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Liliana Segre

Liliana Segre nasce a Milano nel 1930. Nell’infanzia perde la madre, vive con il padre e con i nonni paterni. Nel 1938 in Italia entrano in vigore le leggi fasciste, che vietavano alcune azioni ai soggetti di razza Ebrea. Liliana era un’ ebrea agnostica, cioè non frequentava i luoghi di culto ebraici. Con le leggi fasciste, Liliana è obbligata a frequentare una scuola speciale, con solo ragazzi ebrei. I vecchi amici quando la incrociavano non le rivolgevano la parola. Liliana si sentiva umiliata e frustrata, lei e la sua famiglia venivano considerati cittadini di Serie B. Si sentiva esclusa, con il mondo esterno era scesa una cesura, il silenzio la stava opprimendo. Nel 1939 scappa in Brianza a causa dei bombardamenti su Milano. Nel 1943, il fascismo decade e l’Italia va sotto controllo del terzo reich tedesco, allora assume una nuova identità, per non essere catturata dalle SS tedesche. Divenne così ospite di una famiglia cristiana. Nello stesso anno lei e il padre fuggono in Svizzera, dove la guerra non era arrivata. Attraversano il valico italo-svizzero la notte tra il 6 e il 7 dicembre del 1943. La mattina del 7 dicembre un soldato svizzero porta i due nel comando di polizia più vicino. Liliana e il padre non credono a ciò che sta succedendo. I due vengono respinti da un generale svizzero in Italia. In seguito scoprirono che quel generale condannò più di 28.000 persone alla morte. Rimandati in Italia furono prigionieri nella prigione di Varese, poi nella prigione di Como e infine, a Milano. Un giorno come altri, Liliana e suo padre insieme ad altri prigionieri furono presi e trasportati su dei vagoni. Fino ad allora Liliana non ci credette, ma alla fine ciò si dimostrò verità. Mentre venivano caricati sui vagoni i carcerati lanciavano cibi di ogni genere. Liliana descrive questo momento come uno dei massimi segni di umanità, proprio per la bontà di quei carcerati nel donare il loro nulla. Il viaggio nel treno era terrificante si era soffocati dall’odore delle feci e delle urine provenienti da una sorta di bagno presente sul vagone. Arrivati venivano smistati e avveniva una certa selezione. Liliana fu scelta, molte persone invece finirono direttamente nella camera a gas. Lavorava in una fabbrica poco lontana dal campo, in cui producevano armi da fuoco. Lavorava con una ragazza francese che poi fu uccisa per essersi tranciata due dite. Nel 1945 la guerra era ormai agli sgoccioli, i Russi e gli Americani erano vicino i campi, così tutti i prigionieri partirono verso il nord Germania. Viaggiano per giorni, fino ad arrivare a Manco, dove c’erano distese praterie, ma prima di arrivare a Manco passò giorni a camminare sulla fredda neve della Germania. Durante quel viaggio comincia a notare che il popolo tedesco è favorevole all’arrivo degli americani, infatti aiuta questi poveri prigionieri dando loro del cibo e notizie trasmesse dalla Radio. Ma la notizia più attesa arrivò un giorno inaspettato: c’era il Sole, stava arrivando la primavera. Proprio in quei giorni la guerra stava finendo. Arrivarono gli americani con le loro gip, con la stella bianca distribuendo alimenti e sigarette. Oggi Liliana Segre è stata eletta senatrice a vita.

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