Dopo la rivoluzione


La coalizione europea che sconfisse Napoleone riportò sul trono francese Luigi XVIII, fratello del re ghigliottinato. Le potenze vincitrici intendevano riportare al potere le case regnanti spazzate via dalla rivoluzione —> Restaurazione (1815-1830)
• Congresso di Vienna
la Pace di Parigi (primo trattato, 1814) tra le potenze vincitrici e la Francia affermava che:
1) La Francia sarebbe tornata ai confini del 1792
2) Le potenze europee si sarebbero ritrovate per discutere il nuovo assetto dell’Europa—>
Congresso di Vienna.
i Lavori iniziarono il 1o Novembre 1814 e finirono nel 1815. Protagonisti delle trattative furono tutte le potenze vincitrici, sotto l’assetto del presidente dell’assemblea ossia il ministro degli esteri austriaco Klemens von Metternich.
• Principio di legittimità
Nel ridisegnare la carta Europea in parte si attennero al principio di legittimità, che prevedeva di restituire ai rispettivi sovrani i troni e i territori riconquistati:
1) In Spagna: ritorno di Ferdinando VII di Borbone
2) in Portogallo: ritorno di Giovanni VI di Braganza
si appellò al principio di legittimità anche il ministro degli esteri francese per ottenere il ritorno dei Borbone e dei territori Francesi. Tuttavia per il secondo trattato di Parigi la Francia fu punita, per i “cento giorni”, e costretta a cedere Nizza e la Savoia al Piemonte e i territori lungo il Reno alla Prussia. Inoltre dovette pagare un’ indennità di guerra e accettare l’occupazione delle potenze vincitrici per 3 anni.
• Principio di equilibrio
in molti casi prevalsi il principio di equilibrio—> sistema bilanciato di poteri per garantire ordine—> accadde in Italia e Germania
• Area tedesca e prussia
gli stati tedeschi furono riuniti in una confederazione germanica sotto l’imperatore austriaco Francesco I. La Prussia ottenne gran parte della Sassonia e alcuni territori sulle sponde del Reno. Per resistere a un ipotetico attacco francese vennero creati degli “stati cuscinetto”: fu rafforzato da un lato il Regno di Sardegna e dell’altro le Fiandre, tolte all’Austria e unitesi all’Olanda a formare il regno dei Paesi Bassi.
• Austria e Italia
L’Austria uscì dal congresso potenziata: si era estesa nei Balcani e ottenne la Repubblica di Venezia dall’Italia. Il veneto si unì alla Lombardia formando il regno Lombardo-Veneto e anch’esso passò sotto l’Austria; il resto dell’Italia tornò all’assetto pre-napoleonico, ma di fatto l’Austria, attraverso trattati o legami di parentela, divenne potenza egemone su tutta l’Italia.
• Russia e Gran Bretagna
Anche la Russia ne uscì potenziata: ottenne la Bessarabia dagli ottomani e la Finlandia dalla Svezia, oltre a gran parte della Polonia, divisa tra Austria, Prussia e Russia.
La Gran Bretagna si accontentò delle colonie conquistate in guerra come Malta, le isole Ionie, e territori strategici per il commercio come Ceylon e Capo di buona Speranza.
• Santa Alleanza
per mantenere il controllo si formò una Santa alleanza tra Austria, Prussia e Russia a cui si unirono più tardi Francia e le altre monarchie. “Santa” perché “nel nome della santissima trinità si univano in un vincolo di fratellanza per garantire la pace” sotto un’unica religione: quella cristiana. fu inserito poi un principio di intervento che permettesse di intervenire con le armi qualora ci fossero tentativi rivoluzionari.
• Quadruplice Alleanza
La Gran Bretagna non aderì alla santa alleanza ma aderì alla Quadruplice alleanza poco dopo, che univa sempre Austria, Prussia e Russia con l’obiettivo di ridimensionare il potere francese e conservare l’equilibrio europeo. Esse si riunivano periodicamente cercando di risolvere eventuali conflitti per via diplomatica—> Concerto Europeo.
Moti degli anni 20
• Restaurazione non tollerata
Il ripristino delle monarchie assolute (restaurazione) portò a diverse opposizioni, tra cui si distinse il movimento liberale. Era quello un periodo di crisi economica e di malcontento generale causato dal desiderio d’indipendenza visto il nuovo assetto europeo del congresso di Vienna.
• Tentativi rivoluzionari
Si vennero a creare delle insurrezioni che miravano ad abbattere il nuovo ordine politico attraverso la concessione di costituzioni, formazione dei parlamenti e la concessione di libertà e diritti. Nacquero quindi le società segrete, strumento del dissenso liberale, “segrete” perché si riunivano segretamente visto che era proibito riunirsi e discutere di politica sotto il nuovo regime. Esempio è “la Carboneria”, di stampo liberale, o anche gli Adelfi e i Filadelfi, di stampo democratico, così come i comuneros spagnoli.
• I moti in Spagna
In Spagna le tensioni si trasformarono presto in moti, che iniziarono nei possedimenti in sud America e nel 1820 si ampliarono anche in Spagna dove l’esercito si rifiutò di salpare da Cadice per reprimere i moti. L’ammutinamento fu guidato da Rafael del Riego, membro dei comuneros, e fu la scintilla per lo sviluppo di moti in tutta la nazione—> Ferdinando VII fu costretto a ripristinare la costituzione del 1812, costituzione di Cadice. Analogamente accadde in Portogallo.
Francia seconda repubblica
Sotto la Monarchia di Luglio (1830), dove Luigi d’Orleans fu proclamato re “per volere della nazione” in quanto rappresentante del gruppo liberale, la Francia affrontò un grande sviluppo economico—> monarchia borghese.
• Base sociale della monarchia
il corpo elettorale fu ampliato ma il diritto di voto restò legato al reddito. Di fronte ad una monarchia affiancata dalla borghesia e dall’aristocrazia liberale si opposero:
1) A destra: i legittimisti borbonici, i bonapartisti, i cattolici reazionari,
2) A sinistra: gruppi democratici organizzati in società come “Amici del popolo” che dopo aver
combattuto nelle giornate di luglio si erano sentiti defraudati.
Nacquero così moti popolari contro la monarchia soffocati dall’esercito (a Lione e Parigi in particolare)
• Guizot
Di fronte a queste rivolte Luigi Filippo assunse mire più conservatrici (es. limitata la libertà di stampa), mentre lo stesso gruppo liberale che lo sosteneva si divise in conservatrice e in progressista. La fazione dei conservatori prevalse e nel 1840 Guizot assunse la guida del governo; teorico del “giusto mezzo” tra assolutismo e democrazia, respinse richieste di allargamento del suffragio, solo l’incremento della ricchezza avrebbe portato ad un suo allargamento (“arricchitevi”). Il fronte più moderato chiedeva di ampliare i corpo elettorale e quello più radicale si batteva per il suffragio universale maschile nonché l’ampliamento dei diritti.
• Politica estera ed economia
in politica estera la Francia si riavvicinò all’Austria e aprì una politica coloniale in Africa. In economia ci fu una crisi data da 2 annate di cattivi raccolti
• Rivoluzione di febbraio
La questione del suffragio innescò diverse proteste contro Guiziot con una serie di “banchetti” in tutta la Francia—> nel febbraio del 1848 diverse persone scesero in strada a Parigi ma molte furono uccise dall’esercito. Così la protesta aumentò e i manifestanti assunsero il controllo della città, che divenne epicentro dei moti in tutta Europa. Guizot e Luigi Filippo furono spodestati e si formò un governo provvisorio con esponenti moderati, radicali e socialisti, tra i quali Louis Blanc.
• Seconda Repubblica
il 25 Febbraio fu proclamata la repubblica e il tricolore.
- Furono istituiti stabilimenti nazionali (Ateliers Nationaux), che affidassero lavoro ai disoccupati, - fu varato un piano di imposte dirette,
- fu abolita la pena di morte per reati politici e la schiavitù nelle colonie,
- fu ripristinata la libertà di stampa
- fu introdotto il suffragio universale maschile.
• Assemblea costituente
Si elesse poi l’assemblea costituente, che avrebbe dovuto stabilire l’assetto della Francia repubblicana. Più della metà dei 900 deputati eletti erano di stampo monarchico—> il suffragio universale tradì i suoi fautori più accesi.
Si crearono altre tensioni: i socialisti e repubblicani miravano a sostenere le rivoluzioni europee, soprattutto in Polonia—> attuarono diverse manifestazioni che li portarono all’arresto. L’assemblea fece chiudere gli stabilimenti nazionali.
• Repubblica conservatrice
L’assemblea elaborò una costituzione repubblicana:
1) potere legislativo lasciato ad un parlamento mono-camerale (Assemblea legislativa) di 750
deputati eletti ogni 3 anni a suffragio maschile
2) potere esecutivo lasciato ad un presidente della repubblica eletto a suffragio universale ogni 4
anni
Nel 1848 fu eletto presidente della repubblica il nipote di Napoleone, Luigi Napoleone Bonaparte, di stampo moderato e conservativo, così come accadde per l’assemblea legislativa.
Nei primi mesi furono varate le leggi Falloux: influenza del clero nell’istruzione. Poi fu stabilito che le fasce più povere erano escluse dal diritto di voto e fu limitata la libertà di stampa.
Vicende in Italia
• Giuseppe Mazzini
La strategia delle società segrete fallì, ci si iniziò quindi a battere per un programma che andasse oltre differenze geografiche e sociali: Giuseppe Mazzini nel 1831 fondò la “Giovine Italia”, associazione di cittadini il cui compito era fondare “una nazione di liberi ed eguali, indipendente, unita, democratica e repubblicana”, nazione i cui cittadini formassero una comunità.
Mazzini propose:
1) di creare un nucleo direttivo che diffondesse le sue idee tramite giornali, gazzette ecc.
(propaganda), ciò avrebbe scatenato un’insurrezione contro il governo.
2) La direzione politica sarebbe stata affidata ad un governo dittatoriale provvisorio, che a guerra
conclusa avrebbe dovuto cedere il governo ad una assemblea costituente eletta dal popolo.
• Giovine Europa
Mazzini tentò una congiura nel 1833 che portò a diversi arresti, stessa sorte nel 1834 quando tentò un’insurrezione a Genova e nella Savoia a cui partecipò anche Garibaldi—> non tenne conto della situazione sfavorevole e del fatto che le sue idee non giovavano le classi popolari. Fu espulso quindi dalla Francia e si rifugiò in Svizzera dove fondò la “Giovine Europa”, che lottava per la libertà delle nazioni. Anche in questo caso fallì e tentò, a Londra, nel 1839 di fondare una seconda “Giovine Italia”, giovando questa volta le classi popolari con la riduzione delle ore di lavoro e l’aumento dei salari.
• I moderati
in alternativa a Mazzini, un gruppo di intellettuali elaborarono soluzioni più moderate:
1) i singoli stati dovevano diventare monarchie costituzionali
2) creazione di un organo centrale rappresentante i parlamenti e di un vertice di coordinamento
(laico o religioso)
In questo modo non avrebbero messo in discussioni gli stati esistenti—> il progetto conquistò consenso.
• Neoguelfismo di gioberti
nel “Del primato morale e civile degli italiani” (1843) proponeva una confederazioni di stati presieduta dal papa e sostenuta militarmente dal regno di Sardegna (Piemonte)—> Neoguelfismo
• Balbo e i neoghibellini
definito neoghibellino, in “delle speranze d’Italia” (1844), idealizzava una confederazione italiana prima economica (unione doganale) poi politica, guidata dai Savoia, indirizzando l’Austria verso i Balcani. Ruolo militare importante era quello del regno di Sardegna
• Riformista d’Azeglio
in “degli ultimi casi di Romagna” propone graduali riforme e accordi con i sovrani poiché solo così si poteva auspicare un cambiamento, in attesa però di un momento adatto per far intervenire la potenza militare del regno di Sardegna.
• I repubblicani federali
alcuni miravano alla costruzione di un Italia repubblicana ma federale, rispettando le diversità locali pur riconoscendo la sovranità italiana della nazione
• Carlo Cattaneo
ne “il Politecnico” affermò che artefice del cambiamento doveva essere la borghesia, che grazie alle sue conoscenze economiche e scientifiche sarebbe stata in grado di formulare giuste riforme graduali. Il suo essere contro mire espansionistiche come quelle dei Savoia ed avere talvolta idee radicali lo differenziavano dai moderati. Mirava alla creazione di una repubblica democratica federalista, su modello di quella statunitense
• Giuseppe Ferrari
in “Revue des deux mondes”, affermò che attraverso aiuti esterni come quello francese e manifestazioni popolari si sarebbe giunti ad una repubblica federale, ponendo come problema principale della nazione la questione sociale.
• Neoguelfismo di Pio IX
nel 1846 fu eletto papa Pio IX, icona del liberalismo moderato. L’amnistia concessa per tutti i detenuti politici ed esiliati e altri atti portarono un’onda di entusiasmo e consenso al programma neoguelfo. concesse poi la formazione di una consulta di stato composta di rappresentanti delle comunità locali, e attenuò la censura sulla stampa.
• Coinvolgimento degli altri Stati italiani
Davanti a tale entusiasmo, tutti i sovrani furono costretti a seguire la politica di Pio IX:
1) Leopoldo II attenuò la censura in Toscana, istituì la guardia civica e annunciò una riforma della
consulta di Stato.
2) Carlo Alberto fece lo stesso nel regno di Sardegna
nel 1847 Pio IX, Carlo Alberto e Leopoldo II progettarono la Lega doganale italiana, per favorire l’economia e far cadere le barriere tra gli stati, ma questo progetto non fu realizzato. Estranea a riforme rimase invece il regno delle due Sicilie.
Insurrezioni
alla fine del 1847 tutti gli stati instaurarono delle riforme. Nel 1848 scoppiarono moti per ottenere costituzioni liberali e per l’unificazione della nazione.
La stagione rivoluzionaria si aprì a Palermo, con il successo della rivolta di Giuseppe la Masa e Rosolino Pilo, causata da aspirazioni separatistiche e rivendicazioni politiche. I Borboni furono costretti a ripiegare e si instaurò un governo provvisorio con a capo Ruggiero Settimo.
• Incendio napoletano
L’insurrezione scatenò una catena di rivolte nel centro Italia: Ferdinando II fu costretto ad ampliare i poteri della consulta di stato, limitare la censura e licenziare il ministro della polizia, avverso dal popolo. Fu costretto infine a firmare una costituzione liberale, su modello della carta francese del 1814.
• Costituzioni concesse
Tutti gli stati, fuorché la Sicilia che aveva già introdotto la costituzione del 1812, concessero costituzioni liberali:
1) Toscana: Leopoldo II concesse la costituzione come Statuto Fondamentale.
2) regno di Sardegna: Carlo Alberto concesse la costituzione come Statuto Albertino (4 marzo).
3) Stato della Chiesa: comparve uno Statuto del Regno.
Tutti gli statuti prevedevano un Parlamento Bicamerale: 1 camera alta di nomina regia e 1 camera bassa elettiva su base censitaria—> Monarchia costituzionale (il re continuava ad esserci)
• potere legislativo: in mano al parlamento ma le leggi dovevano essere promulgate dal sovrano
• potere esecutivo: lo esercitava il sovrano tramite suoi esponenti, senza bisogno del parlamento • religione cattolica = religione di stato
• libertà di stampa con censura preventiva
• Milano—> sciopero del fumo
per porre fine alla dominazione Austriaca e unificare il regno ci fu lo “sciopero del fumo”—> i cittadini di Milano miravano di bloccare il commercio del tabacco su cui si basava gran parte delle entrate fiscali austriache.
• Cinque giornate di Milano
Incoraggiati dal democratico Enrico Cernuschi a Milano, il 18 Marzo, si scatenò una rivolta che portò alla conquista della città. dopo 5 giornate di lotta, gli austriaci di Radetzky si ritirarono. I liberali moderati non appoggiarono questa scelta, preferendo soluzioni più prudenti.
• Repubblica veneta
Anche Venezia si ribellò all’Austria, liberando Manin e Tommaseo, esponenti liberali, dalle prigioni. Manin guidò una rivolta di operai dell’arsenale che costrinse la fuga degli austriaci—> il 23 Marzo si formò sotto Manin la repubblica Veneta,
La 1a guerra d’indipendenza
Reazione del Piemonte
In Piemonte i liberali non sostennero le decisioni veneziane, una parte mirava ad una politica anti- austriaca moderata, l’altra non voleva tagliare i rapporti con l’Austria pur desiderando l’indipendenza.
Guerra all’Austria
Carlo Alberto pur consapevole della debolezza del suo esercito decise di intervenire il 23 Marzo contro l’Austria affiancato dal Lombardo-Veneto, per creare un’unico Regno al nord Italia sotto i Savoia. Decisione giustificata per la paura che le rivoluzioni in Francia e a Vienna toccassero anche l’Italia.
L’esercito piemontese era però numeroso e quindi lento, i suoi ritmi lenti, una volta giunto in Lombardia, cominciarono a far nascere l’idea che volesse aiutare la ritirata degli austriaci o che avesse mire espansionistiche.
Guerra federale
Anche gli altri sovrani dell’Italia si trovarono costretti a partecipare: Ferdinando II e Pio IX inviarono 2 divisioni mentre Leopoldo II inviò un’esercito di volontari universitari. Questi ultimi si distinsero nella vittoria ottenuta a Goito il 30 maggio.
Il 29 Aprile Pio IX dimostrò di non voler seguire gli ideali neoguelfi e richiamò le proprie truppe, ripudiando una guerra contro l’Austria. Seguì che tutti i sovrani abbandonarono Carlo Alberto
Politica delle annessioni
Carlo Alberto, rimasto solo, si trovò ad affrontare una politica di espansione in tutti i territori conquistati. L’8 giugno, il Lombardo-veneto si unì al regno di Sardegna e analogamente fece Venezia il 13 giugno, poi i ducati di Parma, Piacenza e Modena—> formazione di un’unico stato settentrionale.
Armistizio con vienna
L’esercito austriaco però cominciò a riprendersi i propri territori partendo da Vicenza e nel Luglio a Custoza e Sommacampagna l’esercito piemontese fu sconfitto—> il 5 agosto firmò l’armistizio con l’Austria.
’48 democratico
Ferdinando II intanto si impegnò a riconquistare i territori siciliani ristabilendo la politica precedente e sciogliendo il parlamento. Nel 1849 anche Palermo cedette.
Spaccatura fra liberali e pio ix
Pio IX si inimicò gran parte del popolo davanti alla decisione di abbandonare la guerra. Egli intanto affidò il governo al moderato Terenzio Mamiani, che vista la crescente opposizione conservatrice diede le dimissioni. Seguì Pellegrino Rossi, ambasciatore francese, che attuò una politica pacifica e di risanamento finanziario, ma di fronte alla decisione di non affrontare la guerra fu ucciso da ex- patrioti. Pio IX fuggì a Gaeta sotto la protezione di Ferdinando II.
Repubblica romana
Si formò quindi a Roma un’assemblea costituente a suffragio universale, la quale il 9 Febbraio 1849 diede vita alla Repubblica romana.
Fu abolito il controllo vescovile sull’istruzione, soppresso il sant’Uffizio e incamerati beni ecclesiastici.
Roma divenne fulcro per la realizzazione della nazione, per questo iniziarono ad affluire qui personaggi come Mazzini, Garibaldi, Carlo Pisacane, Goffredo Mameli e Nino Bixio—> l’assemblea costituente nominò un triumvirato composto da Mazzini, Carlo Armellini e Aurelio Saffi, dotato di poteri illimitati per la difesa della repubblica.
Fine della repubblica
Pio IX fece appello alle potenze europee e la Francia decise di intervenire per allearsi con la chiesa—> il 24 aprile sbarcò a Civitavecchia mentre da tutt’Italia giunsero volontari a dar man forte a Garibaldi. Dopo aver battuto i francesi nelle battaglie di Palestrina e Velletri, i francesi si allearono con Austria e Spagna, occupando Roma il 4 Luglio.
Il potere del papa venne ripristinato, molti repubblicani costretti all’esilio ed infine anche la repubblica veneta di Manin cadde nell’Agosto 1849.
Piemonte di Gioberti
in seguito all’Armistizio Carlo Alberto affidò il governo a Cesare Alfieri, che non fu in grado di calmare le proteste dei democratici irritati per l’interruzione della guerra. Salì allora Vincenzo Gioberti, che riuscì a placare gli animi per la sua fama. Ma manifestando di nuovo la sua idea di confederazione papale, fu costretto alle dimissioni il 21 febbraio 1849.
Ripresa delle ostilità
Lo stesso giorno Carlo Alberto decise allora di disdire l’armistizio e riprendere le ostilità con l’Austria. Il 23 Marzo fu sconfitto a Novara e il giorno stesso salì al potere il figlio Vittorio Emanuele II, che firmò un nuovo armistizio con Radetzky in cambio di una politica di contenimento dei democratici.
Cavour, liberale moderato
Vittorio Emanuele II lasciò in vigore lo statuto e offrì a tutti i patrioti italiani la possibilità di rifugiarsi in Piemonte—> Piemonte polo di riferimento dei liberali. Cominciava a maturare il rifiuto della dominazione austriaca.
Leggi Siccardi
nel 1850 il governo di Massimo D’Azeglio si trovò ad affrontare il rapporto stato-chiesa: approvò le Leggi Siccardi che abolivano il foro ecclesiastico, il diritto d’asilo per i luoghi sacri e imponevano l’obbligo dell’approvazione dello stato per l’acquisto di beni.
Grazie a parlamentari moderati guidati da Camillo Benso, Conte di Cavour lil testo passò in senato.
Nella politica piemontese si formò così un partito liberale-moderato di cui Cavour fu leader.
Il programma di Cavour
• Cavour affermò che attraverso graduali riforme si sarebbe sviluppata l’economia e potuto risanare il regime monarchico-costituzionale.
• Il parlamento avrebbe dovuto avere ruolo importante in quanto espressione dell’opinione pubblica • Il sistema non era più a suffragio ma basato sul censo.
• era contro prospettive rivoluzionarie, il suo obiettivo principale era creare un regno del nord italia
e poi si sarebbe potuto pensare all’unione.
Egli in cereale desiderava un sistema politico efficiente nelle mani di ceti alto-borghesi.
Cavour ministro del governo d’Azeglio
• Nell’Ottobre 1850 fu nominato ministro per l’agricoltura e commercio.
• L’anno successivo divenne ministro delle finanze ed iniziò a stabilire trattati commerciali di libero scambio con le popolazioni europee.
• Organizzò la pubblica amministrazione e la contabilità dello stato. Impose una politica fiscale
severa ma premiando i settori dinamici—> crescita economica.
Connubio
Cavour riuscì ad ottenere l’appoggio del centro destra e del centro sinistra (di Urbano Rattazzi)—> Connubio. Si avviò così la politica riformatrice di Cavour. D’Azeglio davanti a queste nuove idee fu costretto a dimettersi e salì Cavour nel 1852 a patto che egli lasciasse cadere la proposta di legge sul matrimonio civile.
Cavour primo ministro
Il governo di Cavour comportò uno sviluppo economico-politico e affermò, a differenza dello statuto Albertino, che il governo dovesse essere gradito non solo dal sovrano ma anche dal Parlamento.
Politica estera
Cavour puntò a stringere patti di alleanza con Francia e Inghilterra visto lo scontro ormai vicino con l’Austria nel voler creare un regno nel Nord Italia.
Guerra di Crimea
Allo scoppio della guerra di Crimea, Inghilterra e Francia chiesero aiuto a Vienna che rifiutò e si affidarono al Piemonte. Cavour aderì all’alleanza pur senza aver nulla in cambio: inviò il 9 Maggio 1855 un battaglione comandato da Alfonso La Marmora in Crimea, che, sebbene colpito dal colera, vinse nella battaglia della Cernaia e tornò a casa a vincitore.
Congresso di Parigi
Nel Febbraio 1856 il Piemonte poté partecipare al congresso di Parigi dove Cavour iniziò a denunciare a Francia e Inghilterra la pressante presenza Austriaca e il conseguente clima rivoluzionario presente in tutta la penisola, che alterava l’equilibrio europeo.
Fallimento mazziniano
Intanto in Italia, sotto volere di Mazzini, scoppiarono diversi tentativi rivoluzionari (il più noto a Milano nel 1853) che fallirono tutti. Diedero vita al partito d’Azione nel 1853 che avrebbe dovuto focalizzare l’obiettivo sull’unificazione scatenando diversi moti in Italia: Livorno, Genova e Sapri, dove Carlo Pisacane, con l’obiettivo di far scatenare rivoluzioni nel Meridione, fu attaccato da un gruppo di contadini che lo scambiarono per un brigante.
Socialismo risorgimentale
L’intero movimento Mazziniano subì una grande crisi; ne approfittarono i federalisti Carlo Cattaneo e Giuseppe Ferrari; quest’ultimo si era espresso su una legge agraria e fu sostenuto dallo stesso Pisacane—> l’obiettivo era creare uno stato unitario su basi federaliste attraverso una rivoluzione dei contadini il cui fine era: l’abolizione della proprietà privata, dei mezzi di produzione e la collettivizzazione della terra.
Società nazionale italiana
In Piemonte nacque la società nazionale italiana nel 1857, che cercò di raccogliere sotto l’obiettivo di indipendenza la maggioranza liberale moderata, restando sotto la protezione della monarchia sabauda.
La seconda guerra d’indipendenza
Dopo il congresso di Parigi l’Austria addolcì la propria politica restituendo beni sequestrati al Lombardo-Veneto e concedendo un’amnistia per reati politici. Tuttavia rimproverò il Piemonte di non intervenire sulle manifestazioni anti-austriache e Cavour colse l’opportunità per romperne le relazioni.
Attentato a Napoleone iii
Felice Orsini nel 1858 tentò di uccidere Napoleone III perché, secondo egli, responsabile del fallimento dei moti del ’48. Condannato a morte, prima di morire si pentì, confessando che agì a causa della situazione disperata presente in Italia sotto gli Asburgo.
Accordi di Plombieres
Grazie a questo episodio Cavour riuscì ad incontrare segretamente Napoleone III a Plombières (1858) per discutere su come portare l’Austria a dichiarare guerra al Piemonte, dando così un pretesto alla Francia di intervenire.
Si parlò inoltre di come dividere la penisola Italiana:
1) regno dell’Alta Italia: Lombardo-Veneto, i ducati e le legazioni pontificie del centro, sotto il potere dei Savoia
2) regno dell’Italia Centrale: Toscana, Umbria e Marche
3) Stato della Chiesa: Lazio (+ Roma)
4) regno dell’Italia Meridionale
Tutti i quattro regni avrebbero formato una confederazione sotto il potere del papa. La Francia avrebbe ricevuto in cambio Nizza e Savoia.
Alleanza franco-piemontese
Iniziarono le provocazioni all’Austria da parte di Francia e Piemonte:
1) Napoleone III si dichiarò sconcertato di fronte all’atteggiamento degli austriaci con il Piemonte
2) Vittorio Emanuele II lamentò le condizioni degli altri stati della penisola
La scintilla fu però data dai Cacciatori delle Alpi, formazioni garibaldine che si muovevano lungo i confini austriaci. Fu inviato al Piemonte un ultimatum per cessare quell’attività, e questo fu il pretesto per la Seconda guerra d’indipendenza (24 aprile 1859)
A Magenta furono sconfitti gli austriaci e i due sovrani entrarono trionfanti a Milano, mentre venivano liberate le zone alpine e i garibaldini si dirigevano verso il Veneto. I piemontesi ottenero poi un successo a San Martino e i francesi a Solferino, perdendo però 15.000 uomini, il tutto circondato da una cornice di moti rivoluzionari lungo tutto il centro—> Leopoldo II fu costretto a fuggire dalla Toscana, così come accadde a Parma e a Modena; i nuovi governi costituiti erano filo-piemontesi.
Armistizio di Villafranca
L’11 Luglio del 1859 la Francia firmò un armistizio con l’Austria a Villafranca, che prevedeva la cessione della Lombardia alla Francia e poi al regno di Sardegna, il ripristino dei sovrani fuggiti e la formazione di una confederazione di stati lungo la penisola—> il motivo della Francia fu dato dalle troppe perdite in guerra e dal timore di un ipotetico potente stato italiano unito.
Cavour rimase sconcertato e diede le dimissioni. Il nuovo governo fu concesso al duo La Marmora- Ratazzi.
Regno d’Italia 1861
Con l’intervento dell’Inghilterra favorevole allo stato dell’Alta Italia, e la Francia che capì che appoggiare i Savoia era l’unico modo per ottenere Nizza e Savoia, Cavour tornò nel 1860 al governo come presidente del consiglio.
Annessioni
In tutt’Italia si votò per l’annessione al Piemonte tra l’11 e il 12 Marzo; gli ex ducati di Parma, Modena e le legazioni pontificie si legarono ai Savoia, stesso accadde in Toscana dove si sviluppò un regime di transizione con a capo Bettino Ricasoli. La Savoia e Nizza furono consegnate alla Francia
Qui Cavour si fermò poiché la Francia era contraria alla conquista dei territori meridionali, ma vista la situazione sotto i Borboni e le false speranze insorsero diverse rivolte, guidate in Sicilia da Francesco Crispi.
Spedizione dei mille
Giuseppe Garibaldi, deluso dalla consegna di Nizza (sua città natale), divenne capo di una spedizione anti-borbonica di volontari in Sicilia. Vittorio Emanuele II lo sosteneva segretamente pur negandogli aiuti, Cavour invece temeva questa scelta; tra il 5 e il 6 Maggio 1860 la spedizione partì da Quarto (Genova), si rifornirono di armi in Toscana ed infine giunsero a Marsala (Sicilia). L’esercito napoletano disorganizzato fu rapidamente battuto e con l’editto di Salemmi proclamò il controllo dell’isola per nome di Vittorio Emanuele II. Vinse anche a Calatafimi, Palermo e il 20 Luglio a Milazzo, conquistando l’isola. Il 19 Agosto si spostarono in Calabria e giunsero a Napoli il 7 Settembre.
• Nei dintorni di Bronte, a causa del desiderio dell’abrogazione sulla tassa del macinato, contadini insorsero inermi contro i proprietari terrieri. La repressione fu affidata a Nino Bixio che soffocò la rivolta.
Garibaldi e Cavour
Visto il procedere Garibaldino Cavour decise di avanzare, con il permesso Francese, in Meridione, purché lasciasse il Lazio in mano al papa. conquistò Marche, Umbria per poi passare nel regno delle 2 Sicilie, pronto ad un eventuale scontro con Garibaldi; quest’ultimo però, sconfitti i Borboni
nella battaglia di Volturno, organizzò l’incontro di Teano nell’ottobre 1860: Garibaldi lasciò le operazioni al governo piemontese sancito e cedette i territori conquistati a Vittorio Emanuele II—> anche il regno delle 2 Sicilie passò sotto il suo controllo: Il 7 Novembre i860 entrò a Napoli come re del nuovo stato unitario.
Regno d’Italia
La legge elettorale piemontese a suffragio ristretto fu estesa in tutti i territori conquistati: Solo cittadini maschi, dai 25 anni in su, che sapessero leggere e scrivere e pagassero almeno 40 lire di tasse, potevano votare.
Il 17 marzo 1861 fu proclamato il primo parlamento nazionale che confermò Vittorio Emanuele II re d’Italia, “per grazia di Dio e volere della nazione”.

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