Sterminio degli ebrei

Fino all'occupazione dei territori orientali l'atteggiamento nazista nei confronti degli ebrei è stato favorevole alla loro deportazione e dispersione fuori dai territori del Reich, piuttosto che a una loro sistematica eliminazione. La linea antiebraica cambia man mano che, avanzando verso est, le truppe tedesche incontrano comunità ebraiche sempre più numerose (tra Polonia e territori ex sovietici gli ebrei che si trovano sotto la giurisdizione nazista sono 8.500.000). Nel 1939, alla conquista della parte occidentale della Polonia, i responsabili nazisti ordinano la deportazione degli ebrei dalle aree rurali dentro recinti appositi ovvero i ghetti che sono loro riservati nelle più grandi città polacche. Dal 1941 nei ghetti polacchi vengono mandati anche ebrei che provengono da altre parti dell'Europa occidentale. Le condizioni di vita nei ghetti, così come quelle igieniche, già in origine precarie, diventano ora intollerabili e il tasso di mortalità vi si fa sempre più alto. Però è chiaro che l'idea di usare i ghetti polacchi come reclusorio permanenti non può funzionare ancora a lungo. Così i nazisti adottano due soluzioni complementari. Quando inizia l'offensiva contro l'unione sovietica, e le truppe naziste in marcia verso est incontrano comunità ebraiche sempre più numerose, entrano in azione le Einsatzgruppen delle SS, coadiuvate da corpi ausiliari, che eseguono rastrellamenti della popolazione ebraica e fucilazioni di massa effettuate sul posto. Uno dei massacri più impressionanti viene compiuto da un Einsatzkommando (un reparto di qualche centinaio di uomini, appartenente a una più ampia Einsatzgruppe) a Babi Yar, in Ucraina, presso Kiev, dove in due giorni esattamente tra il 29 e il 30 settembre del 1941 vengono uccisi 30.000 ebrei (uomini, donne e bambini). Nondimeno la procedura viene giudicata troppo poco efficiente, cosicché sia adotta un'altra tecnica. Gli ebrei cominciano a essere deportati in massa nei numerosi campi di concentramento costruiti per ospitare oppositori politici e soggetti alieni rispetto allo Herrenvolk. Ben presto comunque, oltre ai campi di concentramento dove gli internati sono costruiti ai lavori forzati vengono costruiti campi di nuovo tipo che hanno una diversa finalità. Il 20 gennaio del 1942, nel corso di una riunione che si è tenuta nei pressi di Berlino (a Wannsee) alla quale partecipano vari ministri massimi dirigenti dell'SS, Reinhard Heydrich comunica di aver ricevuto da Göring (all'epoca responsabile delle politiche relative alla questione ebraica l'incarico di organizzare l'auspicata soluzione finale della "questione ebraica"). L'idea, espressa del termine gelidamente neutro di "soluzione finale", è quella di sterminare fisicamente tutti gli ebrei, fino all'ultimo. Il piano adottato nei mesi seguenti prevede di destinare dei campi di nuovo tipo (Auschwitz-Birkenau, Treblinka, Belzec, Sobibor, Chelmno e Majdanek) all'eliminazione fisica degli ebrei sulla base di un'organizzazione tecnicamente efficiente. In questi nuovi campi di sterminio vengono progressivamente deportati tutti gli ebrei chiusi nei ghetti o nei campi di concentramento.

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