La Seconda guerra mondiale(1939 - 1945)

•••• Prima fase della guerra: l’Asse all’attacco
••• L’estate del 1939
•• La guerra è nell’aria e non avviene per caso come nella Prima guerra. Dopo la firma del Patto di non aggressione con l’URSS del 23 agosto, Hitler credeva che né la Francia né l’Inghilterra fossero disposte a cominciare un nuovo conflitto mondiale solo per Danzica. Hitler quindi, convinto che le altre due potenze non avrebbero attaccato, è libero di invadere la Polonia (voleva riunire ed espandere il suo “Terzo Impero” perché, con i trattati di Versailles, la Germania era stata divisa in due parti dal “corridoio di Danzica” che era rimasto alla Polonia in modo che questa avesse il confine sul mare).
••• L’invasione e la nuova “spartizione” della Polonia
•• Allora l’1 settembre 1939 Hitler senza dichiarare guerra ordina al suo esercito (Wehrmacht) di attraversare il confine della Polonia. Hitler trasmette via radio sedici punti per giustificare l’attacco e viene finto un incidente di frontiera. Hitler attacca la Polonia con sei divisioni (grandi unità militari) di Panzer (moderni e distruttivi carri armati) e una forza aerea (Luftwaffe, cacciabombardieri), mentre la Polonia dispone solo di cavalleria (come nel Medioevo).

Il 3 settembre prima l’Inghilterra e poi la Francia dichiarano guerra alla Germania e Hitler si trova spiazzato. L’Italia resta neutrale. La Polonia viene distrutta e conquistata in poche settimane (una guerra-lampo, Blitzgrieg). Il 17 settembre Stalin occupa la parte orientale della Polonia. Il 27 settembre Varsavia si arrende. Sia Hitler sia Stalin vogliono annientare la Polonia: i nazisti perseguitano gli ebrei e gli intellettuali, i sovietici l’élite borghese. I polacchi non si arrendono e oppongono resistenza ai nazisti, ma la loro terra, la Polonia, è distrutta e gli alleati occidentali non li hanno aiutati.
••• Germania e Unione Sovietica “strane” alleate
•• A quel punto tutta l’Europa si blocca e vive un periodo di incerta attesa. Hitler chiede all’Inghilterra e alla Francia di accettare il fatto compiuto ma loro rifiutano. Il 30 novembre l’Unione Sovietica prende l’iniziativa e attacca la Finlandia che si era rifiutata di ridurre i suoi confini, ma questa sa difendersi bene dagli attacchi sovietici. A marzo del 1940 la Finlandia però cade. Svezia e Norvegia cercano di non essere coinvolte nella guerra e vietano il passaggio di truppe inglesi e francesi nel loro territorio.
Stranamente, Germania e Russia hanno un accordo economico (11 febbraio del 1940) e questo permette alla Germania di ridurre gli effetti del blocco navale fatto dall’Inghilterra nel Mare del Nord. L’Inghilterra propone alla Francia di occupare la Norvegia neutrale, ma Hitler li batte sul tempo e il 9 aprile invade prima la Danimarca e poi la Norvegia, assicurandosi porti e basi per lanciare attacchi aerei sull’Inghilterra. Nel territorio della Norveglia il popolo resiste a Hitler, ma questo riesce a creare uno pseudo-governo con a capo il filonazista norvegese Quisling.
A questo punto, nella primavera del 1940, la Germania controlla buona parte dell’Europa centro-settentrionale e può finalmente sferrare l’attacco sull’Europa occidentale.
••• La Battaglia di Francia
•• La Francia si sente sicura perché tutto il territorio francese che confina con la Germania è fortificato con la Linea Maginot. Rimane però scoperto il confine con il Belgio e il Lussemburgo: proprio qui Hitler attacca il 10 maggio con sette divisioni corazzate attraversando la foresta delle Ardenne che da sempre si credeva impraticabile per i carri armati (gli Alleati infatti si aspettavano che Hitler arrivasse alla Francia passando per il Belgio, mentre lui li inchioda con una tratta a falcetto, il “Colpo della Falce”). Cadono l’Olanda e il Belgio. Hitler arriva sul Canale della Manica (tra Francia e Inghilterra) e gli Alleati (contro l’Asse e Hitler) si organizzano in una grande operazione di salvataggio portando al sicuro 230mila soldati inglesi e 110mila soldati francesi e belgi tutti in Inghilterra. Hitler intanto ha invaso la Francia: l’esercito francese cade di colpo. Hitler continua ad avanzare verso Parigi dove entra il 14 giugno. A quel punto moltissimi cittadini abbandonano la capitale. Il 18 giugno il generale Charles De Gaulle da Londra lancia un appello ai francesi invitandoli a resistere, ma il presidente del Consiglio di destra Philippe Pétain è convinto che ogni resistenza è ormai inutile. Il 22 giugno Hitler ottiene la capitolazione (il patto di resa) della Francia. Secondo questo armistizio il governo francese sposta la capitale a Vichy e mantiene la sovranità nella parte centro-meridionale del Paese, ma Hitler occupa il resto della Francia. Allora questo governo di Vichy (la Francia) rompe con l’Inghilterra e accetta di collaborare con i nazisti: finisce la Terza Repubblica francese.
••• L’intervento italiano in guerra
•• Mussolini sa che l’Italia non è pronta alla guerra perché non ha mezzi militari moderni, ma queste grandi vittorie tedesche lo invogliano a entrare in guerra (facendo una guerra parallela con la Germania, non una guerra allineata): il 10 giugno 1940, dal balcone di Palazzo Venezia a Roma, annuncia l’entrata in guerra dell’Italia contro Francia e Inghilterra.
Attacca sulle Alpi la Francia proprio il giorno prima (21 giugno) della resa di questa alla Germania. Ma l’esercito italiano subisce una sconfitta: l’armistizio è del 24 giugno e prevede solo una minima rettifica di confine. Nel luglio e nel novembre 1940 attacca sul Mare Mediterraneo le truppe inglesi (battaglie di Punta Stilo e di Capo Teulada) ma anche qui è sconfitto. Attacca poi le forze inglesi nell’Africa settentrionale, in Egitto, e anche qui perde.
Mussolini voleva fare una “guerra parallela” a quella di Hitler per dimostrargli la sua potenza e per conquistare una certa posizione anche territoriale, ma l’Italia è troppo debole.
••• La Battaglia d’Inghilterra (Piano Leone Marino e Battaglia dell’Atlantico)
•• Una volta sconfitta la Francia, Hitler vuole con l’Inghilterra un compromesso di pace, ma il primo ministro inglese (conservatore) Churchill non è d’accordo: Churchill aveva sostituito Chamberlain e aveva promesso agli inglesi la “vittoria a tutti i costi”. Sapeva che l’Inghilterra era l’unica fonte di democrazia che avrebbe potuto distruggere la “mostruosa tirannia” di Hitler.
Hitler allora crea il Piano Leone Marino indebolendo le difese dell’Inghilterra con grandi bombardamenti (contro maggiori città, porti, industrie, basi militari) e invadendo le isole britanniche attraversando il Canale della Manica: Göring (intimo collaboratore di Hitler) distrugge le città con la Luftwaffe (aerei militari), eccetto Londra, ben difesa dalla Royal Air Force (Raf). Gli inglesi sapevano ben difendersi ed erano tra i primi a usare i radar come difesa; sia i combattenti sia i civili, nel corso dell’intera guerra, si sono dimostrati coraggiosi, uniti e capaci. Infatti, Hitler è costretto a rinviare il Piano Leone Marino: i tedeschi hanno perso 1700 aerei, mentre gli inglesi 900. Da allora, per contrastare l’Inghilterra, Hitler usa esclusivamente la guerra sottomarina per bloccare i rifornimenti che arrivano dagli Stati Uniti. Comincia quindi la Battaglia dell’Atlantico: mentre gli inglesi avevano navi in superficie, i tedeschi usavano principalmente gli U-Boote, che in quest’anno soltanto affondano ben 4 milioni e mezzo di tonnellate di navi e rifornimenti nemici.
••• Il fallimento della “guerra parallela” di Mussolini
•• La “guerra parallela” di Mussolini nel Mediterraneo e in Africa è un fallimento: l’Italia perde l’Eritrea, la Somalia e l’Etiopia, dunque l’Impero di Mussolini dura a malapena cinque anni.
In Africa Settentrionale gli italiani si scontrano con gli inglesi e 140 mila sono gli italiani morti, feriti e prigionieri. A quel punto Mussolini incontra Hitler chiedendogli di inviare soccorsi: l’arrivo dell’armata tedesca comandata da Rommel (detto “volpe del deserto”) cambia tutto e riporta l’Asse di nuovo in vantaggio, anche se gli inglesi ostacolano di molto i rifornimenti alle truppe dell’Asse e hanno anche scoperto il meccanismo per decifrare i codici segreti italiani, quindi conoscevano in anticipo le mosse delle truppe dell’Asse. La flotta italiana non ha radar né strumenti tecnologici ed è sconfitta da quella inglese: gli inglesi vincono sia la battaglia a Taranto (11 novembre) sia quella a Capo Matapan (28 marzo 1941), quindi hanno il dominio del Mediterraneo.
Ma Mussolini ancora crede di poter portare avanti la sua “guerra parallela”, allora il 27 settembre 1940 stringe con Germania e Giappone il Patto tripartito per portare un “Nuovo ordine” di pace in Europa e in Asia. Ma il 28 ottobre Mussolini attacca la Grecia senza avvertire Hitler. Ma qui subisce una sconfitta contro la resistenza greca e contro le truppe inglesi (si contano 100 mila morti tra gli alpini italiani). Questa sconfitta clamorosa costringe il capo di Stato Badoglio a dare le dimissioni ed è sostituito da Cavallero, ma l’Italia è avvolta da una crisi di sfiducia. Mussolini perde di credibilità. Hitler è costretto a intervenire e assume il controllo dell’intera penisola balcanica, la quale aderisce al Patto tripartito. Hitler conquista Grecia e Jugoslavia (frammentata in vari Stati satellite): il governo della Grecia va in esilio a Londra.

•••• Seconda fase: apogeo dell’Asse e intervento americano
••• L’invasione nazista dell’Unione Sovietica
•• Hitler sa che per sconfiggere l’Inghilterra deve avere più rifornimenti e l’unico modo era conquistare lo “spazio vitale” a oriente. In più, il suo odio verso la Russia inevitabilmente lo porta a muoversi contro l’Unione Sovietica. In segreto, il 22 giugno 1941, comincia la sua Operazione Barbarossa. Stalin, in più, non crede che Hitler possa attaccarlo per via del loro patto di non-aggressione e mantenendo anche una guerra sul fronte occidentale con l’Inghilterra. L’Armata rossa è completamente impreparata (anche perché i comandanti migliori sono stati uccisi durante il periodo precedente delle Grandi purghe). Hitler si muove con un esercito impressionante: 3 milioni di uomini, 10 mila aerei e 3 mila carri armati; ma si muove verso tre direzioni, con tre obiettivi diversi: verso Leningrado (motivo ideologico, perché è la città di Lenin e se la conquista ha vinto sul comunismo), verso Mosca (motivo politico, perché è la capitale) e, passando per Kiev, verso il Caucaso (motivo economico, perché lì ci sono i pozzi petroliferi). Le truppe tedesche viaggiano per giorni lungo gli interminabili spazi desolati affrontanti intemperie e fango. Alla fine di ottobre arrivano nei pressi di Mosca, ma le truppe sono congelate, indebolite, bloccate. Per la prima volta, Hitler non ha completato il suo piano nei tempi previsti.
••• L’entrata in guerra degli Stati Uniti
•• Il Giappone nel frattempo cerca di estendere i suoi territori nell’Indocina francese (luglio), allora Stati Uniti e Inghilterra reagiscono bloccando le esportazioni (anche petrolio e ferro) verso il Giappone. A questo punto, il 7 dicembre il Giappone attacca per via aerea la base navale americana di Pearl Harbour nelle Hawaii, distruggendo buona parte della flotta americana. In più, le truppe giapponesi vogliono conquistare gli arcipelaghi del Pacifico, le Filippine, le Indie Olandesi, l’Indocina, facendo credere agli oppressi di volerli liberare dal dominio coloniale europeo con lo slogan “l’Asia agli asiatici”. L’8 dicembre Roosevelt dichiara guerra al Giappone, affermando che gli Stati Uniti sono “l’arsenale delle democrazie” e da anni (e con varie leggi) si era preparato al riarmo. Di conseguenza, Germania e Italia, alleate con il Giappone, dichiarano guerra agli Stati Uniti. Pearl Harbour ha reso quindi questa guerra davvero mondiale ed è stato un grande errore. Anche nella Seconda guerra mondiale, come nella Prima (1917-1918), l’entrata dell’America determina una svolta decisiva.
••• L’alleanza antifascista
•• Con l’entrata dell’America e con Roosevelt sono più chiari gli ideali politici dell’alleanza antifascista. Roosevelt aveva proclamato nel gennaio 1941 le “Quattro libertà” da difendere e da realizzare nel mondo: libertà di parola, libertà di culto, libertà dal bisogno, libertà dalla paura. Poi, il 14 agosto dello stesso anno, riprende questi punti con Churchill e li ampliano nella Carta Atlantica, documento in cui si condannano i regimi fascisti e si fissano le linee del nuovo ordine democratico per un “mondo migliore” da costruire dopo la guerra (in questa Carta Atlantica: si rinuncia agli ingrandimenti territoriali, si impegna a fare sempre il volere dei cittadini per le modifiche dello Stato, si dà il diritto a ogni popolo di scegliere la propria forma di governo; si dà libertà di commerci, di mari; si rinuncia all’uso della forza tra Stati.
Appartengono all’alleanza antifascista gli Stati uniti, l’Inghilterra, l’Unione Sovietica e molte altre nazioni per un totale di 26: l’1 gennaio 1942 si firma la Dichiarazione delle 26 Nazioni, e per la prima volta si nominano le “Nazioni Unite”.
••• L’apogeo dell’Asse e del Giappone
•• L’Asse (le potenze del Patto tripartito) nel 1942 raggiunge la massima espansione.
Il Giappone domina un’area vastissima (minaccia anche India e Australia) e governa 450 milioni di persone disponendo anche di tutte le materie necessarie per continuare la guerra.
Le truppe italo-tedesche comandante da Rommel in Africa settentrionale hanno raggiunto l’Egitto.
In Unione Sovietica le Brigate rosse si difendono bene, ma Hitler aveva fermato le truppe verso Mosca. A questo punto attacca sia verso Stalingrado sia verso il Caucaso e prende direttamente il comando dell’esercito. Ma la resistenza di Stalingrado è forte e Hitler commette l’errore di usare tutte le sue forze contro la città piuttosto che contro le riserve del Caucaso (dalle quali l’Unione Sovietica alimentava la costruzione di armamenti). La Germania, alla fine dell’estate del 1942 è comunque padrona di quasi tutta l’Europa continentale: questi Stati satellite (cioè conquistati da Hitler) e quelli governati direttamente da commissari tedeschi, si affiancano agli Stati neutrali come Svezia, Spagna e Turchia, comunque appartenenti all’Asse. Sembra quindi che Hitler sia riuscito a creare il suo “Reich millenario destinato a dominare il mondo”.

•••• Terza fase: svolta e crollo dell’Italia
••• La svolta: 1942 - 1943
•• Proprio nel 1942, anno in cui l’Asse raggiunge la massima espansione, avviene un’inversione di tendenza: le forze alleate hanno la meglio. Infatti, nel Pacifico i giapponesi sono battuti dagli americani con le grandi battaglie aeronavali del Mar dei Coralli e delle Isole Midway (maggio - giugno 1942). Gli americani sono in superiorità numerica e dispongono di mezzi potenti, riuscendo così a conquistare molte isole e territori del Pacifico, compreso il Guadalcanal (1942 - 1943).
Nell’Atlantico gli alleati cominciano a distruggere gli U-Boote tedeschi perché hanno dei sonar (radar sonori) che intercettano la loro posizione sott’acqua e vengono distrutti con nuove bombe di profondità. Anche in Africa settentrionale l’Asse perde: a El-Alamein (Egitto) le truppe italo-tedesche vengono sconfitte dall’Armata inglese (l’ottava, guidata da Montgomery). Le truppe italo-tedesche allora si dirigono in Tunisia (vicino alla Sicilia), ma sono accerchiate dalle truppe inglese e americane arrivate in Marocco e in Algeria. L’Asse è costretta ad arrendersi il 13 maggio 1943.
Adesso gli Alleati possono arrivare in Italia meridionale.
In più, in Russia (il 19 novembre 1942), i tedeschi da assedianti si trovano assediati: vicino a Stalingrado (attuale Volgograd) vengono accerchiati e sconfitti dall’Armata rossa. Proprio in questa zona del Caucaso i russi sconfiggono le truppe tedesche formate da rumeni e italiani (220 mila unità mandate da Mussolini, mal equipaggiate), che sono quindi costrette alla ritirata. L’Armata tedesca (la sesta, guidata da Paulus), ormai distrutta dal freddo, dalla fame e dai russi, è costretta ad arrendersi il 31 gennaio 1943: per i tedeschi è una grandissima sconfitta, per gli antifascisti Stalingrado è il simbolo della resistenza. A quel punto per l’Armata tedesca comincia la ritirata, ma gli italiani quasi tutti trovano la morte nella desolata Russia.
••• La Conferenza di Casablanca
•• Dopo questa sconfitta dell’Asse a Stalingrado, l’Alleanza si interroga dove concentrare gli sforzi bellici. L’Unione Sovietica propone l’Europa occidentale, ma Churchill (Inghilterra) pensa a uno sbarco in Italia meridionale. Gli americani invece interrompono la guerra nel Pacifico per attaccare Hitler (la Germania) dalla Francia.
Roosevelt e Churchill si incontrano nella Conferenza di Casablanca (in Marocco, che confina con la Spagna) a gennaio del 1943 e decidono di distruggere la Germania con grandi bombardamenti e poi di sbarcare in Italia approfittando della crisi delle forze armate e del fascismo. Roosevelt (americani) e Churchill (inglesi) decidono di dover combattere fino alla resa incondizionata del nemico (fino al crollo dell’Asse), senza alcun patteggiamento o pace separata con questo.
••• Lo sbarco in Sicilia e la caduta del fascismo
•• Tra il 9 e il 10 luglio del 1943 gli anglo-americani sbarcano in Sicilia con un grande esercito ben armato e conquistano velocemente l’isola. Il popolo italiano, infatti, dopo le sconfitte e le perdite di territori conquistati cominciano a stancarsi e a capire il male del fascismo: molti, sia nell’esercito sia nel partito fascista, vedevano in Mussolini il responsabile della disfatta e questo porta inevitabilmente alla caduta di Mussolini attraverso una congiura di palazzo: la monarchia infatti era l’unico potere in teoria indipendente dal fascismo e intorno al re tutti volevano fermare una guerra ormai persa. Solo allontano Mussolini dal potere si sarebbe potuto arrivare a un armistizio con gli Alleati: nella notte tra il 24 e il 25 luglio 1943 Mussolini è messo in minoranza (da Dino Grandi) ed è invitato a riprendere le sue funzioni di comandante supremo delle forze armate. Il pomeriggio seguente (del 25 luglio) Mussolini è convocato da Vittorio Emanuele III che lo dimette e poi lo arresta. Il PNF (Partito Nazionale Fascista) è sciolto e molti al suo interno vengono arrestati, mentre vengono liberati i detenuti politici antifascisti. Il governo è affidato quindi a Badoglio (comandante delle forze armate rimosso da Mussolini dopo la battaglia in Grecia).
••• L’8 settembre 1943
•• Alla notizia della caduta del Fascismo, gli italiani escono in strada e sfogano il loro odio verso i simboli del regime. Tutti vogliono la fine della guerra. Ma in Italia ci sono ancora molte truppe tedesche. Badoglio allora in via ufficiale dice che “la guerra continua”, ma nel frattempo il 3 settembre stringe trattative segrete di pace separata con gli Alleati. La sera dell’8 settembre la notizia dell’armistizio viene trasmessa radiofonicamente in tutta Italia che è quindi dominata dal caos: Badoglio non era organizzato e non dà alcuna istruzione alle truppe per la difesa contro i tedeschi. Il re e il governo fuggono in Puglia sotto la difesa degli Alleati e questo infuria sia gli Italiani sia Hitler: Roma cade sotto le mani dei nazisti e i soldati italiani vengono massacrati, mentre 600 mila tra questi vengono imprigionati e portati in Germania. La flotta italiana si allea con quella inglese a Malta.
••• L’Italia divisa tra Nord tedesco e Sud alleato
•• Dopo l’8 settembre l’Italia è tagliata in due con i tedeschi al Nord e gli Alleati al Sud. I Partigiani cominciano a combattere i tedeschi ed è la fase più tragica della guerra.
Al Nord il fascismo si unisce nella Repubblica di Salò (o RSI, Repubblica Sociale Italiana) creata da Mussolini (liberato il 12 settembre) sotto volere di Hitler. Mussolini crea quindi il Partito fascista repubblicano (Pfr) con l’intento di combattere i “traditori” del 25 luglio e creare una nuova patria. L’esercito di Salò è composto soprattutto di giovani volontari fascisti che volevano vendicare i “traditori” e il suo scopo principale è quello di combattere i Partigiani: il Centro-Nord diventa quindi il teatro di una spietata guerra civile tra italiani.
Al Regno del Sud, gli Alleati dichiarano guerra alla Germania e Badoglio ha una sovranità limitata in queste operazioni. Tutti i partiti antifascisti, quelli socialisti e liberali si uniscono al Comitato di liberazione nazionale (CLN). Questo Comitato si riunisce a Bari a gennaio 1944 e decide di non collaborare con il governo Badoglio, e anzi, costringe il re ad abdicare e chiede il popolo di scegliere la forma di Stato della nuova Italia. Ma è il leader del Partito comunista, Palmiro Togliatti a proporre di rimandare questa scelta istituzionale e di concentrare tutti le forze nella lotta per la libertà, senza avere pregiudizi nei confronti di Badoglio o del re. Nasce allora un governo di unità nazionale sempre presieduto da Badoglio che comprende tutti i membri del Cln eccetto il Partito repubblicano che non voleva lavorare con la monarchia. Ma il re Vittorio Emanuele III, dopo la liberazione di Roma, il 4 giugno 1944, abdica e cede il regno al principe ereditario Umberto II. Anche Badoglio si dimette e al suo posto va Ivanoe Bonomi, l’esponente socialista riformista (presidente del CLN) che mantiene questo ruolo fino alla fine della guerra.
••• Le operazioni militari in Italia dall’8 settembre alla Liberazione
•• Dopo l’8 settembre, i tedeschi riescono sempre a tamponare l’avanzata al Nord degli Alleati (con nuovi sbarchi a Taranto e a Salerno, poi ad Anzio). Ma a Napoli i tedeschi sono costretti a fuggire per via di una grande rivolta popolare (27 - 30 settembre 1943) e salgono stabilizzandosi sulla linea Gustav (da Gaeta all’altra parte dell’Italia, tagliandola a metà) riuscendo a bloccare gli Alleati fino alla primavera del 1944. A maggio l’Asse qui cade (al centro, a Montecassino) e gli Alleati riescono a liberare Roma il 4 giugno 1944. Allora l’Asse si sposta sugli Appennini, lungo la Linea gotica (da Massa a Pesaro, Liguria - Marche). Ma il 9 aprile gli Alleati distruggono anche questa difesa arrivando a Bologna. Gli Alleati arrivano quindi in tutta la Pianura Padana e il 25 aprile 1945 il CLN proclama l’insurrezione nazionale contro i nazisti e i fascisti (in ritirata), che liberano, prima che arrivino gli Alleati, Modena, Genova, Milano, Torino e Venezia (il 25 aprile infatti si festeggia la Liberazione). Il 28 aprile i tedeschi in Italia si arrendono e sempre in questo giorno Mussolini viene assassinato da un gruppo di partigiani (mentre cercava di fuggire in Svizzera travestito da soldato tedesco. Il suo corpo e quello dell’amante Petacci sono trasferiti a Milano e sono esposti a piazzale Loreto e sottoposti agli insulti degli italiani).

•••• Il contributo della Resistenza europea e italiana
••• Che cos’è la Resistenza?
•• L’occupazione tedesca in Europa ha suscitato nelle popolazioni sotto dittatura un sentimento di odio contro i tedeschi che sfocia spesso in moti di ribellione o vera resistenza armata e questo avviene in molti Paesi europei. “Resistenza” significa forma di lotta contro un nemico superiore, impiegato per la prima volta dal generale De Gaulle nell’appello del 18 giugno 1940 ai Francesi via radio da Londra. De Gaulle non voleva l’armistizio e le trattative del governo di Vichy ma una vera lotta in difesa della nazione. Dopo qualche anno infatti la Resistenza è diventata un fenomeno europeo. Nella Resistenza oggi si vede l’anticipazione di quei valori che sono poi diventati la base dell’Europa democratica.

••• La Resistenza in Europa
•• La Resistenza ha volti diversi secondo le nazioni: 
In Russia i tedeschi sono respinti dall’Armata rossa e la Resistenza è composta da civili volontari, in sintonia con l’Armata rossa.
In Nord Europa la Resistenza nasce dal patriottismo e nel vedere i propri sovrani in esilio (Olanda) o “imprigionati” dai tedeschi (Belgio e Danimarca).
In Francia nasce un Consiglio nazionale della Resistenza nel 1943 che raccoglieva tutti i movimenti clandestini attivi sin dalle prime fasi dell’occupazione nazista. Grazie alla France Libre di De Gaulle, tra il 1943 e il 1944, la Resistenza diventa un movimento popolare di massa per la liberazione del Paese.
In Polonia invece la situazione è particolare: nel 1939, all’inizio della guerra, si trova spaccata a metà tra tedeschi e russi. Già in quell’anno nasce un vero Stato polacco clandestino che seguiva le direttive del governo in esilio a Londra. In più, dal 1942 nasce l’Armata dell’Interno che conta più di 300 mila uomini. Questa Armata organizza nel 1944 l’insurrezione di Varsavia che era occupata dai tedeschi. I morti sono innumerevoli (17 mila tedeschi, 20 mila dell’Armata, 180 mila cittadini). I russi non attaccano per preciso ordine di Stalin che voleva formare un Comitato Polacco di Liberazione Nazionale il quale doveva governare quei territori liberati dai tedeschi (quindi doveva essere “oltre” al governo legittimo della Polonia in esilio a Londra).
In Jugoslavia si formano due movimenti di resistenza all’occupazione nazifascista, addirittura in lotta tra loro: uno è filomonarchico e guidato dal serbo Mihajlovic, l’altro è comunista e guidato da Tito. Prevale la Resistenza di Tito che viene poi appoggiata dagli inglesi e dai russi: è l’unica Resistenza a contribuire in maniera significativa alla sconfitta dell’Asse.
In Germania ogni opposizione è messa a tacere con la forza, e questa proveniva soprattutto dagli animi più sensibili come quelli degli studenti del gruppo della Rosa Bianca di Monaco, scoperto e annientato nel 1943. La ribellione dei militari è finita con il fallito attentato a Hitler (20 luglio 1944).
••• La Resistenza in Italia
•• La Resistenza in Italia è l’ultima in ordine di tempo a nascere contro il nazifascismo. Nasce dall’azione di antifascisti attivi dopo l’8 settembre in Italia centro-settentrionale e di soldati che non vogliono consegnarsi ai tedeschi o entrare nell’esercito della Repubblica di Salò (Rsi).
La Resistenza in Italia è il frutto di un grande sforzo che è riuscito a portare il Paese verso la libertà e la democrazia ed è ufficializzata il 9 settembre 1943 con il Comitato di Liberazione Nazionale (CLN), guida di un’Italia democratica. Questo movimento cresce velocemente di numero e nel 1944 già si hanno dei piccoli eserciti capaci di controllare e governare intere aree territoriali montane (nel 1944 i partigiani sono 82 mila e nel 1945 sono 200 mila, mentre la Repubblica di Salò aveva un esercito di 50 mila uomini effettivi più altri 150 mila).
I partigiani agiscono soprattutto in montagna e nelle campagne, perché è più facile nascondersi e ricevere l’aiuto del popolo, mentre in città agiscono soprattutto piccole formazioni comuniste, come i Gruppi di Azione Patriottica. All’inizio le iniziative dei partigiani hanno più valore dimostrativo e politico, mentre in seguito organizzano delle vere guerriglie contro gli occupanti nazifascisti. Gli Alleati hanno nei confronti dei partigiani sia sentimenti di sostegno (soprattutto con le armi) sia sentimenti di diffidenza (soprattutto verso i partigiani comunisti), infatti nel 1944 il generale inglese Alexander invita i partigiani a smettere le operazioni su vasta scala, ma la Resistenza rifiuta e, anzi, il governo Bonomi riconosce la rappresentanza del CLN nei territori occupati.
••• Diversità e unità nella Resistenza italiana
•• Le motivazioni che spingono i partigiani sono diverse. La guerra per loro è sia liberazione nazionale dai tedeschi, sia una guerra civile tra italiani (partigiani - truppe dell’Rsi). Ma è anche una guerra di classe perché si vede nella guerra un’occasione per distruggere le classi, come nel Comunismo di Marx. Infatti i partigiani subito si organizzano in gruppi secondo i loro orientamenti politici. Quindi la Resistenza italiana è molto frammentata e non mancano scontri interni tra partigiani. Ma in ogni caso questa Resistenza italiana esiste ed è la base ideale per la nuova Italia repubblicana che ha inizio con la Costituzione.

•••• Verso la fine: il crollo della Germania e del Giappone
••• Guerra totale
•• L’ultima fase della Guerra comincia dalla metà del 1943: è la guerra totale. La vittoria o la sconfitta di un Paese dipende solo dalla quantità (e dalla qualità) di armi, dal numero di uomini e dalle loro capacità psicofisiche.
È una guerra totale perché vengono usati tutti i mezzi di distruzione possibili (dai bombardamenti ai campi di sterminio, dalle uccisioni di cittadini innocenti alla bomba atomica).
Appare chiaro che gli Alleati dispongono di risorse (sia di armi sia di uomini) nettamente maggiori rispetto a quelle dell’Asse (basti pensare al fatto che il territorio americano non è stata toccato fisicamente dal conflitto). Infatti, sconfitto il dominio fascista in Italia, è solo questione di tempo prima che avvenga lo stesso con il nazismo di Hitler, ma il vero problema è trovare e adottare la strategia migliore per ottenere la resa della Germania.
••• Lo sbarco in Normandia (6 giugno) e in Provenza (15 agosto)
•• Alla fine del 1943, Stalin (Russia), Roosevelt (America) e Churchill (Inghilterra) si incontrano nella Conferenza di Teheran e si decide la prossima mossa: l’anno successivo si apre un nuovo fronte occidentale con lo sbarco degli Alleati sulle coste della Francia. È il Piano Overlord, la più grande operazione militare aeronavale della storia. Il 6 giugno 1944 un immenso numero di uomini (americani, britannici e canadesi) e di armi e mezzi raggiungono le spiagge della Normandia (in Francia, tra Parigi e Inghilterra) con a comando il generale americano Eisenhower. I tedeschi si aspettano che gli Alleati attacchino dal passo di Calais (più vicina a Parigi, verso il centro) e questo attacco sulle coste li coglie di sorpresa e impreparati: vengono distrutti i mezzi navali tedeschi e lo sbarco in Normandia riesce. Gli Alleati si diffondono rapidamente in tutta la Francia. Hitler decide di non abbandonare il conflitto e le forze tedesche si distruggono presto. Un nuovo sbarco degli Alleati in Provenza (alla sinistra dell’Italia settentrionale) prende l’esercito tedesco alle spalle: è il 15 agosto. Il 25 agosto Parigi è libera: il governo e De Gaulle rientrano a Parigi tra la folla in festa insieme con le truppe inglese e americane. Entro l’anno 1944 viene liberato anche il Belgio e gli Alleati arrivano ai confini occidentali della Germania.
••• La Germania accerchiata
•• La guerra sembra ormai essere persa per la Germania: i tedeschi perdono l’Italia e la Francia. Sul fronte orientale la situazione nel 1943 è decisamente a favore per i russi. Nel 1944 l’Armata rossa espelle i tedeschi dalla russia e arriva ai confini della Germania, liberando anche gran parte dei Paesi dell’Europa centro-orientale.
Il 20 luglio 1944 la Germania è quindi accerchiata a ovest dagli Alleati e a est dai russi. Allora alcuni tedeschi cercano di uccidere Hitler con un attentato (fallito) per chiedere la pace agli Alleati. Hitler fa impiccare i responsabili e i sospetti della congiura. A questo punto Hitler decide di usare le ultime forze preparando due attacchi sui due fronti (quello occidentale, nelle Ardenne e quello orientale, a Budapest) tra la fine del 1944 e l’inizio del 1945. Ma sono inutili le ultime speranze di Hitler.
••• La Conferenza di Jalta
•• Gli Alleati, ormai credendosi vincitori, già decidono gli assetti mondiali del dopoguerra futuro: alla fine del 1944 Stalin e Churchill si incontrano a Mosca e poi all’inizio (febbraio) del 1945 a Jalta, in Crimea, il nuovo incontro con Stalin, Churchill e Roosevelt. I tre alla Conferenza di Jalta decidono sul futuro della Germania: innanzitutto, non accettano altro che una sua resa, quindi non scenderanno a patti; e dopo la guerra provvederanno al disarmo e la divisione in quattro zone di occupazione e il processo per i crimini di guerra commessi dai nazisti. La Conferenza di Jalta è l’origine delle due influenze in Europa, quella americana e quella russa, divisione che genererà la guerra fredda (i primi contrasti tra America e Russia si vedono già nella Conferenza di Potsdam nell’estate del 1945, sul territorio della Germania ormai battuta). Ma la Conferenza di Jalta ribadisce la libertà dei popoli europei nello scegliersi i propri governi.
••• La resa della Germania
•• L’ostinazione di Hitler e degli Alleati di continuare la guerra porta a un ritardo della sua conclusione, con molte vite perse inutilmente e molte città tedesche sono rase al suolo con i bombardamenti al tappeto degli Alleati. Stalin vuole raggiungere Berlino prima degli anglo-americani, ma entrambi gli eserciti stanno distruggendo la Germania. Il 30 aprile Hitler si è chiuso in un bunker sotterraneo della Cancelleria a Berlino, assediata dai russi e ordina la resistenza a oltranza e nomina come suo successore Dönitz; infine, si uccise, vittima della violenza che lui stesso aveva scatenato. Dönitz a quel punto ufficializza la resa della Germania. È il 9 maggio 1945. Dopo cinque anni e otto mesi, la guerra in Europa è finita.
••• La disfatta del Giappone, Hiroshima e la fine della guerra
•• Ma la guerra ancora continua in Giappone, che da tempo cerca di difendersi. L’America sta nettamente vincendo perché dispone delle armi più potenti e in numero maggiore, riconquistando così i territori del Pacifico caduti prima sotto il dominio del Giappone. La flotta giapponese è sconfitta e le più grandi città giapponesi sono rase al suolo con i bombardamenti aerei. Ma i giapponesi non si arrendono: alcuni di loro si gettano con aerei carichi di esplosivo sulle navi americane, e sono chiamati kamikaze. Allora, Truman, presidente americano succeduto a Roosevelt (morto il 12 aprile 1945), decide di utilizzare la bomba atomica: infatti, invadere il Giappone avrebbe portato a grandi perdite di uomini e poi gli americani vogliono far vedere al mondo e alla russia la nuova forza di cui dispongono gli americani. Il 6 e il 9 agosto 1945 vengono sganciate due bombe atomiche sulle città di Hiroshima e Nagasaki, con effetti inimmaginabili (le città vengono completamente distrutte in pochi secondi). Pochi giorni dopo, anche la Russia dichiara guerra al Giappone, ma l’imperatore Hirohito decide di arrendersi agli Alleati: è il 2 settembre 1945. È la fine della Seconda guerra mondiale.

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