Genius 32358 punti

Eroe dell'antica Roma


Gli storici romani ci hanno tramandato i racconti dell’eroico comportamento di uomini e donne dell’antica Roma. Lo stesso Tito Livio afferma che nessuno può essere sicuro che siano veri, ma ognuna di queste leggende ha una morale e tutte mostrano quale doveva essere il comportamento del vero romano: egli doveva essere coraggioso e onesto, amare la libertà e preferire la morte al disonore.

Durante il regno dei Tarquini una nobile romana di nome Lucrezia fu disonorata, e per non sopportare questa vergogna si uccise. I Romani colsero questa occasione per cacciare il re e tutta la sua famiglia, nominando due consoli che li governassero; ma uno di essi, Giunio Bruto, scoprì un complotto che avrebbe dovuto riportare al potere il re Tarquinio. Allora fece condannare a morte i ove traditori, nonostante che fra essi ci fossero anche i suoi figli.

Il re etrusco Porsenna assediava Roma, deciso a prenderla per fame; un gruppetto di giovani, fra cui Caio Muzio Scevola, decise allora di ucciderlo. Caio Muzio fu però catturato e Porsenna minacciò di torturarlo se non avesse detto tutto quello che sapeva. Caio allora, per mostrare quanto poco temeva il dolore, mise una mano su un braciere acceso, lasciandola bruciare. Il re rimase talmente ammirato da questa prova di coraggio che lo lasciò libero.

Ha amministrato la provincia nel modo che credeva vantaggiosa per loro, non come sarebbe convenuto alla sua ambizione. Ha amministrata la provincia così che nessuno potesse dire senza mentire che si era appropriato anche solo di un soldo, o che avesse fatto una spesa qualsiasi per se. Perciò quando tornò a Roma, le cinture che aveva portata via piene di denari, le riportò vuote dalla provincia. Altri si portarono a casa, piene di denaro, quelle anfore che avevano portato via piene di vino.

Hai bisogno di aiuto in Storia per le Medie?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Potrebbe Interessarti
Registrati via email