Comunismo e Chiesa ortodossa


Fin da subito il Partito comunista ha cercato con grande determinazione una effettiva sacralizzazione rituale della propria esperienza politica. L'obbiettivo viene realizzata attraverso due dinamiche: da un lato con un'azione politica volta a decristianizzare, nei limiti del possibile, la società comunista. Questa azione viene avviata sin dal 1918 quando il governo bolscevico delibera la completa separazione dello Stato dalla Chiesa ortodossa e l'esproprio delle terre e degli immobili appartenuti alla Chiesa. Nel 1921 viene vietata l'insegnamento religioso nelle scuole e viene proibito la stampa e la diffusione di libri a tema religioso. La Chiesa ortodossa non scompare ma è ridotta a una condizione di assoluta marginalità anche perché molti luoghi di culto vengono chiusi e i capi religiosi che non si attengono alle norme stabilite dal regime comunista vengono arrestati. Il deficit di spiritualità che ne deriva viene colmato da un singolare culto inventato dopo la morte di Lenin, considerato il padre della rivoluzione. La natura parareligiosa della memoria di Lenin viene costruita subito sin dal discorso commemorativo pronunciato da Stalin nella sessione inaugurale del II Congresso dei Soviet dell'Unione, che si tiene il 26 gennaio 1924. Stalin fondere la militarizzazione della politica con la sua sacralizzazione, affidata un rituale di giuramento ripetuto con ossessiva cadenza liturgica. Il Congresso dei soviet, dopo il discorso di Stalin, decide di pubblicare l'Opera Omnia di Lenin, di fissare un giorno speciale dedicato alla commemorazione del dirigente, di costruire un mausoleo che ne ospiti la salma, posto nella Piazza Rossa a Mosca, di erigere monumenti a lui dedicati in tutta l'Unione Sovietica e di cambiare il nome di Pietrogrado ribattezzandola Leningrado. Comunque la decisione più spettacolare di tutte è quella di imbalsamare la salma di Lenin e di esporla permanentemente nel mausoleo della Piazza Rossa perché i "fedeli" possano compiervi un pellegrinaggio e vedere ancora una volta il corpo del capo com'è stato dal vivo. Ci si chiede quale sia il senso profondo di questa scelta e del rituale del pellegrinaggio che ne deriva? Innanzitutto quello di offrire una risposta emotivamente forte a uno dei più gravi limiti del partito ovvero quello di non possedere una dimensione metafisica ciò che invece contraddistingue la maggior parte delle religioni e in modo particolare quella cristiana.

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