Concetti Chiave
- L'ascesa del conservatorismo in Italia ha portato a un governo più autoritario, con l'esecutivo che ha prevalso sul legislativo e una riduzione delle libertà civili.
- Giolitti, nel 1921, tentò di integrare i fascisti nel sistema politico per smorzare la rivoluzione, ma non comprese il loro duplice approccio tra istituzionalità ed eversione.
- Dopo le elezioni del 1919, Giolitti cercò di utilizzare i fascisti come strumento contro il partito socialista, permettendo loro di operare senza restrizioni.
- La valutazione errata di Giolitti sul fascismo lo portò a sottovalutare il suo potere, contribuendo alla sua legittimazione e al crollo dello stato liberale.
- Il governo Mussolini, sostenuto da un parlamento che lo legittimava, segnò un punto di non ritorno nella storia politica italiana.
Indice
Qual è l'ascesa del conservatorismo?
Lo stato liberale per responsabilità sue complice uno stato di guerra, si dette connotazioni più conservatrici tali per cui l’esecutivo prevalse sul legislativo, furono ridotte le libertà dei cittadini, controllata la stampa e la burocrazia ministeriale divenne complice dell’instaurarsi di coalizioni pericolose assumendo, dice Procacci, un ruolo debordante che favorì certi interessi economici: in questo modo stato si allontana sempre più dalla funzione di garante di eguaglianza.
Giolitti e il fascismo
Nel 1921 Giolitti indice le elezioni politiche e propone la costituzione dei listoni nazionali nei quali compaiono candidati non solo liberali ma anche fascisti. Così facendo pensava di istituzionalizzare il fascismo e facendoli entrare in Parlamento spera di smorzare la fase rivoluzionaria. I fascisti però lavoreranno sempre su un duplice piano: uno istituzionale/egalitario ed uno eversivo fino a quando non otterranno il potere.
Inoltre Giolitti pensò di usare i fascisti in funzione anti-popolare, come deterrente alle lotte popolari pensando semplicemente di servirsene.
Elezioni e strategie politiche
Tra la fine di Orlando e il nuovo governo Giolitti nel 1919 ci furono le prime elezioni a sistema proporzionale a suffragio elettorale universale maschile in seguito alle quali il partito socialista divenne il partito più votato nel paese. L’azione di Giolitti non era in funzione dei fascisti ma dei socialisti: nel 1921 lo squadrismo era già in pieno corso, attivo e operante ed egli pensò di servirsene in funzione anti-socialista. Tanto più che alle prefetture e alle questure non giunsero ordini dal governo di arrestare gli squadristi. Dove i fascisti furono denunciati, le pratiche furono lasciate dormire per intercessione del ministro della difesa. Il governo preferisce allearsi con i fascisti pur di non lasciare al popolo la possibilità di fare lotte.
Complicità e sottovalutazione
Giolitti peraltro sbaglia valutazione perché pensa di poter mettere le briglie al fascismo. De felice dice che egli pensava di tenerlo sotto controllo, di servirsene, di educarlo: questo significa che probabilmente non capì la vera natura del fascismo. Giolitti fu definito il ‘Gian battista del fascismo’, colui che annuncia il fascismo, gli permette di entrare perché viene sottovalutato nella convinzione che si potesse tenere a freno. Tasca, il quale ha assistito a questi eventi, teorizza che ci sia stata una complicità da parte dell’apparato dello stato: quando Mussolini ottiene l’incarico dal re Vittorio Emanuele III di formare un nuovo governo, avendo meno di 35 deputati, forma un governo di coalizione. Il parlamento vota la fiducia al governo Mussolini e questo fatto rappresenta la débâcle dello stato liberale. Con 306 voti a favore il governo fascista viene legittimato e istituzionalizzato.
Domande da interrogazione
- Qual è il ruolo dello stato liberale nell'ascesa del conservatorismo?
- Come Giolitti ha cercato di gestire il fascismo durante le elezioni del 1921?
- Qual è stata la strategia di Giolitti nei confronti del partito socialista e degli squadristi?
- Perché Giolitti è stato definito il ‘Giovanni Battista del fascismo’?
Lo stato liberale, complice di uno stato di guerra, ha assunto connotazioni più conservatrici, riducendo le libertà dei cittadini e favorendo interessi economici, allontanandosi dalla sua funzione di garante di eguaglianza.
Giolitti ha proposto la costituzione di listoni nazionali includendo candidati fascisti, sperando di istituzionalizzare il fascismo e smorzare la fase rivoluzionaria, ma i fascisti hanno continuato a operare su un duplice piano, sia istituzionale che eversivo.
Giolitti ha cercato di utilizzare gli squadristi in funzione anti-socialista, non ordinando arresti e preferendo allearsi con i fascisti per evitare che il popolo potesse intraprendere lotte.
Giolitti è stato definito così perché ha sottovalutato la vera natura del fascismo, pensando di poterlo controllare e servirsene, ma ha finito per legittimarlo e istituzionalizzarlo, contribuendo alla débâcle dello stato liberale.