Partito comunista - tecnica di governo

L'appartenenza alla comunità politica comunista è cementata da un importante meccanismo psico-sociale ovvero quello dell'identificazione dei nemici esterni ed interni. La dinamica imposta dalle modalità di formazione del sistema comunista nasce in un momento di una doppia guerra, contro eserciti stranieri e contro eserciti russi filozaristi. In una situazione di questo genere i responsabili del Partito comunista sviluppano una tecnica di governo che si fonda sul 'sospetto' e sulla 'sistematica ricerca dei traditori e dei nemici interni'. È una dinamica che, in circostanze simili, si è sviluppata pure durante la rivoluzione francese con il "terrore giacobino". Il meccanismo rafforza la coesione di coloro che ritengono di avere titoli per far parte della comunità eletta ovvero la comunità comunista. Con questo sistema gli amici di oggi possono diventare i nemici di domani. È ciò che accade con le continua purghe politiche che si rivolgono verso i nemici più vicini nel 1917, 18 sono i social-rivoluzionari e i menscevichi, più tardi sono gli oppositori interni (Trotskij ecc). Poiché il prezzo da pagare, quando si è identificati come "nemici" è pesante, la spinta della paura induce a introiettare norme e comportamenti che fanno di un individuo un perfetto militante; nel profilo del perfetto militante c'è anche la prontezza a scagliarsi contro coloro che sono identificati come elementi estranei o nemici della comunità, e per questo soggetti da eliminare.

La sacralizzazione del partito comunista consiste proprio in questo meccanismo di una estrema durezza fisica e psicologica. Molti osservatori che hanno analizzato l'esperienza comunista hanno più volte osservato le analogie che avvicinano il partito comunista sovietico a una Chiesa. Il partito comunista possiede i suoi "testi sacri" (le opere di Marx e di Engels e più tardi quelle di Lenin) da cui si traggono insegnamenti filosofici e politici, ma da cui si estraggono anche frasi celebri, detti morali, episodi significativi. Il partito possiede la sua genealogia dei santi, i grandi dirigenti comunisti di cui celebrano le sofferenze se non addirittura la morte eroica. Le agiografie socialiste e la produzione di icone dei santi comunisti sono elementi-chiave nella costruzione dell'immagine del "partito-ecclesia". Inoltre il carattere monistico del "partito-ecclesia" si giustifica con il fatto che fin dalla sua ascesa al potere per bocca dei suoi dirigenti il partito bolscevico comunista pretende di essere l'unico depositario della verità. Questa convinzione deriva dall'idea di aver tratto giuste indicazioni dalle riflessioni sui "sacri testi" marxiani.

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