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Diritti popoli precolombiani

All'epoca gli europei si consideravano “superiori” rispetto ai popoli precolombiani, ma si può veramente dire così?
Le civiltà precolombiane erano più arretrate dal punto di vista tecnologico e a volte avevano tradizioni sangunose come il sacrificio umano degli Aztechi, ma come possiamo considerarci superiori se li abbiamo sterminati tutti a sangue freddo quando non ubbidivano ai nostri ordini e quando tentavano di praticare il loro culto li abbiamo bruciati vivi?
Queste domande se le è fatte anche Bartolomè de Las Casas. Inizialmente si era trasferito nel Nuovo Mondo per prendere possesso della fattoria di suo zio, il quale aveva fatto parte della seconda spedizione di Colombo. Poi, dopo aver letto il libro di Antonio de Montesino, si rese conto del modo in cui sfuttava gli indios e decise di aiutarli a far valere i loro diritti. Si fece sacerdote e scrisse la Brevissima relazione della distruzione delle Indie. Ma fu anche testimone di morti e massacri da parte degli spagnoli.

“I cristiani, con i loro cavalli, spade e lance, cominciarono a fare crudeli stragi tra quelli. Entravano nelle terre, e non lasciavano né fanciulli né vecchi né donne gravide né di parto […] Di solito uccidevano i signori e la nobiltà in questo modo: facevano alcune graticole di legni e ve li legavano sopra, e sotto vi mettevano fuoco lento, onde, a poco a poco, dando strida disperate in quei tormenti, mandavano fuori l’anima.
Io vidi una volta che, essendo sopra le graticole quattro o cinque signori […] che gridavano e davano fastidio o impedivano il sonno al capitano, questi comandò che li strangolassero, ma […] non volle soffocarli; anzi, con le sue mani pose loro alcuni legni nella bocca perché non si facessero sentire, e attizzò il fuoco finché si arrostirono pian piano com’egli voleva...”

Le leggi di Burgos, che tenevano in piedi l'ecomenienda non avevano sortito gli effetti desiderati, e i massacri di Indios erano all’ordine del giorno. La maggior parte dei Domenicani chiedeva l’evangelizzazione pacifica dei nativi. Il Re non li ascoltò. Ormai gli interessi in gioco erano troppo alti. La Spagna stava guadagnando fiumi di denaro dallo sfruttamento delle risorse, umane e naturali, del Nuovo Mondo.
Tommaso Ortiz, un frate domenicano, rese pubblico che gli indigeni americani dovevano diventare tutti schiavi. Scrisse che loro si nutrivano di carne umana, non esisteva né giustizia né leggi, erano svestiti, erano esseri inutili, non avevano umanità e non prendevano decisioni. Aveva la stessa opinione Juan Gines de Sepulveda che li definì “omuncoli”.

“ … Il fatto poi che alcuni di loro sembrino avere dell'ingegno, per via di certe opere di costruzione, non è la prova di una più umana perizia, dal momento che vediamo certi animaletti, come le api e i ragni, costruire opere che nessuna attività umana saprebbe imitare… ”

Bartolomeo riuscì a riportare un incredibile successo politico quando fu autorizzato, dal Consiglio di Castiglia, a costituire una colonia pacifica presso Cumanà (Venezuela). Inizialmente l’esperimento sembrò riuscire, ma non appena Bartolomeo lasciò la colonia ci fu una ribellione dei nativi. Alcuni storici dicono che la rivolta fu fomentata da emissari dei conquistadores, che vedevano nel tentativo pacifico di Bartolomeo un gravissimo attentato al sistema dell'Encomenienda.

Solo il 13 settembre 2007, con l'approvazione dell'ONU della Dichiarazione dei Diritti dei Popoli
Indigeni, i diritti delle popolazioni indigene sono stati riconosciuti.
143 Paesi hanno aderito, 4 erano contrari (Australia, Canada, Nuova Zelanda e Stati Uniti) e 11 gli astenuti (Azerbaijan, Bangladesh, Bhutan, Burundi, Colombia, Georgia, Kenia, Nigeria, Federazione Russa, Samoa e Ucraina). Ecco un estratto del documento:

“Affermando che i popoli indigeni sono uguali a tutti gli altri popoli, pur riconoscendo il
diritto di tutti i popoli ad essere diversi, a considerarsi diversi, e ad essere rispettatati
come tali […] Affermando inoltre che tutte le dottrine, politiche e pratiche che si basano o che
sostengono la superiorità dei popoli o degli individui sulla base dell'origine nazionale,
razziale, religiosa, etnica o di differenze culturali sono razziste, scientificamente false,

giuridicamente nulle, moralmente esecrabili e socialmente ingiuste...”

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