[h3]Ricerca della pace[/h3
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La seconda guerra mondiale aveva dimostrato di essere stata un conflitto di dimensioni notevoli non solo per le perdite materiali catastrofiche (città ridotte a cumuli di macerie, vie di comunicazione interrotte, industrie distrutte), ma anche per le considerevoli perdite umane (50 milioni di morti, gran parte erano civili). Di conseguenza, la fine delle ostilità fece emergere diversi problemi: la ricostruzione (che peraltro non toccò gli USA, usciti indenni dalla guerra) e i problemi legati al profondo mutamento del quadro politico internazionale (Francia e Inghilterra non sono più potenze mondiali, dato anche il processo di decolonizzazione in atto; Usa e Urss, invece, diventano superpotenze, dato il loro ruolo decisivo nell’esito della guerra).
Così nel dopoguerra, Usa e Urss, divennero i poli (l’uno in difesa del mondo “libero” all’interno di un sistema liberal-democratico e capitalista; l’altro dei valori collettivistici del comunismo) di un equilibrio fondato sulla spartizione del mondo in sfere d’influenza, dando forma al cosiddetto bipolarismo che coinvolse, in particolar modo, l’Europa.

La divisione in sfere d’influenza
La logica della spartizione in sfere d’influenza, che era apparsa già chiara negli accordi di Mosca del 1944 e nella Conferenza di Potsdam, prevalse sulle dichiarazioni di principio (riconoscimento del diritto dei popoli di autodeterminazione, cooperazione internazionale,...). Nei colloqui di Mosca, ad esempio, tra Churchill e Stalin si stabilirono due zone d’influenza nei Balcani: sovietica in Romania/Bulgaria; anglo-americana in Grecia; codominio potenze occidentali-Urss in Ungheria/Jugoslavia.
Inoltre la fine del conflitto aveva fatto venir meno la cosiddetta “grande alleanza”, dal momento che aumentavano i dissapori tra Alleati e sovietici. Momento determinante fu la Conferenza di Potsdam in cui si decise che ogni potenza occupante avrebbe richiesto le riparazioni di guerra che le spettavano alle sue zone di occupazione, tuttavia non si trovò un accordo per la Germania. Per di più vennero mosse, soprattutto dall’Inghilterra (Attlee) e dall’America (Truman), numerose critiche alla Russia, accusata di aver imposto al potere in Romania/Bulgaria i comunisti.

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