Una delle cause della seconda guerra mondiale fu la volontà espansionistica della Germania che invase l’Austria nel 1938 e la Cecoslovacchia nel 1939 e dopo questi due avvenimenti Francia e Gran Bretagna decisero che avrebbero fermato Hitler.
Il 1 settembre 1939 Hitler invase la Polonia e dopo due settimane le armate rosse attaccarono da Est. Varsavia venne conquistata dai tedeschi il 28 settembre.
Contemporaneamente i sovietici invasero le tre repubbliche baltiche: Estonia, Lituania e Lettonia.
Francia e Gran Bretagna dichiarano così guerra alla Germania.
Nei mesi successivi il Terzo Reich invase la Danimarca e la Norvegia, ma a partire da novembre le operazioni militari si fermarono ma Hitler voleva muoversi contro la Francia ma i suoi generali non si sentivano ancora pronti e cercarono dunque di prepararsi adeguatamente.
Il 10 maggio 1940 cominciò l’invasione della Francia e per poter aggirare le fortificazioni che i francesi avevano posto sul confine con la Linea Maginot, l’esercito tedesco passò attraverso il Belgio e l’Olanda. Parigi cadde il 14 giugno 1940.

Il potere venne diviso in due: la parte settentrionale venne controllata direttamente dalla Germania e divenne parte del Reich mentre nel sud si formò un governo collaborazionista sotto il comando del maresciallo Pétain che aveva la sua sede a Vichy e che governava su uno stato totalmente sottomesso alle direttive naziste, ma cominciò un’agguerrita resistenza clandestina presidiata dal generale De Gaulle.
Il primo ministro Winston Churchill riconobbe il nazismo come male assoluto e affermò da un lato che si sarebbe fatto annientare piuttosto che arrendersi ma dall’altro lato era convinto che gli USA sarebbero entrati nel conflitto al loro fianco.
Londra e tutte le principali città inglesi vennero bombardate, ma l’Inghilterra tuttavia con la sua forma aerea, la Royal Air Force, riuscì ad avere la meglio in quella che venne chiamata “Battaglia d’Inghilterra”, Hitler fu così costretto a ritirarsi e a sospendere il piano di invasione dell’isola, denominato “Operazione leone marino”.

Italia:
Mussolini sapeva che il paese era profondamente indebolito dalle campagne d’Etiopia e di Spagna e non avrebbe potuto sostenere il peso di un’altra guerra.
Di fronte alla rapida avanzata nazista in Francia Mussolini si illuse poi che la guerra sarebbe finita presto e decise pertanto che quello era il momento giusto per intervenire a fianco dei tedeschi.
Il 10 giugno 1940 il duce annuncia l’entrata in guerra contro Francia e Gran Bretagna dal balcone di Palazzo Venezia a Roma.
Gli obiettivi italiani non erano gli stessi di quelli tedeschi e per questo motivo Mussolini coniò l’espressione “guerra parallela”. Essa sarebbe stata combattuta a fianco della Germania ma doveva essere finalizzata alla conquista di un ruolo privilegiato sul Mar Mediterraneo. Attaccarono i possedimenti britannici confinanti e successivamente la Grecia. In Africa le truppe comandate dal maresciallo Graziani invasero la Somalia britannica ma furono respinti dagli inglesi che nel frattempo avevano invaso la Libia.

Hitler andò in soccorso di Mussolini mentre Erwin Rommel conquistò un successo dopo l’altro e nei Balcani i tedeschi si spinsero fino ad occupare la Jugoslavia.
Il 22 giugno 1941 Hitler diede inizio all’invasione dell’Unione Sovietica con “operazione barbarossa”. La Wehrmachk mise in campo quasi 4 mln di uomini e nel giro di poche settimane si spinse fino a poche centinaia di km da Mosca.
La campagna di Russia segnò un cambiamento importante tra i due schieramenti in quanto l’Unione Sovietica ora era costretta a combattere insieme a Francia e Gran Bretagna e ora il conflitto mondiale non era più dunque una lotta tra democrazie e totalitarismi.

Stati Uniti:
Il congresso americano era ancora fortemente isolazionista e non aveva ritenuto opportuno un coinvolgimento diretto del proprio paese.
La situazione cambiò in seguito all’intervento del Giappone guidato da un regime militare nazionalista che voleva espandere il proprio dominio su tutto il territorio circostante. Dal 1936 si era alleato con Germania e Italia.
Il 7 dicembre 1941 l’aviazione giapponese attaccò la base di Pearl Harbor nelle Hawaii distruggendo 18 navi, 250 aerei e causando 5.000 morti e feriti.
Gli Stati Uniti decisero perciò di entrare direttamente nel conflitto a fianco della Gran Bretagna e a questo punto la guerra era diventata a tutti gli effetti “mondiale”.

Lo sterminio degli ebrei:
Hitler desiderava un Reich totalmente privo di ebrei e a quel tempo si pensava che la loro espansione dal territorio tedesco avrebbe rappresentato una soluzione sufficiente. Tra la fine del 1941 e l’inizio del 1942 maturò il progetto della cosiddetta “soluzione finale”, cioè lo sterminio totale e sistematico di tutti gli individui di razza ebraica presenti nei territori conquistati dal Reich.

Nelle principali città vennero creati dei ghetti dove gli ebrei venivano deportati e ammassati in condizioni disumane dopo essere stati costretti a lasciare le loro abitazioni. Per attuare efficacemente il progetto di sterminio furono costruiti numerosi campi di concentramento, anche se esistevano già dal 1933 e prevedevano condizioni di lavoro durissimo e un trattamento disumano, ma il loro scopo era quello di fiaccare la resistenza dei prigionieri e privarli della libertà.
I campi costruiti durante la guerra invece erano pensati esclusivamente per portare alla morte gli individui che vi venivano rinchiusi.
Attraverso i campi di concentramento i nazisti realizzavano un duplice scopo in quanto si liberavano di individui da loro considerati indesiderabili e utilizzavano forza lavoro gratuita per far funzionare le industrie che servivano alla produzione bellica, inoltre non era importante solamente eliminare fisicamente gli ebrei ma anche umiliarli, svuotarli completamente della loro umanità. Persino il nome era loro sottratto: i detenuti venivano chiamati e identificati tramite un numero che veniva loro tatuato sul braccio.
Alla fine della guerra l’esercito l’esercito sovietico abbattè i cancelli di Aushwitz. Si calcola che complessivamente durante tutto il periodo della guerra oltre a 6 mln di ebrei siano state uccise oltre 2 mln tra zingari, omosessuali, oppositori politici.


IL 1942-1943:
Tra il giugno 1942 e il gennaio 1943 la Germania e i suoi alleati subirono importanti sconfitte:
Battaglia delle isole Midway → tra il 4 e il 6 giugno 1942 uno scontro tra portaerei giapponesi e americane avvenuto nelle acque delle isole Midway terminò conuna grande vittoria dell’America;

Battaglia di El-Alamein → nell’autunno del 1942 le truppe italo tedesche avanzate in territorio egiziano vennero cacciate dagli inglesi comandati dal generale Montgomery. Lo scontro finale avvenne ad El-Alamein dove vinsero gli inglesi e successivamente le forze americane sbarcarono in Marocco e da lì avanzarono verso nordest occupando l’Algeria e la Libia. A questo punto l’intero Nord Africa era in mano angloamericana.
Battaglia di Stalingrado → l’armata russa riuscì a riprendersi sfruttando l’immensità del territorio russo che non era solo ricco di materie prime ma garantiva anche la possibilità di spostare tutte le installazioni e i mezzi di produzione, in modo che non venissero distrutti dal nemico. Stalin fece appello al sentimento patriottico della popolazione. Quattro giorni dopo l’invasione egli tenne un discorso pubblico e si rivolse alla folla con l’appellativo “fratelli e sorelle” e tale formula era la stessa usata dal clero ortodosso durante le celebrazioni e Stalin voleva lanciare un segnale ben preciso: egli non chiamava il popolo a raccolta in nome del comunismo ma bensì della “Santa Madre Russia”. Un altro importanto aiuto venne inoltre fornito dai tedeschi stessi in quanto la Wehrmarcht e le SS si resero responsabili di altrettante violenze nei confronti dei civili russi e in questo modo i russi si dimostrarono entusiasti di seguire Stalin nella “grande guerra patriottica” contro il nemico nazista. L’inverno del 1942 fu decisivo per le sorti della guerra sul fronte orientale. I tedeschi furono respinti dall’armata russa e da quel momento iniziò la controffensiva russa per cui i tedeschi furono costretti a ritirarsi poiché non equipaggiati correttamente contro il freddo russo. I soldati si arresero nel febbraio 1943. Con la vittoria di Stalingrado i russi iniziarono un’avanzata inarrestabile, arrivando gradualmente ad occupare tutti gli stati dell’Europa dell’Est che la Germania aveva invaso all’inizio dell’Operazione Barbarossa.

Nel gennaio 1943 i tre leader della coalizione antinazista Churchill, Stalin e Roosevelt si riunirono in quella che venne denominata “Conferenza di Casablanca”. Tale riunione ebbe lo scoppio di cominciare a definire il futuro assetto del mondo una volta che il conflitto fosse terminato. A Casablanca vennero prese due decisioni fondamentali: l’ottenimento della resa incondizionata della Germania e l’imminente invasione del territorio italiano.
Il 10 luglio 1943 le truppe americane sbarcarono in Sicilia. Lo sbarco degli americani causò il 25 luglio le dimissioni di Mussolini e al suo posto salì al potere Badoglio.
Subito dopo il duce del fascismo venne arrestato e relegato in un albergo sul Gran Sasso.
Il nuovo governo firmò con gli alleati un armistizio che venne reso pubblico l’8 settembre 1943. Le truppe tedesche stanziate in Italia reagirono prontamente disarmando e occupando tutte le zone della penisola non ancora liberate dagli Alleati che si erano nel frattempo fermati di fronte alla Linea Gustav, il cui punto chiave era la la cittadina di Cassino.


La fine della guerra:
Il 6 giugno 1944 3 mln di uomini a bordo di 5.000 imbarcazioni sbarcarono sulle coste della Normandia, al comando del generale Eisenhower. I tedeschi vennero colti di sorpresa poiché gli alleati scelsero un giorno di mare mosso.
Il successo dello sbarco in Normandia si rivelò decisivo per le sorti del conflitto: gli alleati già padroni del Nord Africa e di metà della penisola italiana iniziarono l’avanzata in territorio francese.
Nel luglio 1944 una bomba venne fatta esplodere nel quartier generale della Prussia orientale dove Hitler si trovava con i suoi generali ma si salvò.
La sua reazione fu spietata: i responsabili vennero individuati ed eliminati.
Nel febbraio 1945 i capi di governo degli Alleati si incontrarono nuovamente a Yalta, in Crimea. Due mesi dopo Roosevelt morì e Hitler credette che la vittoria fosse ancora possibile. Ordinò un’offensiva nelle Ardenne ma la superiorità anglo-americana risultò schiacciante ed essi poterono continuare la loro avanzata.
Il 30 aprile 1945 Hitler si uccise nel bunker sotterraneo della Cancelleria.
Il 7 e 8 maggio 1945 la Germania firmò la resa incondizionata così come imposto dagli alleati.
La situazione nel Pacifico era invece ancora aperta.
I giapponesi in poche settimane erano riusciti ad occupare la penisola indocinese, la Malesia, la Birmania, le filippine e ancora molti altri territori, ma la superiorità delle forze armate americane si impose nel corso del conflitto.
I giapponesi rifiutavano di arrendersi però.
Nell’aprile 1945 venne comunicato al nuovo presidente Truman che gli scienziati del “Progetto Manhattan” erano riusciti finalmente a realizzare la bomba atomica.
Il 6 agosto 1945 alle h8:16 del mattino venne sganciata una bomba atomica sulla città giapponese di Hiroshima.
Il 9 agosto 1945 una seconda bomba colpì Nagasaki.
Il 14 agosto 1945 il Giappone firmò la resa e così la seconda guerra mondiale finì.

Conclusioni:
In quasi 6 anni di guerra morirono circa 60 mln di persone.
Dovunque i danni materiali furono enormi: città intere furono rase al suolo dalle bombe.
La guerra lasciò un’altra terribile eredità. Stati Uniti e Unione Sovietica si erano ritrovati alleati per la necessità di combattere il regime di Hitler. Al termine del conflitto divenne evidente che la diversità ideologica dei due paesi era tale da non poter consentire una collaborazione duratura.
L’europa, uscita stremata da due guerre distruttive, aveva ormai completamente perso il suo primato politico ed economico.

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