Fenici e commercio


Mentre alcuni dei Semiti provenienti dal deserto arabico si infiltravano in Mesopotamia (dando vita alla storia degli Assiri e dei Babilonesi), altri Semiti, pastori, si diressero verso l’Asia di Sud-Ovest.
Erano i cosiddetti Cananei i quali, circa 3000 anni prima di Cristo, si trasferirono dal deserto in una regione lungo il mare Mediterraneo, ricca di insenature, chiusa ad oriente da una ver¬de catena di monti. Quella regione oggi si chiama Libano: allora venne detta terra di Canaan.
I pastori cananei si trasformarono in sedentari, dedicandosi all’agricoltura (il terreno era fertile, dai monti del Libano scendevano corsi d’acqua, c’era legno in abbondanza) ed all’estrazione del rame. Nacquero i primi villaggi: lungo le coste molti si dedicarono alla pesca, altri al commercio.
Questo fu l’inizio di quella civiltà che poi fu detta (anziché «cananea», come sarebbe stato più esatto) fenicia, poiché i Greci dettero alla regione il nome «Foinìchès», che vuol dire «palma, terra delle palme».
La Fenicia (ed anche ora il Libano che ne ha preso il posto) si trovava in una posizione ideale per lo sviluppo di attività com¬merciali. Era infatti, equidistante da tutte le zone civili del suo tempo, il che significa che poteva divenire con estrema facilita il punto di passaggio di tutti i traffici interessanti quelle zone.
Cosi gli antichi pastori cananei si dettero al commercio via terra e via mare ed il commercio divenne la loro più grande fonte di ricchezza. Legno ne avevano, intelligenza e decisione pure (come tutti i Semiti): costruirono le più belle navi del loro tempo istituendo vere e proprie linee di traffico marittimo. I Fenici commerciavano ogni sorta di cose: metalli, stoffe, profumi, oggetti preziosi, viveri, schiavi.

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