ajmain di ajmain
Ominide 19 punti

LE ABITAZIONI A ROMA

I plebei abitavano in condomini a più piani: le insula. L'insula sorgeva attorno a un cortile dotato in fontana per attingere l'acqua. Le stanze degli appartamenti. chiamati cenacoli, erano piccole e poco illuminate e ospitavano famiglie intere. Erano calde d'estate e così fredde d'inverno che per scaldarsi i plebei dovevano accendere bracieri a causa dei quali gli incendi erano all'ordine del giorno. Non c'erano bagni e per i bisogni si usavano un vaso che veniva vuotato direttamente in strada. Al pianterreno c'erano le bottiglie degli artigiani, chiamate tabernae.
I patrizi abitavano in bellissime case, le domus, composte da vari ambienti. L'ingresso, posto su un lato corto, conduceva all'atrio, una specie di cortile con al centro l'impluvio, una vasca per raccogliere l'acqua piovana.
Ai lati dall'atrio si trovavano i cubicoli, le camere da letto con le pareti affrescate e i pavimenti decorati con mosaici. Il triclino era la sala dei banchetti e si trovava vicino alla cucina, dove lavoravano come domestici molti schiavi.

Le domus erano riscaldate grazie ai tubi di terracotta incassati nelle pareti, in cui circolava aria calda.

Hai bisogno di aiuto in Storia per le Medie?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Registrati via email