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Unità d'Italia - Conseguenze e criticità


-La situazione in Italia e la questione meridionale: All'arretratezza economica, l'elevato tasso di mortalità e natalità e l'analfabetismo (a causa dell'assenza di strutture e dell'obbligo scolastico) dell'Italia si aggiungeva una situazione di profonda divisione fra Nord e Sud. Il Nord, infatti, era molto più avanzato sia dal punto di vista culturale che dal punto di vista economico, che disponeva la maggior parte del reddito totale e il Sud che, non disponendo di risorse, strutture finanziarie e infrastrutture, risultava arretrato, dal punto di vista dell'organizzazione socio-economica, a tal punto ad essere rimasto fermo ad una situazione in cui prevaleva l'agricoltura latifondista, pure poco produttiva (mentre nelle zone padane erano nate delle aziende agricole di bachi da seta e riso), che non aveva registrato a causa di questa penuria di materie prime alcuna rivoluzione industriale, e che però contribuiva per il 57,5% al pil.
Ulteriori problematiche erano costituite dalla mancata unità della lingua e dalle porzioni d'Italia ancora escluse dal suolo nazionale quali Veneto, trentino, Friuli, Roma e Lazio.

-Perché non si optò per uno stato federale, permettendo la progressiva integrazione dei paesi, anziché estendere lo Statuto Albertino (scelto perché era l'unica carta costituzionale che fosse stata in vigore nell'ultimo decennio e quindi unico esempio concreto) a regioni così diverse dal punto di vista politico, culturale ed economico?

La motivazione risiede nell'incertezza del concretizzarsi dell'unità d'Italia. Infatti, erano molte le potenze che volevano ripristinare le condizioni precedenti. Lasciando l'Italia Unita frammentata e legislativamente divisa si avrebbe lasciato troppo spazio d'azione alla Francia, alla Chiesa, ai Borboni e all'Austria, desiderose di bloccare il completamento dell'Unione.

-Le conseguenze al Sud di un sistema incompatibile: Imponendo, in modo non graduale, le medesime condizioni a territori profondamente diversi si era sì favorita l'unità d'Italia ma si era limitata la nascita degli italiani. Al sud, ancora molto feudale, infatti tali imposizioni avevano relegato i diritti primari, alla base del sistema feudale, a favore della legge. Di conseguenza si registrò un malcontento generale che provocò, come reazione, un disconoscimento dello stato e della sua autorità e il conseguente affidamento a forze dell'antistato (nacque quindi quello che viene considerato l'embrione della mafia, inizialmente una gestione primatistica della legge) e l'opposizione al potere espresso con la protesta sociale e criminale del brigantaggio, accresciuto dall'inasprimento fiscale e dalla leva obbligatoria (provocando una povertà a cui non potevano più far fronte chiedendo la regalia), che diedero vita ad una vera e propria guerra civile a cui il governo rispose con lo stato di assedio, portando quindi ad una sostituzione, visto il dispendio eccessivo di forze militari, dell'esercito con le forze di polizia, l'applicazione della legge bellica e permettendo all'esercito di condannare a morte i briganti senza un giusto processo, ossia affidandoli ai tribunali militari. Ad essi si aggiungono inoltre i soldati dell'esercito di Garibaldi che, dato il Sud a Vittorio Emanuele, desideravano che venisse loro concesso di entrare nell'esercito "ufficiale" mantenendo i loro gradi; ma gli viene negato e, avendo donato vite umane per conquistare il sud e quindi per la causa nazionale ma non essendo presi a far parte dell'esercito nazionale stesso, si sentono esclusi ed entrano nel brigantaggio.
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