Roma - Case, cibi e vesti

Le prime abitazioni Romane in muratura furono piccole e semplici, poi divennero più vaste e curate: i più ricchi ebbero case costruite su di un piano e composte da diverse stanze.
Per i meno abbienti cominciarono a costruirsi casamenti popolari, alti anche 18 metri, con stanze piccole e prive di acqua corrente, che venivano date in affitto: una delle maggiori attività degli Etruschi fu infatti quella di costruire e affittare abitazioni.
Per quanto riguarda i cibi, i primi Romani furono assai semplici: mangiavano il puls (una specie di pappa di grano), fave, ceci, lenticchie, frutta, assai di rado carne e pesce. Il vino era allungato con acqua; per addolcire le vivande era adoperato il miele.
Con lo sviluppo della città cambiò anche l’abbigliamento; scomparvero le pelli da pastore ed apparvero i tessuti in lino, lana, canapa, fabbricati o importati dagli Etruschi. L’abito tipico del Romano divenne la toga, un largo mantello di lino; più tardi sotto la toga veniva indossata la tunica, una toga più corta. Se faceva freddo ci si copriva con un mantello. Le donne portavano una tunica lunga coperta da una stola e d’inverno indossavano un mantello detto palla. Tutti, uomini e donne, calzavano i sandàlia, strisce di cuoio attaccate ad una suola. Verso la fine dell’età regia gli uomini cominciarono a radersi baffi e barba ed a tagliarsi i capelli.
Le donne erano semplicissime: non usavano cosmetici e si pettinavano a trecce, o a «coda di cavallo». In genera a Roma le donne vennero sempre considerate come compagne e collaboratrici dell’uomo, anche se non godettero mai di diritti politici e civili.

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