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Hitler intorno al 1938 minaccia di attaccare la Cecoslovacchia, con il pretesto che la zona cecoslovacca dei Monti Sudeti aveva maggioranza demografica tedesca.
Le altre potenze europee allora indicono la Conferenza di Monaco per cercare una soluzione diplomatica: in questa trattano Chamberlain (primo ministro inglese, conservatore), Daladier (radicale francese di un partito antifascista, pacifista), Mussolini e Hitler.
Le potenze antinaziste consentono di impadronirsi dei Sudeti, per non fare scoppiare guerre e perché sottovalutano Hitler, il quale mirava alla Polonia per il Corridoio di Danzica.
Hitler a questo punto si spinge sempre più a est, attacca la Boemia, la parte ceca della Cecoslovacchia: gli Slovacchi ne approfittano per separarsi e dichiararsi indipendenti e simpatizzanti per Hitler.
Francia e Inghilterra si limitano ad un intervento diplomatico, alleandosi con la Polonia.
Nel maggio del 1939 Mussolini e Hitler firmano il Patto d’Acciaio, con il quale si stabilisce che in caso di guerra ognuno sarebbe accorso in aiuto dell’altro: forte di quest’alleanza l’Italia invade l’Albania.

Il 1 settembre 1939 Hitler invade la Polonia e due giorni dopo Francia e Inghilterra dichiarano guerra alla Germania. La Polonia nel frattempo, grazie al patto di non-aggressione Ribbentrop-Molotov tra Stalin e Hitler, viene spartita; nel frattempo Stalin attacca la Finlandia e si accaparra qualche territorio di confine.
Hitler, con il suo formidabile esercito corazzato che mirava alla guerra lampo, attacca poi la Danimarca, che si arrende quasi immediatamente, e la Norvegia.

Il 10 maggio 1940 Hitler attacca anche la Francia, che, nonostante sia più potente, pensa che si sarebbe rivelata una guerra statica di trincea come la Prima Guerra Mondiale, si attesta quindi sulla linea Maginot: Hitler riesce così a passare per il Belgio e a sbaragliare l’esercito francese; viene però costretto a rallentamenti causa rifornimenti e i francesi riescono a scappare a Dunkerque e in seguito in Inghilterra, guidati dal comandante De Gaulle.
Grazie a questa vittoria sull’esercito francese il 14 giugno Hitler conquista Parigi, e istituisce un governo collaborazionista fantoccio, con a capo Philippe Petain, con sede a Vichy (Governo di Vichy), il quale firma un fantomatico armistizio con la Germania.
L’Italia, a seguito dell’invasione della Polonia, non era entrata immediatamente in guerra, a causa delle insufficienze e l’impreparazione dell’esercito italiano, l’incapacità di alcuni generali e funzionari e il dissenso del Ministro degli Esteri Galeazzo Ciano e del re.

A questo punto il Nazismo era contrastato solo dall’Inghilterra: Hitler decide così di programmare un piano per attaccarli, l’Operazione Leone Marino, che consisteva nello sbarco navale e l’attacco tramite terra, dopo aver indebolito la difesa con bombardamenti della Luftwaffe (armata del cielo).

Nel frattempo in Inghilterra era cambiato il Primo Ministro: non più Chamberlain ma Winston Churchill (conservatore), sotto la guida del quale la RAF (Royal Air Force, aviazione) contrattacca e respinge i nazisti, grazie all’abilità dei piloti, alla resistenza dei cittadini e in particolare all’utilizzo dei radar.
Si tiene quindi la Battaglia di Inghilterra, e l’Operazione Leone Marino non ha mai luogo.
Gli Americani durante tutte queste vicende si limitano ad aiutare gli inglesi mandando rifornimenti.
Nell’agosto del 1941 si tiene un incontro tra Roosevelt e Churchill dove si istituisce la Carta Atlantica secondo la quale bisognava combattere contro ogni tipo di fascismo e nazismo a favore della democrazia.

Mussolini il 10 giugno 1940, dopo la conquista della Francia, nonostante l’impreparazione, entra in guerra sul fronte francese insieme ai tedeschi e in Africa, in particolare in Egitto, sotto il controllo inglese: qua l’esercito italiano viene massacrato e tutte le colonie italiane passano nelle mani dell’Inghilterra.
Non contento Mussolini manda le truppe anche in Grecia, che vengono sconfitte sempre a causa degli inglesi. A questo punto chiede aiuto a Hitler che manda il generale Rommel (chiamato Volpe del Deserto) in Egitto e inizia a vincere.
Nel marzo del 1942 le truppe tedesche intervengono anche in Grecia, conquistandola, insieme alla Jugoslavia, dove inizia a svilupparsi la Resistenza, con Josip Broz Tito, seguito dai maquisards (da boscaglia) francesi, aiutati da De Gaulle e da una rete clandestina di opposizione comunista radicata in tutta Europa.


Nel 1939 il Giappone attacca la Cina, ottenendone una buona parte e nel 1941 l’Indocina (che era un colonia francese), costringendo gli Stati Uniti ad attuare un embargo verso il Giappone.
Quest’ultimo il 7 dicembre 1941, bombarda Pearl Harbour distruggendo quasi completamente la flotta americana.
A questo punto il Giappone conquista per puro imperialismo ed espansionismo anche Filippine, Malesia, Birmania e Indonesia, mentre Italia e Germania dichiarano guerra agli Stati Uniti.

Prima della vicenda di Pearl Harbour, il 22 giugno del 1942, i tedeschi attaccano la Russia con l’Operazione Barbarossa: Stalin non se lo aspettava (aveva eliminato molti abili comandanti con le Purghe Staliniane), viene così sconfitto e Hitler riesce ad ottobre ad arrivare a Mosca e a prendersi l’Ucraina.
I russi quindi indietreggiano e ricorrono alla guerra d’usura (scaramucce qua e là), costringendo i tedeschi a fermarsi anche a causa del freddo inverno russo.

A questo punto l’Asse Roma-Berlino-Tokyo è vincente e occupa una quantità enorme di territori:
- Il Giappone possiede gran parte della Cina e tutto il sud-est asiatico
- L’Italia e la Germania invece possiedono la Polonia, la Repubblica Ceca, la Jugoslavia e parte della Russia, sono legati ad un sistema di alleanze che comprende Ungheria, Bulgaria, Romania, Slovacchia, Croazia e il Governo collaborazionista di Vichy; e ad una manciata di paesi neutrali simpatizzanti come la Spagna, la Turchia e la Svezia.

Le popolazioni delle zone slave occupate dai nazisti vengono rese schiave e tutto il profitto ricavato va alla Germania rendendola sempre più ricca e facendo aumentare sempre di più il consenso, in quanto il cittadino tedesco ha un salario molto alto.

Tra il 1941 e il 1942 inizia la Shoah (Tempesta devastante): Hitler sostiene lo sterminio diretto degli ebrei tramite, inizialmente, fucilazioni e avvelenamenti (monossido di carbonio) di massa, e poi tramite la relegazione nei campi di sterminio (come Auschwitz e Birkenau). Viene deciso (a Wansee) che una parte deve morire per selezione naturale (lavoro) mentre gli altri a causa di metodi particolari come le camere a gas o esperimenti di ogni tipo.

Oltre agli ebrei iniziano ad essere perseguitati zingari, omosessuali, testimoni di Geova e oppositori politici, compresi i prigionieri di guerra inglesi e americani. Questi ultimi però vengono rinchiusi in campi di lavoro meno duri.

Dall’estate del 1942 iniziano a cambiare le cose e si iniziano a delineare le sorti della guerra:
Gli americani in pochissimo tempo riassettano una potentissima flotta, con la quale attaccano il Giappone nelle due Battaglie del Mare dei Coralli e delle Isole Midway, e vincono grazie al vantaggio tecnologico (erano dotati di portaerei e caccia).
Comincia inoltre l’attacco dei marines (soldati che sbarcano e poi attaccano sulla terra) in particolare a Guadalcanal (nelle Isole Salomone vicino alla Nuova Guinea) nel febbraio del 1943.
In Africa invece continua il dominio di Hitler con Rommel, fino a quando nell’ottobre del 1943 i rinforzi angloamericani guidati dal generale Montgomery affrontano i tedeschi ad El Alamein, i quali si ritirano e cedono i territori egiziani.
In Russia invece tedeschi e italiani assediano Stalingrado ma l’esercito russo che attinge rinforzi da tutto il paese li sconfigge e li costringe alla ritirata.

Il 12 giugno 1943 gli angloamericani sbarcano a Pantelleria in Sicilia.
In Italia in questo periodo sono stati organizzati scioperi e proteste mentre alcuni componenti della borghesia industriale, elementi del fascismo, il re e alcuni vertici militari organizzano una congiura per esautorare Mussolini.

Il 25 luglio 1943 Dino Grandi, alto funzionario del fascismo, nel Gran Consiglio del Fascismo presenta un ordine del giorno in cui invita il re a riassumere le funzioni di comandante supremo dell’esercito.
Questa petizione fu largamente votata, persino da Galeazzo Ciano, e il re invita Mussolini alle dimissioni.
Appena dimesso Mussolini viene arrestato e portato in una prigione sul Gran Sasso.
Viene a questo punto proclamato Primo Ministro il maresciallo Badoglio (a capo delle forze armate) che vuole continuare la guerra. I tedeschi però non si fidano di lui e iniziano a rinforzare i confini: Badoglio inizia infatti a stipulare trattative segrete con gli angloamericani: tra le quali l’Armistizio di Cassibile il 3 settembre 1943.
Iniziano così gli scontri con i tedeschi e molti soldati italiani (oltre 600000) vengono deportati nei campi di concentramento.
Nel frattempo gli americani sbarcano a Salerno e i vertici dello Stato Italiano scappano nel sud Italia perché tutta l’Italia centrosettentrionale è occupata dai nazisti, i quali stabiliscono la Linea Gustav (da Gaeta a Pescara) dove si tiene la Battaglia di Cassino: per molto tempo gli alleati non riescono ad avanzare.

Il 12 settembre del 1943 Mussolini, tramite l’Operazione Quercia, è liberato da alcuni paracadutisti tedeschi. Dopo essere stato liberato va a nord e fonda la Repubblica Sociale Italiana o Repubblica di Salò (dal nome della località sulle rive del Garda) sostenuta dai repubblichini, i quali combattono contro le prime organizzazioni partigiane.
Mussolini riesce a catturare i gerarchi fascisti, tra i quali Ciano, che lo avevano tradito, e li fucila.
Nella fine di settembre del 1943 a Napoli ci sono le famose Quattro giornate di Napoli, durante le quali la popolazione insorge e caccia gli ultimi fascisti rimasti, ormai al Sud il fascismo è quasi completamente debellato.
La Resistenza antifascista si organizza in Brigate, le quali si dividono secondo le ideologie e agiscono soprattutto nelle campagne con i GAP (Gruppi di Azione Patriottica):
- Brigate Garibaldi (comunisti); - Brigate Giustizia e Libertà (liberali di sinistra); Brigate Matteotti (socialisti); - Brigate Bianche (di ispirazione cattolica); - Brigate Monarchiche.

Dall’estate del 1942 iniziarono a riformarsi in Italia i partiti non fascisti: il primo è il Partito d’Azione (PDA), che aveva una visione liberalsocialista, poi venne Democrazia Cristiana, di stampo cattolico, che aveva come riferimento Don Sturzo; il Partito Repubblicano; il Partito Socialista Italiano di Unità Proletaria (PSIUP); il Partito Comunista (il quale non era mai sparito, solo che prima era Partito Comunista d’Italia).
Questi partiti si riunirono a Roma il 9 settembre 1943, assieme ad altre forze liberali formando la CLN (Comitato di Liberazione Nazionale). Siccome Roma non era ancora stata liberata furono costretti a spostarsi al Sud, operando segretamente al nord, soprattutto a Milano (CLNAI, Alta Italia).
Nasce anche un’organizzazione formata da studenti e insegnanti (Rosa Bianca) che contesta il fascismo dall’interno, stampando opuscoli per invitare la gente alla resistenza passiva. Molti vengono arrestati e condannati a morte.

Nell’autunno del 1943 i partigiani di Tito cacciano l’esercito italiano che aveva conquistato Jugoslavia, Istria e Dalmazia, e uccidono i civili italiani residenti in Istria e li gettano nelle Foibe (grotte e anfratti).

Nell’ottobre del 1943 Badoglio dichiara guerra alla Germania, diventando parte dell’esercito alleato, e ricorrendo ai pochi soldati italiani rimasti.
Palmiro Togliatti nell’aprile del 1944 propone di trovare un compromesso tra i partiti antifascisti, il governo di Badoglio e il re (Svolta di Salerno): tutti aderiscono e si forma così il Governo di Unità Nazionale, e Togliatti diventa leader del Partito Comunista.
Dopo la liberazione di Roma Vittorio Emanuele III, ritenuto responsabile degli accaduti, viene obbligato a cedere il potere al figlio Umberto II nel giugno del 1944, il quale diviene Luogotenente Generale del Regno; e il ruolo di Primo Ministro passa ad Ivanoe Bonomi (presidente del CLN), formando così il secondo Governo di Unità Nazionale.

Tra Novembre e Dicembre del 1943 si tiene a Teheran un incontro tra Roosevelt, Stalin e Churchill che decidono che il fronte principale doveva essere la Normandia, così viene organizzata da Eisenhower un potentissima flotta per lo Sbarco in Normandia aiutata grazie ai bombardamenti (Operazione Overlord).
Esso avviene il 6 giugno 1944 (D-Day).
Il 25 agosto gli americani entrano a Parigi, che è appena stata liberata dai partigiani francesi.
Nel frattempo anche i sovietici avanzano da est.
In Italia intanto aumenta la Resistenza, a pari passo con la repressione che causa la morte di 779 civili nella cittadina di Marzabotto. Nel marzo del 1944, a Roma vengono uccisi con un attentato 33 tedeschi, per vendetta vengono prelevati dalle prigioni 10 italiani per ogni tedesco ucciso e vengono fucilati (Eccidio delle Fosse Ardeatine) (si sbagliano e ne prelevano 335).
Gli americani riescono ad arrivare fino a Firenze, e i tedeschi si organizzano sulla Linea Gotica (Rimini-La Spezia) bloccando così per l’ennesima volta l’avanzata.
In ottobre i partigiani di Tito scacciano i tedeschi da Belgrado.

A questo punto gli americani iniziano a bombardare molte città tedesche, tra le quali Dresda, Amburgo e Norimberga, per piegare i tedeschi. Hitler risponde tentando di attaccare Londra.

Iniziano inoltre ad avanzare le ricerche bellico-scientifiche grazie a Von Braun, il quale inventa missili moderni chiamati V-1 e V2. (Gli venne offerto un posto alla NASA, e costruirà in seguito i razzi per i lanci spaziali).

Intravedendo la vittoria, dopo aver sconfitto Hitler sulle Ardenne, nel febbraio del 1945 si tenne la Conferenza di Yalta (Crimea) tra le potenze vincenti: viene deciso che la Germania sarà divisa in quattro zone: una sovietica, una americana, una francese e una inglese.
In questo periodo c’è la liberazione della Polonia, la conquista dell’Ungheria e della Repubblica Ceca, fino ad arrivare a Vienna, dalla quale, passando il Reno, gli americani entrano in Germania.
Nell’aprile del 1945 si uniscono le truppe americane e sovietiche sull’Elba e in Italia il CLN ordina l’insurrezione generale (a Genova in particolare il generale Meinhold si arrende prima dell’arrivo degli americani), Milano viene conquistata e Mussolini tenta di scappare in Svizzera, ma viene catturato e ucciso, per poi essere appeso in Piazzale Loreto a Milano.

Il 30 aprile viene finalmente conquistata Berlino, Hitler si suicida in un bunker ma la resa definitiva dei tedeschi arriva solo il 7 maggio, con il nuovo cancelliere Karl Donitz
A questo punto rimane solo il Giappone, dove l’imperatore è Hirohito.
Morto Roosevelt viene eletto Truman che decide di utilizzare per la prima volta la bomba atomica (sperimentata una sola volta in Messico): manda così due bombardieri ad Hiroshima il 6 agosto ( Uranio, 100000 morti) e il 9 su Nagasaki (Plutonio, 60000 morti). Alle morti causate all’impatto ne seguono innumerevoli per le radiazioni. Il Giappone firma la resa e viene occupato.
La bomba atomica è stata sviluppata da alcuni fisici nucleari (tra i quali Oppenheimer) negli Usa, con il Progetto Manhattan (1942-1945)

Tra il 17 luglio e 2 agosto 1945 si tiene la Conferenza di Postdam per decidere la sistemazione della Germania, alla quale partecipano Truman, Attlee (subentra al posto di Churchill) e Stalin: viene confermata la divisione della Germania in 4 zone.
Con il Processo di Norimberga, stabilito dopo la Carta di Londra (8 agosto 1945), vengono processati i criminali e i gerarchi nazisti.

Qui si riunisce la Corte Marziale Internazionale che condanna i nazisti tra cui Goring, ma molti riescono a scappare in Argentina.
Eichmann rapito dagli israeliani e processato (raccontato da Hannah Arendt)

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