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La Sinistra storica

Negli anni ’80 dell'Ottocento il rapporto deficit-PIL in Italia era il 60%, praticamente noi spendevamo soltanto il 60% di quello che veniva prodotto e quindi ci rimaneva un buon 40%. Infatti Inglesi e Francesi ci hanno aiutato nelle guerre di unificazione per concreti interessi, perché molte banche avevano investito in Italia.
Il “trasformismo” in ambito politico era uno dei problemi dell’Italia unita. Un esempio potrebbe essere la candidatura in un partito e, alla vittoria all’elezioni, il cambio di partito; oppure un candidato che promette di abbassare le tasse e invece le alza aumentando la corruzione.
Il termine “trasformismo” riguarda il personaggio di Agostino Depretis, che al tempo faceva parte della Sinistra storica. La Sinistra storica è una sinistra erede del pensiero democratico mazziniano o di Ferrari, Romagnosi, Cattaneo, etc. Insomma la differenza fondamentale tra Destra e Sinistra è la differenza tra il liberalismo conservatore e il liberalismo progressista. Ovvero, mentre per i liberali conservatori è necessario limitare il diritto degli esercizi politici in base al censo, per i democratici bisogna allargare la partecipazione al voto permettendo una maggiore affluenza alle urne abbassando il censo e l’età (abbassata da 30 a 25 anni); votava quindi i non analfabeti e chi aveva partecipato al servizio militare.

Nel famoso discorso di Stravella (Pavia) del 1875 Depretis promette una politica di industrializzazione (di promozione e protezione dell’industria), di favorire gli interessi delle classi dominanti senza danneggiarle. Con questo discorso Depretis (che vincerà anche le elezioni e sarà presidente del consiglio fino al 1887, anno della sua morte) inaugura purtroppo la pratica degenere del “trasformismo” che significa perdere le differenze tra Destra e Sinistra. Depretis non disponeva di una maggioranza solida e stabile ma raccoglieva la convergenza di maggioranze occasionali. Tuttavia qualcosa è stato fatto, è stata rimossa la tassa sul macinato (che poi è stata reintrodotta), nascono con le sovvenzioni statali ad esempio le Cartiere Binda, piuttosto che il Gruppo Ansaldo, fondamentale per l’industria pesante, si dà un discreto impulso alla distribuzione delle ferrovie estese da 2000 a 8000 chilometri (erano tuttavia treni a carbone che raggiungevano la velocità di 40-50 Km/h).
Comunque le scelte economiche di fondo di Agostino Depretis si traducono nella costituzione del famoso triangolo industriale (Milano – Torino – Genova) in cui nacquero alcuni grandi gruppi industriali come Pirelli e FIAT.
Viene scelto il triangolo industriale perché è una ziona in cui è più facile l’approvvigionamento energetico. Inoltre anche la chimica acquistò un ruolo importante e nacquero industrie farmaceutiche come la Carlo Erba.
Dalle aspettative il bilancio di Depretis doveva essere estremamente positivo, in realtà, il pareggio di bilancio comincia ad essere messo in discussione, l’Italia si lancia in un’avventata politica coloniale, che farà registrare per il massacro di Dogali nel 1887. L’Italia comincia ad essere avviluppata nelle spire della corruzione. Infatti allora il sistema elettorale era quello del collegio uninominale, cioè ogni collegio esprime un solo candidato, per attirare i voti nasceva un vero e proprio sistema clientelare attorno ad un candidato.
Naturalmente, con il trasformismo possiamo dimenticare la coerenza, sia nei comportamenti , sia rispetto all’attuazione del programma.
Con Depretis vi fu però anche il cambiamento del sistema elettorale, con il sistema precedente c’erano circa 200000 persone che votavano e al tempo stesso potevano essere elette, si passò invece alla divisione tra eletti e elettori e si arrivò a più di due milioni e mezzo di elettori.
Un’altra novità da segnalare è l’inizio dello scongelamento dei cattolici, che dopo il Non-Expedit non potevano entrare in relazione con lo Stato. Però a partire dal pensiero di Romolo Murri e con Leone XIII la Chiesa inizia ad elaborare una propria visione sociale che verrà poi fissata nel 1891 con la Rerum Novarum, un' enciclica riguardante il problema del lavoro in cui si sostengono le ragioni dei lavoratori. Quindi la Chiesa comincia ad interessarsi alla partecipazione sociale anche per non essere scavalcata dai movimenti socialisti. Nel 1892 viene fondato il Partito Socialista a Genova e nel 1891 a Milano era stato fondato il Partito Operaio.
Dopo Depretis abbiamo Francesco Crispi, esponente della Sinistra italiana. Crispi inizialmente era garibaldino ed era entrato a far parte del partito democratico; lo ritroviamo invece al potere come fervido ammiratore dell’autoritarismo di Bismark.
Con Crispi si ebbe la reintroduzione della tassa sul macinato e le iniziative in ambito coloniale. Tuttavia Macallè, Adua e Amba Alagi sono tre pesantissime sconfitte, forse le uniche sconfitte subite da potenze europee in Africa, e l’ultima sconfitta di Amba Alagi rappresenta anche la fine della carriera politica di Crispi. E’ estremamente indicativo l’atteggiamento che Crispi adotta nei confronti dei Fasci Siciliani, cioè fasci dei lavoratori, poveri minatori che si erano organizzati per chiedere orari più umani e salari migliori; Crispi interviene con una repressione armata dell’esercito. La politica autoritaria di Crispi è quindi una proposta inadeguata rispetto ad una società che si sta modernizzando.

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