondati da fortificazioni.
Invasione longobarda
I Longobardi in Italia: nel 568 d.C., quindici anni dopo la fine della guerra gotica, i Longobardi, un’altra popolazione germanica, invasero l’Italia da nordest respingendo la difesa Bizantina sulle coste, senza che tra le due fazioni si scatenasse una vera e propria battaglia.
Dilagarono in tutta l’Italia settentrionale e anche in parte di quella centro-meridionale, lasciando ai Bizantini solo alcune zone e città (come Ravenna, Perugia e le isole).
Divisero il territorio tra i loro generali più importanti, che presero la carica di Duca.
Tra i Duchi più importanti ed illustri veniva scelto il Re, il quale era anche il generale supremo alla guida dell’esercito.
Per i Longobardi proprio l’organizzazione militare era strettamente connessa con quella politica, e trovandosi spesso in guerra coi Bizantini, si appoggiarono molto alle città e ai grandi centri abitati (a differenza degli altri popoli di origine germanica) utilizzandoli come quartier generali.
Ciò contribuì a fermare la decadenza urbana: Pavia venne scelta come capitale e sede del Re, mentre Benevento e Spoleto divennero importanti centri di potere.
Organizzazione del regno longobardo
La formazione del Regno Longobardo: subito dopo la conquista dell’Italia, iniziò però un periodo turbolento per i Longobardi.
Infatti nel 573 d.C. i duchi non accettarono la nomina del Re, e ci furono anni di sanguinose battaglie interne.
Una volta ristabilita l’unità, prima con Re Autari e poi con Re Agilulfo si iniziò un processo di formazione del Regno.
Agilulfo poi, per ingraziarsi i Cristiani e per portar dalla sua parte lo Stato della Chiesa nello scontro contro i Bizantini, si convertì pubblicamente al Cattolicesimo.
Tra il 591 d.C. e il 616 d.C. (ovvero durante il Regno di Agilulfo) la struttura statale era molto solida e così composta:
- Il re era a capo del potere politico e militare
- Consiglieri e collaboratori aiutavano il re nella gestione dello Stato
- I duchi mantennero il ruolo di governatori territoriali
- Vennnero introdotti i Gastaldi, ovvero amministratori locali che aiutavano il duca nella gestione del ducato
Società longobarda
Una società semplice: provenendo dalle regioni più orientali dell’Europa, i Longobardi non avevano risentito molto dell’influenza Romana ed erano perciò piuttosto rozzi e arretrati rispetto alle altre popolazioni germaniche.
La società era organizzata in modo molto semplice:
• I guerrieri erano chiamati “Arimanni”, erano uomini liberi e partecipavano alle assemblee (ad es. assemblee del villaggio nelle quali si prendevano le decisioni più importanti). Il loro compito era combattere e cacciare (poiché la caccia era ritenuta una forma di allenamento alla guerra)
• I servi erano chiamati “Aldii”, ed erano uomini semi-liberi poiché non avevano gli stessi diritti dei guerrieri. I loro compiti erano coltivare la terra, allevare il bestiame e creare manufatti.
• Le famiglie erano chiamate “Fara” ed ogni Longobardo ne aveva una di appartenenza
• Tutti gli uomini liberi erano considerati uguali, e solo chi si distingueva per valore o abilità in battaglia poteva aumentare il proprio potere e diventare capo.
Confische e cambiamenti sociali
Le confische di terre e i primi cambiamenti: quando iniziarono a confiscare le terre dei Latini, i guerrieri e i capi se ne appropriarono: diventarono così Proprietari Terrieri.
Posero i semi-liberi e i Latini a coltivare i campi, utilizzando lo schema tipico del Colonato.
Il sistema di gestione delle coltivazioni era assai semplice, molto più arretrato dell’epoca romana poiché mancavano sia gli strumenti (ad es. utensili) sia la manodopera.
Nonostante grandi parti di terreno confiscate fossero da anni coperte di boschi e paludi (a causa dell’abbandono), questo non rappresentò un problema per i Longobardi, i quali utilizzavano le foreste per dare nutrimenti ai maiali, animali da loro molto apprezzati.
Adozione del diritto romano
L’adozione del Diritto Romano: con l’assegnazione dei terreni agli uomini liberi, iniziò a crearsi una stratificazione della società, che nel giro di un secolo portò differenze sociali anche tra i Longobardi.
Inoltre si avviò un processo di integrazione con i Latini (e di conseguenza con il Diritto Romano) esperti nell’amministrazione, nella gestione contabile e nella formazione delle leggi.
Nel 643 d.C. il re Longobardo Rotari, con un editto, fece trascrivere in latino le leggi del diritto germanico che fino a quel tempo erano state tramandate oralmente.
Subito dopo l’editto di Re Rotari, si finì per adottare il diritto latino, l’unico in grado di rispondere alle esigenze di una società ormai complessa.
Domande da interrogazione
- Quali furono le conseguenze della guerra gotica sul territorio italiano?
- Come si svolse l'invasione longobarda in Italia?
- Quali erano le principali caratteristiche dell'organizzazione del regno longobardo?
- Come era strutturata la società longobarda?
- In che modo i Longobardi adottarono il diritto romano?
Dopo la guerra gotica, l'Italia risultò impoverita e devastata, con strade e ponti distrutti, portando alla decadenza delle città e a un fenomeno di "arroccamento" della popolazione nelle campagne e sui monti.
Nel 568 d.C., i Longobardi invasero l'Italia da nordest, respingendo la difesa bizantina senza una vera battaglia, e si diffusero in gran parte del territorio, lasciando ai Bizantini solo alcune città.
Il regno longobardo era caratterizzato da un re a capo del potere politico e militare, duchi come governatori territoriali e gastaldi come amministratori locali, con una struttura statale solida durante il regno di Agilulfo.
La società longobarda era semplice, con guerrieri chiamati "Arimanni", servi "Aldii", e famiglie "Fara", dove gli uomini liberi erano considerati uguali e il potere si guadagnava attraverso il valore in battaglia.
Con l'assegnazione delle terre, si sviluppò una stratificazione sociale e un'integrazione con i Latini, culminando nel 643 d.C. con l'editto di Re Rotari che trascrisse le leggi germaniche in latino, portando all'adozione del diritto latino.