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La Seconda rivoluzione industriale


Il capitalismo a una svolta:concentrazioni protezionismo e imperialismo


L'ultimo trentennio dell'800 vide una profonda trasformazione economica («seconda rivoluzione industriale»), La crisi di sovrapproduzione del 1873 dette inizio a una fa¬se di rallentamento dello sviluppo durata oltre un ventennio. La prolungata caduta dei prezzi che le si accompagnò era però conseguenza soprattutto di profonde trasformazioni organizzative e innovazioni tecnologiche. Vari fattori tra cui la diminuzione dei prezzi e l'acuirsi della concorrenza internazionale portarono allo sviluppo delle grandi concentrazioni produttive e finanziarie e a una stretta compenetrazione tra banche e industrie. Si affermava contemporaneamente nei vari Stati una politica di appoggio all'economia nazionale attraverso il protezionismo e una maggiore aggressività sul piano dell'affermazione economica all'estero, che fu tra le principali cause della politica di espansione coloniale seguita dalle maggiori potenze.

La crisi agraria


Gli effetti più gravi della caduta dei prezzi si ebbero nell'agricoltura. Qui i progressi tecnici rimasero limitati ad alcune aree europee più sviluppate. Diverso, invece, perché privo di tali squilibri, il rilevante sviluppo agricolo degli Stati Uniti, i cui prodotti a buon mercato inflissero un colpo durissimo alla più arretrata agricoltura europea. Di conseguenza nelle campagne d'Europa aumentarono la conflittualità sociale e l'emigrazione (soprattutto quella transoceanica, che conobbe un vero e proprio boom). Anche la crisi agraria spinse in direzione di politiche doganali che proteggessero la produzione nazionale dalla concorrenza estera.
Nei complesso, comunque, il ca¬lo dell'agricoltura in rapporto al complesso delle attività economi¬che fu comune a tutti i paesi industrializzati.

Scienza, tecnologia e nuove industrie


Caratteristica fondamentale della seconda rivoluzione industriale fu la stretta integrazione fra scienza e tecnologia e fra tecnologia e attività produttive. Il rinnovamento tecnologico si concentrò nelle industrie giovani: chimica, elettrica, dell'acciaio (la prima rivoluzione industriale del secolo precedente era stata invece dominata dal cotone e dal ferro), Soprattutto gli sviluppi della chimica aprirono nuove prospettive un po' in tutti i settori produttivi: dalla produzione di alluminio a quella di prodotti «intermedi» (come acido solforico e soda) con impieghi estesissimi, dalle fibre tessili artificiali ai nuovi metodi di conservazione degli alimenti.

Motori a scoppio ed elettricità


L'invenzione del motore a scoppio e la produzione di energia elettrica "furono tra le caratteristi¬che salienti della seconda rivoluzione industriale, L'energia elettrica, in particolare, forniva una nuova importante forza motrice per gli usi industriali, e rivoluzionava anzitutto con l'illuminazione la vita quotidiana.

Le nuove frontiere della medicina


Questo periodo vide anche la trasformazione scientifica della medi¬cina, dovuta a quattro fattori: prevenzione e contenimento delle malattie epidemiche attraverso la diffusione delle pratiche igieniste; identificazione dei microrganismi; progressi della farmacologia; nuova ingegneria ospedaliera.

La crescita demografica


I progressi della medicina e dell'igiene, sommandosi allo sviluppo dell'industria alimentare, determinarono in Europa una riduzione della mortalità. Nonostante il calo delle nascite verificatosi nei paesi economicamente più avanzati (dovuto alla diffusione dei metodi contraccettivi e a una nuova mentalità tesa a programmare razionalmente la famiglia), si ebbe così un sensi¬bile aumento della popolazione.
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