Concetti Chiave
- La Germania Imperiale del XIX secolo era caratterizzata da un governo autoritario con un Imperatore, un Cancelliere, e due camere legislative.
- Il partito cattolico Zentrum, fondato nel 1870, si opponeva alla centralizzazione imperiale, difendendo la libertà della Chiesa e le autonomie locali.
- Bismark lanciò una campagna contro la Chiesa cattolica, imprigionando vescovi e espatriando sacerdoti, per ridurre l'influenza del Zentrum.
- Nonostante l'oppressione del Partito Socialista dei Lavoratori, Bismark introdusse leggi sociali a favore dei lavoratori e dei pensionati.
- Con l'ascesa di Guglielmo II, il Partito Socialdemocratico crebbe, diventando la maggioranza parlamentare dopo l'annullamento delle leggi antisocialiste.
Indice
Struttura politica della Germania
La Germania era uno stato autoritario, con la presenza di un Imperatore, di un Cancelliere (Otto von Bismark) e di una Camera Bassa e di una Alta.
Conflitto tra Bismark e Zentrum
Una delle più importanti formazioni politiche oltre alla maggioranza bismarkiana era lo Zentrum (Centro), il partito cattolico, fondato nel 1870; esso vuole tutelare la libertà della Chiesa e difendere le autonomie locali dalla centralizzazione imperiale.
Di fronte a questo partito cattolico, Bismark decide di attaccare con forza la Chiesa cattolica, volendo laicizzare completamente le istituzioni statali e ridimensionando la forza politica dello Zentrum; vengono anche imprigionati metà dei vescovi ed espatriati una grande quantità di sacerdoti.
Repressione e leggi sociali
Dal punto di vista politico quest’azione favorisce un maggiore sostenimento da parte dell’opinione pubblica verso lo Zentrum, quindi Bismark decide di attaccare il Partito Socialista dei Lavoratori di Germania; fa approvare una serie di leggi antisocialiste.
Nonostante questa azione repressiva nei confronti del partito socialista, fa approvare anche delle leggi sociali, che tutelano i lavoratori e i pensionati (assicurazioni e pensioni di anzianità).
Cambio di leadership e politica interna
Bismark nel 1890 venne congedato dal nuovo imperatore Guglielmo II, che puntò all’espansione coloniale e al rafforzamento dell’esercito.
In politica interna, il Partito Socialdemocratico può agire liberamente visto l’annullamento delle leggi antisocialiste e diventa la maggioranza nel Parlamento.