La Prussia di Bismarck

Nei progetti del re Guglielmo I e del primo ministro Bismarck, l’unità tedesca doveva avvenire in modo autoritario sotto l’egemonia della Prussia, ove grazie allo sviluppo industriale si era instaurato un ceto borghese deciso a ottenere un regime più liberale.
La decisione di portare avanti un militarismo ai limiti della spregiudicatezza, portò allo scontro tra Bismarck e il Parlamento, che si risolse nell’induzione di Bismarck al re a governare senza l’approvazione parlamentare e ad appoggiarsi esclusivamente all’esercito.

L’aggressività della Prussia determinò anche l’ostilità dei regni tedeschi, che preferivano l’egemonia dell’Austria. Si aprì così la Guerra dei Ducati (1866) conclusasi con la Pace di Parigi a sfavore dell’Austria e con l’unificazione degli stati tedeschi sotto la Prussia.
Il progetto di unificazione della Prussia spaventò la Francia, che entrò in guerra con Berlino (19 Luglio 1870), in seguito alla proposta al cugino del re di Prussia del trono di Spagna, nella convinzione di ottenere una rapida vittoria. In realtà la guerra franco-prussiana, si concluse con la vittoria a più riprese dell’efficiente esercito tedesco sulle truppe francesi, che furono annientate nella battaglia di Sedan, che costrinse Napoleone alla resa (Settembre 1870).

Mentre l’Impero francese cadeva, nasceva l’Impero germanico, egemonizzato dalla Prussia e posto sotto il regime autoritario e militarista di Guglielmo I, che assunse il titolo di Kaiser (18 Gennaio 1871).

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