Concetti Chiave

  • La NEP fu vista da Stalin come causa della crisi economica, portando a un'immediata industrializzazione forzata dal 1928 al 1939.
  • Il primo piano quinquennale si focalizzò sull'aumento della produzione di materie prime e sull'industria pesante, mentre il secondo portò a un incremento del 121% della produzione industriale.
  • Il processo di industrializzazione comportò un significativo costo umano, con operai sottoposti a turni pesanti e contadini costretti a lavorare nelle fabbriche.
  • La collettivizzazione agricola portò alla creazione di Kolchozy e Sovchozy, trasformando radicalmente la struttura agricola dell'URSS.
  • Le purghe staliniane tra il 1935 e il 1938 eliminarono molti membri del partito bolscevico e oppositori, con migliaia di persone giustiziate o deportate nei gulag.

La crisi economica e la NEP

Stalin dovette fronteggiare l'irrompente crisi economica, la cui causa era stata individuata nella NEP, favoritrice di contadini e piccoli commercianti. Iniziò un processo di industrializzazione forzata che durò dal 1928 al 1939 e si divise in due fasi precise:

    1.

    Industrializzazione forzata e piani quinquennali

    Primo piano quinquennale, previde la fissazione di obiettivi come l'aumento della produzione di materie prime, necessaria per macchinari e beni consumo per poi dare il privilegio all'industria pesante (gomma, ferro, carbone, petrolio e acciaio);

    2. Secondo piano quinquennale, fu il periodo dei risultati concreti tanto che la produzione industriale crebbe ben del 121%;

Costi umani e propaganda

Per capire i costi di questo processo, vennero ridotti i consumi interni e gli operai, a cui veniva fornita un'istruzione tecnica, venivano anche sottoposti a turni pesanti. Spesso venivano anche prelevati contadini per lavorare maggiormente nelle fabbriche, essi non potevano rifiutarsi ma erano motivati da un'abile operazione propagandistica dove veniva premiato il migliore. In questo contesto la produzione di conseguenza crebbe e l'URSS divenne la seconda potenza mondiale, solamente dietro agli Stati Uniti, nell'arco solo di pochi anni. In campagna le terre vennero confiscate di kulaki ed i contadini furono obbligati ad entrare in grandi unità produttive collettive:

    Collettivizzazione agricola e resistenza dei kulaki

    Kolchozy, aziende agricole dove i contadini usavano collettivamente la terra dello stato, ognuno aveva un piccolo appezzamento e alcuni animali a disposizione;

    Sovchozy, aziende statali dove i contadini erano dipendenti dello stato, che prelevava una quota fissa di raccolti;

Repressione e purghe staliniane

I kulaki si ribellarono e nel 1929 venne proposto di eliminarli come classe, Bucharin si oppose ma poi venne condannato per deviazione di destra nel 1930, quindi i kulaki vennero giudicati nemici del popolo e giustiziati. Tutto ciò fu nascosto e reso possibile solo attraverso la propaganda, venne infatti instaurato il culto per il leader che entrava a contatto con la folla attraverso principalmente i discorsi. Parallelamente avveniva l'indottrinamento degli studenti ma anche ondate repressive, si pensa infatti che dal 1935 al 1938 si organizzarono le grandi epurazioni o purghe, dove vecchi dirigenti bolscevichi, soldati ma anche membri del comitato centrale del primo congresso vennero accusati di complotto e giustiziati o portati nei gulag. I gulag erano dei veri e propri lager che ospitavano principalmente prigionieri politici che lavoravano in condizioni disumane per disboscare o estrarre minerali al freddo.

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Domande da interrogazione

  1. Quali furono le principali fasi dell'industrializzazione forzata avviata da Stalin?
  2. L'industrializzazione forzata si divise in due fasi: il primo piano quinquennale, che mirava ad aumentare la produzione di materie prime e privilegiare l'industria pesante, e il secondo piano quinquennale, che portò a un incremento della produzione industriale del 121% (come indicato nel testo).

  3. Quali furono i costi umani associati alla collettivizzazione agricola?
  4. I costi umani furono significativi, con riduzione dei consumi interni e operai sottoposti a turni pesanti. I contadini furono costretti a lavorare nelle fabbriche e a entrare in grandi unità produttive collettive, mentre la propaganda premiava i migliori per incentivare la produzione (come descritto nel testo).

  5. Come venne gestita la resistenza dei kulaki durante la collettivizzazione?
  6. La resistenza dei kulaki portò a una repressione violenta, culminata nella proposta di eliminarli come classe nel 1929. I kulaki furono giudicati nemici del popolo e giustiziati, mentre la propaganda e il culto del leader mascherarono queste atrocità (come evidenziato nel testo).

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