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La guerra fredda - concetti principali


Durante la conferenza di Yalta Stati Uniti, Gran Bretagna e Unione Sovietica avevano preso accordi politici sulla spartizione dell’Europa in sfere d’influenza, come la divisione della Germania in zone di occupazione e furono stabiliti i principi generali cui avrebbero dovuto ispirarsi gli Alleati dopo la guerra: libere elezioni in tutti i Paesi dell’Europa, diritto di scelta dei popoli la forma di governo (principio di autodeterminazione) e il commercio internazionale aperto. Per facilitare la ripresa dalle distruzioni della guerra, già dal 1944 era stata istituita una Banca mondiale per finanziare lo sviluppo attraverso la concessione di prestiti a lungo termine e un Fondo monetario internazionale (Fmi). Le due istituzioni entrarono inattività dal 1947. Nel 1945 venne fondata da 52 Stati, l’Organizzazione delle Nazioni Unite (Onu). Il suo scopo era quello di assicurare la pace e la sicurezza internazionale, il rispetto dei diritti e delle libertà fondamentali dell’uomo.
Nell’opinione pubblica si era andata sempre più affermando la convinzione che il vecchi continente avesse prodotto una sorta di “male assoluto”, esploso con le dittature totalitarie e con il genocidio degli Ebrei. Per questo nel 1945 i vincitori decisero di istituire un tribunale militare internazionale con l’incarico di punire i responsabili dei crimini di guerra, in particolare compiuti contro le popolazioni civili e contro gli Ebrei. Vari processi si tennero a Norimberga.
Emersero i primi attriti tra Unione Sovietica e Stati Uniti durante la conferenza di Postdam, durante la quale si ridiscuteva la situazione delle frontiere europee. I primi dissidi si ebbero per quanto riguarda l’autodeterminazione dei paesi dell’Europa orientale. L’Unione Sovietica non voleva che si tenessero le elezioni in Polonia, per paura che esse portassero alla sconfitta dei comunisti polacchi. La rivalità si acuì quando Stalin, in un discorso pubblico, dichiarò che uno scontro tra mondo capitalista e blocco socialista era inevitabile e quando Truman usò per la prima volta la definizione di “cortina di ferro” per indicare la linea che divideva l’Europa democratica da quella dei regimi comunisti. Nel 1947 non furono trovati accordi sulla Germania: né Usa né Urss volevano ritirarsi dalla propria zona di influenza. L’inizio della guerra fredda venne sancito dalla dottrina Truman, con la quale Truman promise aiuto incondizionato ai regimi democratici minacciati da movimenti interni o manovre militari che volevano imporre un ordinamento di tipo comunista. Questa è detta anche politica del contenimento dell’espansione sovietica in Europa. Stalin dette vita al Cominform (Ufficio informazione dei partiti comunisti) con lo scopo di tenere sotto controllo gli Stati dell’Europa orientale comunisti. Con esso nasceva ufficialmente il blocco sovietico.
L’espressione “guerra fredda” indica lo stato di tensione internazionale tra due blocchi e in particolare di un particolare equilibrio pacifico sostenuto dalla paura di un conflitto combattuto con armi talmente potenti (quelle atomiche) da determinare la distruzione del pianeta. La guerra non potendo essere nucleare, pena l’annientamento dell’umanità intera, divenne “fredda”, cioè fatta di provocazioni, minacce, competizioni nella corsa agli armamenti.
L’Europa era quindi divisa in due blocchi: quello dei Paesi dell’Europa orientale, retti da regimi di tipo socialista e direttamente influenzati dall’Urss, e quello dei Paesi dell’Europa occidentale, modellati sulle democrazie liberali e legati agli Stati Uniti (comunismo e capitalismo).
L’espressione più tipica della guerra fredda fu la questione relativa alla sistemazione della città di Berlino. La Germania era stata smembrata in quattro zone, come la stessa capitale divisa in quattro settori, ciascuno dei quali fu affidato al controllo di uno dei quattro eserciti alleati (americano, sovietico, francese, inglese). Le potenze occidentali decisero di unificare le zone di loro competenza per paura che cadessero sotto l’influenza di Mosca. I sovietici si opposero a tale progetto e bloccarono tutti gli accessi alla città. Gli Stati Uniti e gli Inglesi risposero organizzando un efficiente porto aereo che consentì di trasportare merci a Berlino. I Sovietici, rendendosi conto dell’inutilità del blocco economico, rinunciarono ai loro propositi.
Nel 1949 venne creata la Repubblica federale tedesca (Rft) che comprendeva le regioni della Germania occidentale. A loro volta, i Sovietici diedero vita alla Repubblica democratica tedesca (Rdt). Ogni repubblica era riconosciuta solo dal suo blocco.
Sempre nel 1949 fu fondata una nuova alleanza tra i paesi del blocco occidentale, il cosiddetto Patto atlantico, firmato dagli Stati Uniti, dal Canada e quasi tutti i paesi europei, Italia compresa. Sulla base di tale alleanza venne creata la Nato, un’organizzazione militare comune che sarebbe intervenuta in caso di attacco sovietico anche a solo uno dei paesi firmatari. Per risposta i paesi del blocco orientale firmarono il patto di Varsavia, in funzione antiamericana.
La guerra fredda alimentò negli Usa grandi sospetti, aggravati dalla preoccupazione dello scoppio della prima atomica sovietica. Ciò portò all’approvazione di numerose leggi contro la libertà politica e sindacale, nell’ambito del clima di intolleranza politica che prese il nome di “maccartismo”. Erano stati intrapresi delle vere e proprie repressioni, con metodi persecutori nei confronti dell’eventuale presenza di comunisti in America e della loro possibile influenza nella gestione del Paese. Si determinò, così, una lotta accanita al comunismo, una caccia alle streghe, che colpì indiscriminatamente chiunque fosse sospettato di essere comunista o spia dei comunisti.
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