La conferenza di Yalta


Il 4 febbraio 1945 i ‘’tre grandi’’ (Roosevelt , Churchill e Stalin) si riunirono a YALTA in Crimea. Qui si decisero le sorti dell’Europa dopo la guerra. Il problema centrale era quello della Polonia e in generale dell’Europa dell’Est, l’area occupata dall’armata rossa di Stalin. In Polonia si era formato un governo conservatore polacco che fu costretto a riunirsi in esilio a Londra, tale governo essendo conservatore, cattolico e anticomunista fu appoggiato dagli anglo-americani, come era accaduto al governo di Francia libera di De Gaulle. Ma, negli ultimi mesi di guerra le decisioni che questo governo prendeva a Londra incidevano sempre di meno sulla vita del paese perché nel frattempo era nato un altro governo filocomunista, appoggiato e voluto soprattutto dagli occupanti sovietici e dall’armata rossa. A Yalta gli anglo-americani vennero in contro ad alcune richieste dei sovietici, cessarono di appoggiare il governo conservatore londinese e riconobbero come legittimo quello di Lublino (filocomunista e filosovietico), ma tale governo dopo la fine della guerra avrebbe dovuto indire libere elezioni per scegliere il proprio governo e per scegliere da che parte schierarsi, se dalla parte sovietica o dalla parte americana.
Questa clausola alla fine della guerra non fu affatto rispettata perché l’armata rossa impose il governo dei partiti filosovietici. Dopo Yalta fu promulgato un documento che doveva avere valore etico-morale, fu chiamato Dichiarazione sull’Europa liberata e prevedeva che i popoli dovevano autodeterminarsi cioè lasciati liberi di scegliere il proprio governo.

La nascita dell’ONU


Al posto della Società delle Nazioni, che aveva mostrato la sua debolezza, nacque l’organizzazione delle Nazioni Unite (ONU) il cui obiettivo era quello di conservare la pace e la sicurezza mondiale, tutelando i diritti dell’uomo all’interno di ogni Paese. Si decise anche di costituire una forza armata dell’ONU, i cosiddetti Caschi Blu, che dovevano intervenire in caso di emergenza. Anche per l’ONU nacque la frattura tra unione sovietica e mondo occidentale; infatti quando si doveva decidere a proposito del consiglio di sicurezza dell’ONU di cui facevano parte (Stati Uniti, Unione Sovietica, Gran Bretagna, Francia e Cina) Stalin chiese il diritto di veto cioè il diritto per questi paesi di dire no all’intervento militare dei caschi blu. Stalin pretese questo perché all’interno del Consiglio di Sicurezza l’Unione Sovietica era l’unico paese a non essere schierato con il blocco occidentale ed era convinto che dopo la guerra queste potenze avrebbero potuto rappresentare un pericolo per il comunismo. Il diritto di veto gli fu concesso perché il presidente era ancora Roosevelt, il quale era convinto di poter continuare un rapporto di alleanza con Stalin. Quando Roosevelt morì, il suo successore fu Harry S. Truman che vide bloccate tutte le deliberazioni degli Stati Uniti dal diritto di veto dell’Unione Sovietica; quindi anche l’onu con il diritto di veto si ritrovò ad essere un organo incapace di decidere gli interventi a favore della pace. L’ONU fu per lungo tempo inoperante insieme a tutti gli altri organismi paralleli, infatti per mantenere la pace si doveva venire in contro anche ai problemi economici, a tale scopo fu costituita la FAO; inoltre la pace era tutelata anche con la diffusione dell’educazione di massa con la cultura, fu costituito l’UNESCO.
La deliberazione di nascita dell’ONU la si ebbe con la conferenza di San Francisco nel 1945.

La conferenza di Potsdam


Il nuovo presidente Truman concordava con Churchill per quanto riguarda l’Unione Sovietica, cioè pensava che dopo la guerra il mondo sarebbe caduto nelle mani di Stalin. I popoli vivevano sotto la ‘’cortina di ferro’’ (espressione coniata per la prima volta in un comizio di Churchill). Ecco perché Truman voleva agire contro l’Unione Sovietica; il primo problema nacque quando fu costretto a prendere la decisione delle bombe atomiche contro i Giapponesi, le bombe atomiche su Hiroshima e Nagasaki. Ciò significava che non era più necessaria un’alleanza militare con la Russia per proseguire la guerra. Truman chiarì quindi che l’America, anche sotto il profilo militare poteva fare da sé.
Dopo la guerra si pose il problema della Germania che fu divisa in 4 parti diverse: la parte più significativa, quella che diventerà poi Repubblica Democratica Tedesca, aveva il controllo della Prussia. Gli altri territori furono concessi direttamente ai sovietici, altri assegnati alla Polonia come la Prussia Orientale. Le altre tre parti dal punto di vista politico-amministrativo furono concesse agli Stati Uniti come la parte della Baviera e della Germania centrale, la parte confinante con il Lussemburgo, la Francia e la Svizzera fu concessa ai francesi mentre la parte più settentrionale fu concessa come protettorato della Gran Bretagna. Si stabili’ inoltre che questi paesi potevano usufruire dei beni minerari, agricoli e industriali delle parti che gli erano state concesse.
La Germania dopo la guerra vedrà contrapporre le tre parti che si unirono nella formazione di un nuovo Stato con capitale Bonn con il nome di Repubblica Federale. Berlino era a sua volta divisa: una parte era sotto il controllo dei sovietici, l’altra era divisa dalle potenze di Occidente (la Berlino ‘’libera’’). Ci fu la cancellazione della Prussia come entità storica e culturale, il bombardamento di Dresda che vide morire sotto le macerie 700.000 uomini.

Dottrina Truman e Piano Marshall


Vista la divisione del mondo in blocchi, il presidente Truman elabora la dottrina Truman alla quale è legato anche il piano Marshall. Tale dottrina prevede lo scontro politico, economico e militare degli Stati Uniti e dei suoi alleati nei confronti dell’Unione Sovietica e dei paesi controllati dall’armata rossa. Nasce a questo punto la ‘’cortina di ferro’’ che creerà vari scontri, infatti ci fu un momento di maggior crisi che poteva scatenare la terza guerra mondiale, cioè nel 1953 con la guerra tra le due Coree.
Bisogna pertanto far ripartire l’economia per evitare conflitti. Si creò quella che oggi chiamiamo globalizzazione, cioè l’inizio di un libero mercato globale attraverso alcuni accordi che furono sottoscritti a BRETTON WOODS nel 1944 e prevedevano la centralità economica degli Stati Uniti, e monetaria con il dollaro. Si fondò la Banca Mondiale Internazionale. I Paesi che dopo la guerra avevano mostrato di proseguire sulla strada della libertà e della democrazia e la vita capitalistica, trovarono nel Piano Marshall (che prende il nome dall’economista che lo lanciò) gli aiuti e i prestiti che dovevano far ripartire questi paesi. Inoltre il Piano Marshall era anche uno strumento politico per legare definitivamente questi Paesi agli Stati Uniti.
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