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Dopoguerra

La Seconda Guerra Mondiale si concluse con la resa da parte della Germania, ormai accerchiata dagli alleati, e con il bombardamento degli USA su Hiroshima e Nagasaki. In questo modo gli statunitensi avevano fatto saltare i patti con l’URSS, secondo i quali l’assegnazione del territorio a fine guerra sarebbe difesa dall’esercito occupante, conquistando il Giappone e avevano dimostrato la loro potenza militare.
La situazione globale necessitava una ricostruzione da ogni punto di vista. I punti a cui si faceva riferimento per questo processo erano le decisioni prese a Teheran e a Yalta. Nella prima conferenza degli alleati i piani di sconfitta del nazifascismo stabilivano alcune linee guida per la spartizione dei territori conquistati; Roosvelt e Stalin cercavano di imporre la loro potenza per ottenere l’appoggio dagli Stati minori. La successiva ratifica di Yalta aveva determinato le sfere d’influenza USA e URSS e quindi i due blocchi, occidentale e orientale. Il mondo era diviso in due gruppi di Stati che si appoggiavano alle nuove potenze, le quali erano cresciute contemporaneamente al decadimento europeo : un blocco era quello degli Stati che adottavano il Liberismo e la Democrazia sul modello USA, all’interno dei quali il dollaro aveva sostituito la sterlina come moneta di scambio principale; nel blocco di appoggio all’URSS le colonne erano invece il socialismo, l’utilizzo del Rublo e una economica pianificata secondo periodo di 5 anni. Metà territorio della Germania spettava alla Russia, a Oriente, così come quella parte di Berlino, anch’essa divisa in due, in cui l’esercito occupante era sovietico; le altre tre parti, Francese, Inglese e Statunitense appartenevano invece al blocco USA. La Germania, e la stessa capitale Berlino, vide l’integrazione delle zone dei Paesi del blocco orientale con l’inserimento del dollaro e la liberalizzazione dell’economia. Stalin reagì con il blocco di Berlino: nel giungo 48 chiuse gli accessi alla città impedendone il rifornimento. Gli americani riuscirono a organizzare un ponte aereo e nel 49 i sovietici tolsero il blocco. Il blocco occidentale prendeva il controllo della Repubblica Federale Tedesca, e l’URSS della Repubblica Democratica Tedesca. Ad aprile del 49, a Washington, fu firmato il Patto Atlantico che stabiliva l’alleanza difensiva occidentale, il quale prevedeva la nascita della NATO Stalin rispose con il Patto di Varsavia.
Erano necessarie delle organizzazioni unitarie che si occupassero dei rapporti tra le nazioni: l’ONU fu fondata con un consiglio di Sicurezza di cui avrebbero fatto parte 15 stati; 10 di essi avrebbero avuto l’incarico per 10 anni, altri 5 avrebbero acquisito il diritto di veto e l’incarico fisso. Alle 4 potenze vincitrici della Guerra, USA, URSS, Francia, Gran Bretagna, si aggiunse la Cina: il socialismo guidato da Mao Zedong nella repubblica popolare cinese adattava una politica quinquennale simile a quella russa, ma rifiutava l’industria pesante a favore di villaggi autonomi nella gestione economica; ciò dava fastidio ai sovietici, e anzi dava quindi alla Cina il ruolo di contrappeso al socialismo russo all’interno dell’ONU, motivo per cui gli USA ne favorirono l’ingresso nell’ONU.
Per quanto riguarda la ricostruzione fisica, fu fondata la FMI per gestire i finanziamenti della Banca Mondiale alle nazioni a seconda della loro necessità, seguendo una regola secondo la quale il potere decisionale di ogni Stato diventava proporzionale al versamento fatto per partecipare al Fondo. L’URSS non aderì a questi nuovi organismi e sulla sua scia anche altri Paesi comunisti: in questo modo gli Stati venivano finanziati solo se le loro politiche erano funzionali agli Stati Uniti. In questo contesto, gli USA sembravano imporre una egemonia culturale, dovuta alla preferenza da parte della maggior parte delle nazioni della Democrazia e del Liberismo piuttosto che del Socialismo che controllava il blocco URSS tramite mezzi coercitivi. L’appoggio più concreto statunitense arrivò anche dal lancio dell’ERP, o Piano Marshall, che diede una spinta riformatrice agli stati aderenti. Questo scontro indiretto tra URSS e USA continuò nella cosiddetta guerra fredda, ossia quelle dimostrazioni di forza e tentativi di conquista ed espansione del territorio attuati dalle due potenze soprattutto in Oriente e Sud America.
Nell’Europa divisa del dopoguerra le grandi potenze decisero di non concedere l’indipendenza, ma non perché non volessero, bensì a causa del fatto che sarebbe conseguita la nascita di numerose nuove entità statali e una conseguente situazione di conflitto.
In oriente la Cina era stata in guerra contro il Giappone dal ’36: una volta che quest’ultimo fu sconfitto e distrutto alla fine della seconda guerra mondiale, i cinesi si imposero come potenza vincitrice: la situazione interna era però quella di un conflitto lacerante tra il governo nazionalista di Chang Kaishek e il movimento comunista di Mao Zedong che controllava territori sempre più ampi dell’Impero. Il primo attuava una politica di violenza e corruzione, ed era arrivato a causare l’abbandono dei militari dell’esercito; Mao Zedong, invece, era più legato ai territori assegnati ai contadini e si occupava degli interessi delle classi sociali basse. Proprio grazie all’appoggio delle masse i comunisti riuscirono a resistere all’offensiva dei nazionalisti e a contrattaccare con successo. Mao Zedong divenne il presidente della Repubblica popolare cinese che fu riconosciuta da URSS e Gran Bretagna, ma inizialmente non dagli USA che consideravano come nazione cinese i nazionalisti che si erano spostati a Taiwan. Successivamente però la il governo centrale Cinese fu accettato dagli statunitensi in quanto fungeva da contrappeso nel suo comunismo a quello sovietico.
L’Indocina fu liberata dopo la guerra dal controllo francese e vide la nascita di tre nuovi Paesi: Laos, Cambogia e Vietnam, il quale era a sua volta diviso in due zone. In quella a Nord si trovavano i comunisti di Ho Chi - min, a Sud invece un regime semidittatoriale appoggiato dagli USA che volevano sostituirsi ai francesi. Qui nacque un movimento di resistenza sostenuto dal Nord e dall’URSS, il Vietcong, che fece preoccupare Kennedy fino a spedire un grande contingente militare. Il conflitto divenne una guerra straziante per i locali ma che logorò economicamente e militarmente anche gli USA.
Medio Oriente: gli Alleati che avevano combattuto con il nazifascismo e lo avevano sconfitto non erano in realtà mai intervenuti direttamente nello sterminio dei popoli ebraici, lasciando in condizioni di sofferenza persino i sopravvissuti dai campi di sterminio liberati dalle loro truppe. Inoltre, avevano promesso la liberazione dei territori occupati in Palestina e la concessione dell’indipendenza per quei popoli. Si venne così a formare lo Stato d’Israele tanto voluto dagli Sionisti. Quindi questi popoli si ribellarono agli eserciti inglesi presenti nel loro territorio e furono sostenuti dagli USA; gli inglesi si ritirarono e ad imporsi furono gli stati della Lega Araba: contro ogni previsione, le operazioni mal coordinate dell’esercito permettono la vittoria dei locali e la nascita nello Stato di Israele. A disegnarlo è però l’ONU, che lo colloca all’interno della Palestina: tutti gli ebrei del mondo lo vedono come un ritorno possibile in patria e una via di salvezza, tanto che l’affluenza fu esagerata. In questo contesto, come sempre, intervengono gli Stati Uniti, finanziando uno sviluppo dello stato ebraico, plasmandolo come punto di riferimento in Oriente.
Le due grandi potenze, URSS e USA, tentavano di modificare gli accordi della conferenza di Yalta, curvandoli a loro favore con interventi diretti e indiretti nelle zone di influenza. Da questi tentativi nacquero delle situazione problematiche.
L’Egitto era economicamente sostenuto da Francia e Gran Bretagna, insieme alle quali aveva realizzato il Canale di Suez che gli aveva permesso di crescere dal punto di vista finanziario ed economico. Con l’intento di migliorare ancora la situazione, iniziò ad attuare il progetto della Diga di Assuan; esso sarebbe risultato costoso e complicato, oltre che lungo nel tempo. Nel mentre il nuovo governatore Egiziano aveva anche iniziato alcune trattative con l’URSS: perciò gli USA non finanziarono il nuovo progetto, e Francia e Gran Bretagna compirono una mossa tipica del neo colonialismo: fecero indebitare gli Egiziani per il sostegno militare in modo da controllarli. L’Egitto reagì nazionalizzando il canale di Suez, mentre le grandi potenze ritengono che essi non siano in grado di gestirla. Essi invece riescono a completare le operazioni, si rafforzano e arrivano ad attaccare Israele. Mancando il sostegno degli alleati però l’operazione fallisce.
L’Algeria era anch’essa sotto in controllo della Francia da quando Carlo X l’aveva colonizzata. Piuttosto che una colonia, era ormai diventata un dipartimento francese, in quanto a seguito dell’invasione della Prussia in Francia molti cittadini si spostarono in questa terra e posero le basi per lo sviluppo di una società francese. Questo è anche il motivo per cui si formò l’opposizione alla FLN che pretendeva l’indipendenza dell’Algeria. Si arrivò nel ’52 ad una guerra in cui lo Stato francese fu violentemente attivo, tanto da perdere il controllo della situazione con azioni di guerra pesanti e deportazioni. Le reazioni dell’FLN consistevano in piccoli attacchi simili a quelli compiuti dai francesi per la conquista di quella terra. La guerriglia algerina si blocca quando De Gaulle viene eletto e chiede una sosta pacifica. Egli attuò delle riforme in Francia che portarono alla nascita della Quinta Repubblica, che diventava presidenziale: il Presidente aveva un potere più accentrato. Fu una mossa tattica del generale che sapeva di poter essere sfiduciato, quindi evitò di trovarsi nella situazione di confermare il suo potere. Con questo ruolo, egli concesse l’indipendenza all’Algeria, la quale però si trovava in una condizione economica negativa e un debito pubblico rialzato proprio a causa della guerra.
Negli anni 50 era diventato segretario del partito comunista in Russia un certo Nikita Kruscev. Egli, nel ventunesimo congresso del partito comunista, comunica che il governo di Stalin era fondato sulla violenza e ne denuncia i crimini. Questo gesto simboleggia un interessa russo ad aprirsi verso l’occidente, a buttare giù la cortina di ferro e collaborare con le altre potenze. Questa apertura è però soltanto relativa: lo dimostrano le situazioni politiche di alcuni Paesi del blocco orientale. In Ungheria si tenta di modificare l’idea di socialismo, con la concessione della libertà di stampa e della libertà religiosa e aprendo il commercio con l’occidente. I russi intervengono militarmente, ammazzando le guide della rivolta e bloccandola.
In Polonia succede la stessa cosa: viene concessa la libertà religiosa. La situazione polacca è particolare perché questo stato confina con la Russia ortodossa, ma la società è cattolica; dopo la concessione della libertà religiosa, lo Stato diventava cattolico. Per bloccare questa trasformazione, i russi entrano fisicamente in Polonia e bloccano la rivoluzione militarmente. L’occidente quindi perde la stima per la Russia che aveva sconfitto il nazismo e si era posta come modello ideale di stato orientale; inoltre, sparisce l’illusione di un avvicinamento tra i due blocchi.
Gli USA dall’altra parte del mondo continuano a cercare influenze: Anche qua vi era stata una rivoluzione armata in grado di abolire la Costituzione vecchia e di imporre la laicizzazione, che in realtà non c’è mai stata praticamente, ma solo a livello culturale. La Turchia aderisce alla Nato ed entra a far parte dell’occidente. La Nato si costituisce e la risposta sovietica è il Patto di Varsavia.
Queste tensioni della guerra fredda vengono scaricate sull’estremo oriente, come in Corea e Vietnam. La guerra in Vietnam durerà fino al crollo del sistema sovietico (1989). Il crollo del muro di Berlino è solo un evento simbolo.

Italia

L’Italia aveva una posizione relativamente neutrale tra i due blocchi.. All’interno dell’Italia la sinistra non voleva aderire a nessun gruppo ma far parte del Terzo Mondo, ovvero quel gruppo di Paesi né di un blocco né dell’altro. A influenzare l’evoluzione di questa situazione è però la politica del dopoguerra. Gli esponenti del Comitato di Liberazione nazionale apparivano in opposizione tra loro: Togliatti traeva forza dal contributo offerto alla lotta antifascista, mentre il Partito socialista era diviso in fazione riformista e rivoluzionaria; la DC di De Gasperi godeva dell’appoggio della Chiesa, si era rinforzato ed era arrivato a prevalere sul Partito d’azione e sul Partito repubblicano con la salita al governo di De Gasperi.
Era condivisa l’idea che il fascismo avesse trovato origine nella monarchia, per cui si voleva istituire la Repubblica. Venne indetto un referendum Per questa modifica e Vittorio Emanuele III abdicò a favore del figlio Umberto II, il quale non ebbe successo: il 2 giugno il 90% della popolazione era a favore della repubblica. Per evitare rottura con l’opinione pubblica dei rappresentanti politici, si fecero le elezioni di una assemblea costituente, ovvero di quei rappresentanti popolari che avrebbero elaborato una Costituzione sostitutiva dello Statuto Albertino del 1848,il quale era stato concesso dal sovrano che quindi si poneva al di sopra della stessa legge. Con la modifica delle legge elettorale del 46, votarono tutti i 22enni, maschi e femmine. L’assemblea costituiva il Parlamento provvisorio nei sei mesi precedenti all’emanazione della Costituzione. Il 22 dicembre 47 terminarono i lavori e il 1 gennaio 48 fu varata la Costituzione. La nuova Italia era sorta da diversi scontri ideologici interni.
Il partito più forte era quello di Togliatti, il partito comunista, che si opponeva alla DC di De Gasperi, di tendenze chiaramente occidentali. Essi avevano tuttavia una visione del mondo simile, e arrivarono a diversi accordi. Tra le decisioni prese, i Patti Lateranensi furono mantenuti in costituzione per evitare il rischio di una guerra civile, seppure il partito comunista si opponesse; la DC ebbe successo proponendone invece una revisione per modificare quelli che vigevano nel periodo fascista. La DC riteneva giusto un relativo controllo alla corrispondenza, mentre i comunisti erano a favore della segretezza: essa fu concessa a condizione di avere una repubblica fondata sul lavoro. In altri ambiti i due partiti avevano invece visioni differenti: i disaccordi arrivarono riguardo la considerazione delle stesse leggi ordinarie del regime fascista, poiché Togliatti voleva mantenere le stesse e mantenere gli stessi funzionari, mentre De Gasperi proponeva una epurazione; eleggere nuovamente tutti i funzionari risultava però impossibile, quindi i funzionari furono licenziati e rieletti nel governo Costituzionale, e le leggi furono mantenute fino a legiferazione ex novo. Nel trattato di pace, l’Italia fu trattata nuovamente come nazione sconfitta, perdendo e colonie e riparando economicamente le nazioni attaccate.
Trieste, ex Jugoslavia, era occupata da inglesi e statunitensi, e quando gli italiani la rivendicarono passò come zona libera sotto il controllo dell’ONU. Poi fu divisa in zona italiana e zona Jugoslava. l’Istria passò alla Jugoslavia, mentre l’Alto Adige rimase all’Italia.

Oscar Scalfaro

Alle elezioni del governo nell’aprile del 48, gli schieramenti politici italiani erano i seguenti: la Democrazia Cristiana a cui si erano affiliati i partiti minori e l’unione di Partito Comunista e partito Socialista. La campagna elettorale della DC fu forte e decisa, tanto da poter essere definita violenta psicologicamente. L’appoggio arrivava dal papa Pio XII, che attuò una sorta di crociata anti comunista, e soprattutto dagli Stati Uniti che proponevano i finanziamenti del piano Marshall per costruire l’Italia sul loro modello. La propaganda del Pci e del Psi insisteva invece sulle masse, ma l’aspirazione al modello URSS fu fallimentare nel momento in cui l’immagine dei sovietici era associata alle violente repressioni del rivoltosi in Jugoslavia. La vittoria arrivò per la DC che ottenne maggioranza assoluta in Parlamento, diminuendo il numero di seggi del Psi tanto da farlo crollare: in questo modo la sinistra socialista pagava l’allineamento alle misure dei comunisti.

Aspetti della guerra fredda

Tra il 50 e 70 il contesto economico mondiale vede un boom eccezionale: le ricerche scientifiche belliche avevano prodotto dei risultati che ora si riflettevano a livello industriale; migliorano, infatti, i sistemi di comunicazione, con la nascita e la diffusione della TV e del Transitor; la tecnologia chimica inizia a sfruttare materiali recentemente fabbricati come la plastica, e vi è la diffusione anche degli elettrodomestici; aumenta dunque la ricchezza globale e, inoltre, la tecnologia della comunicazione e del trasporto fa cambiare la concezione di spazio e tempo; un altro punto fondamentale, che si svilupperà soprattutto dal 61 al 69, è l’esplorazione spaziale . L’importanza di questo nuovo ambito consiste nel fatto che le ricerche scientifiche propedeutiche alla colonizzazione dello spazio In questo campo USA e URSS si sfidano, con i russi che lanciano i primi satelliti; ad ottenere maggior successo sono però gli americani con Apollo 11 del luglio ’69 e Armstrong sulla luna.
Accanto allo sviluppo, le due potenze guida dei blocchi devono ancora occuparsi delle reazioni da parte delle rispettive zone d’influenza sotto un controllo esageratamente stretto. Gli USA adottano una politica Anti Comunista con il sottosegretario McArthur, la quale condanna ogni sospetto; inoltre, compiono operazioni “Roll and Back”, ovvero di “attacco e ritirata”, specialmente nel Sud America dove i locali si ribellano al potere centrale. In Guatemala, il governo nazionalizza le terre e gli USA reagiscono eleggendo un dittatore che garantisce gli interessi delle multinazionali USA in Guatemala. Un altro problema per gli statunitensi è Cuba.
In questa nazione un gruppo di intellettuali guidati da Fidel Castro si ribellano a Batista che manteneva la garanzia degli interessi americani. Il governatore compie un colpo di Stato e assale il Palazzo Presidenziale. Inizia una serie di piccole ribellioni, le quali trovano appoggio grazie a Che Guevara. Lo stesso Batista si rende conto di necessitare un appoggio popolare e modera la sua politica con accordi con lo stesso Che Guevara. Questa situazione non è però prevista dalla politica; gli USA perciò attaccano Fidel Castro e arrivano ad arrestarlo, ristabilendo il governo di Batista. e i ribelli, ma ne escono sconfitti. Kennedy reagisce imponendo l’embargo. La federazione russa interviene astutamente e appoggia Cuba, facendone diventare una sua colonia che funge da appoggio vicino agli USA, come base militare.
Quando Fidel Castro esce dalla prigione, egli tenta una nuova rivolta contro Batista: coinvolge al meglio gran parte dei cittadini e ha successo, Cuba è liberata. Gli USA compiono l’invasione della Baia dei Porci, dalla quale vengono respinti; quindi pongono l’embargo. Allora Cuba appoggia l’URSS e inizia ad avere rapporti commerciali con essa,ma per sopravvivere accetta il condizionamento sovietico, e quindi proclama una repubblica socialista filo-russa. Gli URSS inoltre vi installano una base missilistica; gli USA se ne accorgono e circondano Cuba con la potente flotta, impedendo alle navi sovietiche di rifornire Cuba. In questo modo gli USA hanno violato la libertà di navigazione internazionale, ma impedito la costruzione di basi missilistiche in quel territorio. L’accordo che fa cessare questa situazione, la quale costituiva un rischio di guerra, è quello secondo il quale gli USA non avrebbero mantenuto il progetto di costruzione di basi missilistiche in Turchia.



Negli anni 50 inoltre: La riforma strutturale della Chiesa Cattolica

Negli anni 50, inoltre, viene eletto papa Giovanni XXIII, che sarebbe dovuto essere un papa di transizione: egli però indice un concilio, il Concilio Vaticano II, che acquisirà importanza fondamentale nel corso della storia. I cardinali che vi partecipano, infatti, colgono un argomento imprevisto: si rendono conto che la Chiesa aveva ancora una struttura e una mentalità feudale che ciò non era adeguato allo sviluppo politico, sociale e economico del resto del mondo; la Chiesa addirittura ancora non riconosceva il socialismo, e neanche la democrazia. La Chiesa, nel suo programma di riforma, prende ora in considerazione il fatto di dover stare dalla parte dei più deboli; inoltre accetta e ratifica le esperienze nascenti del prete operaio, il quale vive nella società, ed è quindi “autorizzato a sporcarsi le mani”. Ritiene ora il socialismo come un errore di percezione della realtà e della società, non un peccato. Accetta i sistemi democratici e compie un’altra modifica: la messa viene celebrata nella lingua parlate nella sede.
Viene inoltre attenuata l’infallibilità papale. Essa era stata rivendicata da Pio IX: egli aveva rivendicato il potere temporale nell’800, per non mettere in discussione la sua funzione, sancendo con la norma del dogma che il papa è infallibile, in qualunque condizione. Il concilio Vaticano II attenua questo concetto. Il Papa è quando come papa fa teologia, riprendendo il ruolo svolto da San Pietro; ma quando parla come statista e interagisce con la società allora non è infallibile. Il concilio è superiore al Papa perché illuminato dallo Spirito Santo, mentre il papa ha solo il ruolo di dirigerlo e ha il potere esecutivo delle decisioni del concilio. Dopo di ciò Giovanni XIII può intervenite per mettere in comunicazione oriente e occidente: Kennedy cattolico segue questa linea, infatti è il primo ad attenuare la cortina di ferro.
USA e URSS si sfidano anche sui livelli di progresso scientifico: gli Stati Uniti erano usciti dalla Prima Guerra Mondiale con la superiorità del la Bomba Atomica, mentre la Russia ha recuperato successivamente. Per quanto riguarda la conquista dello spazio, è la Russia lancia che il primo satellite a fare un giro sulla terra: è
russo anche il primo essere vivente a uscire dall’atmosfera, Laika. (il quale è dovuto morire prima di rientrare perché non si conosceva la reazione di rientro nell’atmosfera, tipo diventava incandescente) la storia della polizia che ha suicidato un tipo sotto interrogatorio. Il primo volo è russo, Gargai
Dimostra la superiorità, ma nei primi anni 60 Kennedy lancia la sfida sostenendo la nuova frontiera da conquistare (fiero del proprio passato, frontiera dell’ovest) ovvero lo spazio. Lui dirà “entro 10 anni”, e infatti nel luglio 69 il mondo assiste allo sbarco di Armstrong: qualcuno non ci crede, sostenendo che gli americani hanno complottato tra di loro; ma non c’è nessuna dimostrazione, quindi la teoria è vera. Lo sbarco ha conseguenza sulla quotidianità: gli USA hanno speso un sacco di denaro ma ciò ha permesso lo sviluppo della ricerca scientifica. Invenzione di materiali che fa superare il Fordismo: inizia a parlar edi villaggio globale: valvole termoioniche, tv, e cambio concetto spazio tempo e eliminazione distanza temporale tra luoghi diversi. La catena di montaggio viene completamente meccanizzata: il prodotto ordinato è fabbricato imbustato da macchine e poi spedito.
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