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Carlo Magno e il Sacro Romano Impero

L’alleanza tra papato e Franchi: nello stesso periodo in cui ad Oriente si costituiva il Califfato, ad Occidente il Papato e la monarchia dei Franchi si allearono, rafforzandosi a vicenda.
Questo appoggio reciproco arrivò all’incirca agli inizi dell’VIII Secolo d.C. : prima di questo momento infatti la Chiesa Cristiana si trovava esposta alla minaccia dei Longobardi, e non trovava più aiuto negli Imperatori d’Oriente i quali erano troppo impegnati nei conflitti coi Persiani e con gli Arabi.
Se nei secoli precedenti il Papa di Roma era eletto dall’Imperatore di Costantinopoli (ovvero l’Imperatore d’Oriente), a partire dal 731 d.C. non fu più così.
Nel 728 d.C. Papa Gregorio II riuscì, in un momento di tregua, a stringere un patto con Liutprando (Re dei Longobardi) ottenendo così la donazione del Castello di Sutri.

Tale donazione, di per sé non di grande importanza, pose le basi per allargare i possedimenti dello Stato della Chiesa, che piano piano andava ad ingrandirsi.
Nel 731 d.C. sempre Papa Gregorio II condannò l’iconoclastia, non accettando che i simboli e le immagini Cristiane dovessero esser distrutte, e ciò aprì uno scontro con l’Imperatore d’Oriente che invece appoggiava questo tipo di politica di distruzione.
Il contrasto raggiunse un livello tale da far si che l’Imperatore togliesse dalla giurisdizione del Papa tutte le regioni meridionali dell’Italia (tornando quindi a controllarle lui stesso in modo diretto) e ne riducesse di molto l’autorità.
Per non trovarsi isolato e in balìa dei Longobardi, Gregorio II cercò appoggio nei Franchi (anch’essi in contrasto coi Longobardi).

Il Regno dei Franchi nel 730 circa: in questo momento il Regno dei Franchi era il più vasto in Europa (si estendeva infatti dall’odierna Francia fino alla Polonia, comprendendo Germania, Austria e parte dell’Italia settentrionale), e si era da tempo convertito al Cristianesimo.
Al suo interno era in corso però una lotta di potere tra due famiglie, le quali battagliavano per ottenere il trono:
• Da una parte vi erano i Merovingi, la famiglia dalla quale, ininterrottamente dal VI Secolo, provenivano i Re Franchi.
Da qualche generazione però si succedevano sovrani incapaci, e il potere politico in realtà era nelle mani dei collaboratori di corte, i cosiddetti “maestri di palazzo”.
• Dall’altra vi era la famiglia dei Carolingi (così detta poiché molti dei componenti si chiamavano Carlo), dalla quale da tempo provenivano i maestri di palazzo, quindi coloro i quali detenevano il potere di fatto.

L’appoggio del Papa ai Carolingi: nel 741 d.C. divenne maestro di palazzo Pipino, esponente dei Carolingi, il quale puntava ad ottenere il potere anche in via formale, volendo esser proclamato Re.
Per farlo si appoggiò al Papa: nel 754 d.C. alla vigilia di una spedizione di guerra contro i Longobardi, venne proclamato Re dal Pontefice, il quale proibì addirittura ai Franchi di scegliersi un sovrano al di fuori della famiglia dei Carolingi.
Pipino vinse sui Longobardi, i quali furono costretti a dare al Papa le terre che avevano depredato e occupato (Romagna e Marche): questa acquisizione venne definita “donazione di Pipino” e rafforzò sia il potere temporale del pontefice sia il rapporto di alleanza tra Franchi e Stato della Chiesa.
Le difficoltà della Monarchia Franca: nel 768 d.C. Pipino morì e gli succedettero i figli Carlo e Carlomanno che regnarono insieme per tre anni, dopo i quali anche Carlomanno morì.
Carlo rimase unico sovrano, e si trovò a regnare in una situazione non facile:
 I nobili Franchi tendevano a rivoltarsi, volendo di nuovo un re che provenisse dalla famiglia Merovingia
 Gli Arabi, insediati in Portogallo e Spagna, costituivano una seria minaccia e i loro attacchi via mare e via terra erano continui
 I rapporti coi Bavari (insediati nell’odierna Austria) e coi Longobardi erano tesi: nonostante una delle zie di Carlo si fosse legata in matrimonio al Duca di Baviera e nonostante Carlo stesso avesse sposato una delle figlie del Re longobardo Desiderio, tutti e tre i popoli volevano estendere i propri territori a spese degli altri.

Carlo Magno: di fronte a tali minacce, Carlo decise di regnare e nel frattempo di utilizzare una strategia d’attacco e di espansione e non di difesa o di attesa.

Il suo regno fu straordinariamente lungo per quel tempo (rimase infatti sovrano per 46 anni, dal 768 all’814 d.C.) e per questa sua politica di espansione militare, oltre che per le sue abilità politiche e di guerriero, fu chiamato “Carlo Magno”.
Infatti, organizzò numerose spedizioni militari e il suo esercito si trovò impegnato in importanti battaglie, dalle quali spesso ne uscì vittorioso.
Con le guerre riuscì ad ottenere ricchezza (accumulando bottini) e a consolidare il proprio potere.
Le principali campagne militari furono:
 Guerra contro i Longobardi: nel 774 d.C. Carlo ripudiò la figlia del Re Desiderio e si scontrò con i Longobardi che minacciavano il Papa.
Dopo averli sconfitti, prese possesso di tutta l’Italia Settentrionale proclamandosi anche loro sovrano
 Guerra contro gli Arabi: nel 778 d.C. Carlo Magno scese a sud-ovest, e rafforzò i territori di confine dove premevano gli Arabi. Conquistò una fascia di terra che venne definita “Marca Spagnola” (territorio montagnoso che si trova al confine tra Francia e Spagna) e da qui riuscì a sedare le rivolte e a contenere le incursioni degli Arabi
 Guerra contro i Bavari: sempre intorno al 778 d.C. entrò in conflitto col Duca di Baviera, e attraverso scontri militari e politici (Carlo rivendicava infatti la proprietà ereditaria di quelle terre poiché la zia ormai morta era Duchessa di Baviera) riuscì ad appropriarsi del Ducato
 Guerra contro le popolazioni barbare pagane: tra il 772 e l’804 d.C. sottomise i Sassoni, gli Slavi e gli Avari, e dopo averli conquistati impose loro la cristianizzazione (anche con la forza).

Il Sacro Romano Impero: nell’800 a Roma, Papa Leone III incoronò come Imperatore Carlo Magno, istituendo così il Sacro Romano Impero (“Sacro” perché nel segno di Cristo, “Romano” perché ispirato alla tradizione di Roma).

La salda alleanza tra Chiesa e Impero portò ad un rafforzamento politico di entrambi i fronti, e finalmente all’Imperatore d’Oriente si opponeva un nuovo Imperatore.
Ovviamente, il Sacro Romano Impero aveva un’organizzazione totalmente diversa da quella della zona orientale:
- Ogni anno, Carlo convocava un’assemblea (chiamata “Dieta”) tra i grandi signori, nella quale si discutevano e approvavano le leggi
- Ogni primavera, gli uomini liberi che combattevano nell’esercito si riunivano anch’essi in un’assemblea (chiamata “Campo di Maggio”), grazie alla quale erano messi al corrente delle principali notizie e comunicazioni militari.
- Non c’era un’amministrazione organizzata e non c’era una Capitale; Carlo Magno infatti si spostava continuamente e solo nella città di Aquisgrana risiedeva con una certa frequenza
- Non erano previsti dei giudici o dei tribunali fissi, ma bensì i cosiddetti “missi dominici”, ovvero degli incaricati dell’imperatore che provvedessero, girando di villaggio in villaggio, ad amministrare la giustizia
- Poiché i ricchi signori franchi erano analfabeti, ignoranti e dediti alla guerra, Carlo Magno si appoggiò agli uomini di Chiesa per gestire il governo delle singole regioni in cui era diviso il suo Impero; nel frattempo, comunque, lo stesso Carlo introdusse i titoli nobiliari (ad es. marchese, barone, conte...) e li attribuì agli uomini ricchi e liberi che si erano distinti in battaglia e di cui si fidava.

La morte di Carlo Magno e le nuove invasioni: nell’814 d.C. Carlo morì e da subito emerse la fragilità del Sacro Romano Impero, che si appoggiava in tutto e per tutto alla sua abilità politica e militare. Alla sua scomparsa infatti, ci furono grandi difficoltà nel fronteggiare sia le incursioni dei Vichinghi, che provenivano da Nord (attuale zona Scandinava: Norvegia, Svezia e Finlandia) ed erano abili e crudeli guerrieri, sia quelle degli Ungari, che provenivano dalle steppe orientali ed erano una tribù nomade altrettanto disumana nelle tradizioni.

La dissoluzione dell’Impero Carolingio: oltre alle invasioni dall’esterno, il Sacro Romano Impero fu sconvolto anche da lotte interne tra i grandi signori, i quali, invece di preoccuparsi della minaccia dei barbari, preferirono scontrarsi tra di loro per ottenere il potere.
Il successore di Carlo Magno fu suo figlio Ludovico, che tentò di calmare i signori circondandosi di uomini di Chiesa e che per questo fu chiamato “Ludovico il Pio”
Non avendo però l’autorità di suo padre, non riuscì a sedare le rivolte dei signori, che ora erano anche in aperto contrasto con la Chiesa.
Alla sua morte nell’843 d.C. gli successero i tre figli, Carlo il Calvo, Ludovico il Germanico e Lotario.
Con il Trattato di Verdun l’Impero fu diviso in 3 parti:
• A Carlo il Calvo fu assegnato il Settore Occidentale, il più vasto tra i territori dell’Impero, che prese il nome di Regno di Francia
• A Ludovico il Germanico fu assegnato il Settore Orientale, abitato da popolazioni germaniche e che prese il nome di Regno di Germania
• Lotario ebbe la zona centrale, che comprendeva la Valle del Reno, la Borgogna e l’Italia Centrosettentrionale e che prese il nome di Regno d’Italia
Dopo quello di Verdun ci furono altri Trattati, stipulati con il solo scopo di modificare i confini tra i tre Regni.
Lacerati dalle contese interne, (scatenate dai Signori e dai Nobili che avevano placato la loro sete di potere) i tre Re dovettero anche affrontare le minacce esterne, poiché né gli Arabi a Sud, né i Vichinghi a Nord né gli Ungari ad Est erano stati sconfitti.
Siccome la parte assegnatagli era la più vasta e importante, Carlo il Calvo aveva assunto anche il titolo di Imperatore: non seppe però esercitare un vero e proprio potere su tutto il territorio, e alla sua morte (888 d.C.) non nominò neppure un successore.
Questo portò alla fine dell’Impero, e nessuno seppe più raccogliere l’eredità di Carlo Magno.

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