simohpe di simohpe
Ominide 849 punti

Molti uomini politici liberali, come Giolitti, nutrivano l’illusione di potere utilizzare a loro vantaggio lo “scontro” tra fascisti e socialisti, e Mussolini alimentava questa illusione, che accrebbe quando Mussolini decise di trasformare il movimento in un partito, ma in realtà questa era una mossa per portare nelle sue mani più potere. Nel 1921 Mussolini fondò il Partito nazionale fascista.

Nell’inverno 1921-1922 i fascisti intensificarono l’uso della violenza contro gli avversari politici e con la neutralità riuscirono a ottenere la maggior parte della Valle Padana, della Toscana, dell’Umbria e della Puglia. Intanto iniziò la crisi dello Stato liberale, in quanto era minacciato dall’azione dello squadrismo da destra e da una continua minaccia di rivoluzione da sinistra. Il 31 luglio venne proclamato uno <<sciopero legalitario>> per fermare l’avanzata del fascismo, infatti, venne chiesto al governo di imporre alle squadre fasciste il rispetto della legge. Mussolini, però, affermò che lo sciopero era illegale e lo fece fallire. Mussolini a questo punto proclamò che in Italia esistevano due Stati, uno vecchio e debole, e l’altro, quello fascista, nuovo ed efficace. Successivamente le squadre fasciste passarono all’attacco, ottenendo varie vittorie, fino al 20 settembre, che venne annunciato l’obbiettivo finale, Roma.

Hai bisogno di aiuto in Storia Contemporanea?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Registrati via email