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La crisi del 1929
È una crisi che nacque dagli Stati Uniti. Finita la guerra nel 1921-22 c’era stata una crisi dovuta alla riconversione delle fabbriche ma già dal 1923 se ne esce e comincia una crescita, soprattutto negli USA. Sono “anni ruggenti” anni in cui la gente vuole divertirsi, l’industria produce a pieno regime e il popolo compra; la crescita produttiva è dell’84%.
Le industrie di successo sono quella automobilistica (c’era un’auto ogni 2 persone), si diffonde la radio e la TV, si diffonde il telefono e l’elettricità arriva ovunque.
Però negli stessi anni si diffonde la xenofobia, la paura dello straniero. In quell’anno si diffonde la magia venuta dall’Italia e gli USA vivevano degli anni di proibizionismo e c’era molto contrabbando.
C’è un processo contro due italiani, Sacco e Vanzetti, accusati di una rapina sanguinosa. Erano anarchici e italiani e sono stati condannati. Si fanno delle leggi che riducono la quota di immigrati italiani, solo 3300 all’anno, prima ne arrivavano a decine di migliaia.

Al governo c’erano i repubblicani che al contrario dei democratici sono isolazionisti, vogliono occuparsi sollo degli Stati Uniti e non partecipano alla società delle nazioni.
Negli USA il partito al potere è quello repubblicano. Attua una politica di isolamento e riduce al minimo le tasse, riducendo così al minimo anche la spesa pubblica. Inoltre, è liberista. In una situazione del genere, le azioni raddoppiano il loro valore e in questo caso si parla di boom della borsa. Tutti si avvicinano al mondo della borsa e più gente compra azioni, più il prezzo aumenta. Molti cercano di prendere in prestito denaro per comprare le azioni perché tanto sanno che in poco tempo le azioni varranno il doppio. In realtà però il valore deelle azioni non corrisponde all’economia reale. Coloro che speculano le vendono e così salgono e non si trovano più compratori.
Giovedì nero: 24 ottobre 1929: quello che vale 100 dopo due- tre anni vale 15. È una crisi tremenda. Le banche chiedono di restituire i prestiti ma la gente invece vende a prezzo inferiore e così non riescono a ottenere la somma necessaria. Numerosi sono i suicidi. Le banche falliscono perché non hanno più soldi. Ci sono milioni di disoccupati (14 milioni). Le famiglie hanno sempre meno soldi e comprano meno e di conseguenza c’è una crisi anche per le industrie. C’è una crisi totale sia finanziaria, che dell’agricoltura che dell’industria.
I Repubblicani non intervengono. Fino al 1932 non vi è alcun intervento statale. La crisi si propaga nel mondo. Azzerano gli investimenti in Germania e i paesi più danneggiati da questo saranno appunto la Germania, ma anche Francia e UK (l’Italia rimane fuori perché in quel periodo sta accentuando il protezionismo e l’autarchia). Ci sono ripercussioni anche in Cina e in Giappone perché l’economia si stava già globalizzando.
Alle elezioni del 1932 viene eletto Roosevelt (democratico). Sarà l’unico presidente ad essere rieletto per 4 volte. Diventa presidente nel gennaio 1933. Attua una politica chiamata del new deal (termine preso dal poker).
New Deal: si basa sulle idee economiche di Keynes. Se lo Stato fa un investimento in determinati settori vi è un effetto moltiplicatore: es. la grande diga del Tennessee. Lo Stato paga dei progettisti e ingegneri e operai per costruirla dando così lavoro ai disoccupati che così possono comprare a loro volta dal commerciante il quale può comprare all’ingrosso e dare soldi ai contadini che producono.
Si calcola quanto l’investimento pubblico ha rilevanza nell’economia del paese.
Oltre a questi interventi diretti c’è anche la riforma del sistema delle banche, ovvero c’è un controllo, le banche non possono prestare troppi soldi e si toglie la parità dollaro-oro; una volta si potevano emettere dollari in base alla riserva di oro che avevano.
In questo modo si svaluta la moneta e si favoriscono le esportazioni e da aiuti ai contadini, si danno soldi a loro per farli produrre meno, così poi il prodotto costa di più.
Si fa una riforma fiscale progressiva che prima non c’era, paga di più chi è più ricco non in percentuale; la percentuale aumenta per chi è più ricco.
Si crea un sistema pensionistico assistenziale e si creano i lavori socialmente utili per lavoratori disoccupati.
Non si sa se è grazie a tutto ciò, ma dopo qualche anno l’economia statunitense si risolleva e il nuovo presidente Roosvelt viene considerato colui che ha salvato tutti dalla crisi e nel 1936 viene rieletto. Si oppongono a lui le lobby capitaliste e i repubblicani, ma riesce comunque ad avere il 60%.
Però alcune leggi vengono bloccate dalla corte suprema che era formata da 9 giudici a vita e il presidente può eleggerne uno nuovo solo quanto un altro muore o si dimette. Quindi questa corte era conservatrice e Roosvelt riuscì ad eleggere un po’ alla volta dei giudici a suo favore.
I disoccupati erano diminuiti da 12,5 milioni del 1932 a 7,5 milioni nel 1937.


La repubblica di Weimar
Dopo la fine della prima guerra mondiale c’è la sconfitta dell’impero tedesco e nasce una Repubblica dopo che ci sono stati dei movimenti. Chi guida è il partito social-democratico (SPD) che da un lato ha il partito comunista e dall’altro lato ha la destra che userà per eliminare i comunisti, i cosiddetti Frei Korps, i corpi franchi. Poi l’SPD riuscirà a tenere a freno anche la destra ma non ha più la maggioranza e si allea con il partito dei cattolici, il Zentrum. In questo modo la Germania riesce a governare nel periodo difficile del dopoguerra. È una repubblica federale divisa in 17 Land rappresentati in parlamento e presieduto al Governo da un cancelliere nel Reichstag e un presidente della Repubblica, eletto dai cittadini, che elegge il cancelliere.
Dal 1919 la Germania ha perso vasti territori e conta milioni di disoccupati. Si sente umiliata perché i paesi vincitori avevano fatto pagare alla Germania le spese di guerra. Ha un debito di 132 miliardi di marchi d’oro che corrisponde in rate annuali a un quarto del suo reddito. Però furono costretti a firmare questi accordi e la Repubblica fu accusata di aver ceduto.

Nel 1923 la Francia approfitta del fatto che la Germania non avesse pagato la rata per occupare la Ruhr, la zona industriale e mineraria; così se la prende come pegno.
Il marco tedesco si svaluta sempre di più e nel 1923 si arriva a 1 dollaro a 4200 miliardi di marchi. Le paghe ora devono essere stabilite di giorno in giorno e le persone andavano a comprare ciò che serviva con carriole cariche di marchi.
Sopravvivono solo i commercianti e chi produce materie prime c cui basta aumentare il prezzo. Va bene a chi ha debiti con le banche e malissimo a chi ha crediti. Va male alle banche e chi vive di redditi fissi (rendita, affitti, pensione).
Questa crea disordine e nasce il nazionalismo che è incentrato sul colpevolizzare gli stranieri.
Nasce il partito Nazional Socialista Tedesco dei Lavoratori, fondato a Monaco nel 1920. Il primo capo non è Hitler ma si farà luce ben presto quando ad un certo punto il partito si spostò verso destra e Hitler, ex combattente, bravo oratore e nazionalista diventa segretario.
Adolf Hitler tenta il colpo di stato, il putch di Monaco, ma fallisce e viene arrestato con gli altri capi (Lüdendorf, il generale e comandante dell’esercito). Hitler resta in carcere per 6 mesi dove scrive il “Mein Kampf”.
Dopo la crisi del 1925 c’è una ripresa economica, viene inserito un nuovo marco il Renten Mark che corrisponde a 1000 miliardi di vecchi marchi ed è garantito a seconda di quanto producono le terre e le industrie. Si arrivano a degli accordi per cambiare le tasse dell’indennità id guerra.
Nel 1925 la Germania entra nelle Società delle Nazioni. Sembra tornare la tranquillità ma nel 1929, per colpa degli Stati Uniti che avevano molti crediti in Germania, rientra nella crisi.

Nel 1925 era stato eletto Von Hindemburg, un uomo di destra e questo è un primo segno di cristi. Nel 1931 c’erano 4,5 milioni di disoccupati, prima della crisi del ’29 erano 600 000.
L’industria dimezza la produzione e aumenta l’inflazione con il nuovo marco. Questo fa portare un aumento sia di comunisti sia di nazisti. Alle elezioni del 1930, infatti, c’è un’avanzata dei comunisti (KPD) e nazisti e visono i primi scontri violenti fra le due parti. I comunisti sono 4 milioni e i nazisti 6 milioni e mezzo e hanno più di 100 seggi in parlamento. I partiti di centro non hanno più la maggioranza per formare il governo. Al potere c’è Brüning, un uomo di centro ma molto debole.
Nel 1932 ci sono le nuove elezioni presidenziali e vince di nuovo Hindemburg ma Hitler ha 13 milioni di voti (40%).
Hindemburg non riesce a formare nuovi governi, ci sono tanti cancellieri ma durano tutti poco.
Così fa di nuovo le elezioni parlamentari nel 1932 e il partito nazista è il primo partito con il 37%. Hitler è il capo del partito di maggioranza relativa.
Ora vuole essere cancelliere e si unisce ai poteri forti dell’esercito, industriali e latifondiari. Hindemburg il 30 gennaio 1933 affida a Adolf Hitler l’incarico. In quegli anni Hitler si riterrà un discepolo di Benito Mussolini.

Il nazismo
Il nazismo è nato nel 1920 dopo la grande delusione della sconfitta della Germania che non accetta il trattato di pace. Si ritiene che la Germania non abbia perso sul fronte ma che sia stata pugnalata alle spalle, che sia stata tradita con manovre finanziarie dalla Finanza Nazionale che era per lo più formata da ebrei. Gli ebrei diventano i capri espiatori della sconfitta; in Germania erano più di mezzo milione. Non vengono considerati veri tedeschi e il nazismo si concentra sulla purezza della vera razza, quella ariana, quella Europea, più specificatamente quella tedesca. Fanno propria la teoria di Nietsche di super uomo applicandola al proprio popolo tedesco. Dicono che sono gli ariani che hanno creato la civiltà. Bisognava purificare la razza da tutti gli estranei: ebrei, zingari, handicappati, omosessuali..
Nel Mein Kampf Hitler si scaglia contro gli ebrei e i marxisti che volevano la lotta di classe unita tra operai e industriali.
Inserisce il concetto di spazio vitale Lebens Raum: il territorio necessario ad un popolo per vivere. I tedeschi sono tanti e hanno poco spazio, può espandersi verso est perché quelli sono popoli inferiori a loro, sono untermenschen. Lo strumento per procurarsi spazio vitale è l’esercito.
Secondo il trattato di Versailles l’esercito deve avere meno di 100 000 soldati e Hitler lo vuole ingrandire.
Quando era nato il nazismo vi erano squasre armate, le SA (squadre d’assalto), erano numerose ma armate alla leggera. Dopo il 1929 le SA offrono un piccolo stipendio a chi si iscrive e visto l’alto numero di disoccupati questi membri aumentarono a milioni. Vengono chiamati anche camicie brune con in fascio, la svastica, antico simbolo millenario che rappresenta il sole con i raggi, è un simbolo indoeuropeo. Il comandante delle SA è Rohm.
Nel 1933 Hitler si accorda con i liberali e il centro e così ottiene la maggioranza e imitando Mussolini diventa capo di governo e il Ministro degli Interni lo diventa un nazista.
Il mese dopo avviene l’incendio del Reichstag e il governo con Hitler da la colpa ai comunisti. Usa questo stratagemma per mettere fuori legge i comunisti a cui vengono sospesi i diritti democratici del Paese
Chiede poi a Hindenburg di sciogliere la camera dei Deputati e di fare nuove elezioni per marzo. Hitler controllando sia il Ministro degli Interni che le SA ottiene il 45%, non ancora però la maggioranza assoluta, ma si accorda al Movimento Tedesco Nazionale e così la ottiene. Ora chiede i pieni poteri e per Hitler già nel luglio 1933 non esistono più altri partiti.
Crea una polizia segreta, la gestapo, comandata dal capo delle SS (Schüffe Staffen) Himmler. Le SS sono anche le guardi personali di Hitler perché non si fida più delle SA che sono ormai milioni. Questa volta le SS hanno la camicia nera. Hitler elimina poi definitivamente le SA perché non riesce a controllarle sono diventate la sinistra del partito e sono anticapitalisti, al contrario Hitler aveva fatto un accordo con i capitalisti e l’esercito e non vuole rivali. Elimina così un migliaio di SA. Questa è chiamata la notte dei lunghi colterlli. Il potere di Hitler si ancora di più rafforzato.
Nel 1934 muore Hindenburg e Hitler assume anche il titolo di capo di stato, führer, nasce così il vero terzo reich.

Nazismo e le chiese
All’inizio non c’erano problemi con le chiese cattoliche e protestanti (ovest e sud cattolico, est e nord protestante). I cattolici hanno un capo al di fuori delle Germania e quindi sono meno controllabili. All’inizio si fece pure un concordato con la Chiesa per far si che ci fosse la libertà di culto e delle gerarchie ecclesiastiche; però questo era stato eliminato dal partito del Zentrum.
Poi però cominciarono le3 persecuzioni razziste. Il Papa cominciò a fare delle encicliche in cui condanna il nazismo e il suo aspetto razzista. Diversi preti e cattolici praticanti finirono anche nei campi di concentramento dal 1937 in poi. Con i protestanti, invece, la cosa fu più facile perché i capi protestanti erano in Germania e riuscirono a metterli a tacere. Anche qui alcuni pastori furono condannati.
La religione nazista è una religione sua, ritornando ai vecchi dei della Germania (Odino, Thor..).
Il nazismo era antisemita e il problema nasceva dal fatto che in Germania gli ebrei erano oltre mezzo milioni, molti dei quali immigrati dall’est e molti di loro erano banchieri (e una volta anche usurai). All’inizio però l’antisemitismo è solo verbale, di propaganda. Nel 1935 escono le leggi di Norimberga, la città del nazismo anche se già prima erano uscite delle leggi in cui si diceva che i dipendenti pubblici dovevano essere ariani. Poi con queste leggi la situazione si complica: gli ebrei non potevano avere dipendenti ariani; erano untermenschen non erano cittadini tedeschi; non possono sposare ariani. Gli ebrei diventano apolidi e alcuni che aveva capito la situazione scappano (Albert Einstein), molti non hanno le possibilità economiche per farlo.
Nel 1938 a Parigi succede che un ebreo uccide un diplomatico tedesco e il nazismo ne approfitta con la caccia agli ebrei: Kristal Nacht in cui le SS, la Gestapo e altri iscritti al partito devastano negozi ebrei, case, sinagoghe, arrestano e uccidono.
Poi nel 1939 scoppia la guerra e la Germania attua lo sterminio, non ci sono documenti scritto a riguardo, ma molti testimoni e nel 1941-42 ci furono riunioni di alto livello per parlare dello sterminio: soluzione finale della questione ebraica. Vengono presi in causa però anche omosessuali, handicappati, vagabondi, mongoloidi, malati di mente, zingari, oppositori politici e prostitute. Si parla di programma razziale eugenetico, della buona nascita, buona razza.
Si parla di 400 000 persone tedesche prima chiuse nei campi e 80 000 poi sterminate. Quando si vengono a toccare i malati e gli handicappati però la Chiesa Cattolica comincia a protestare.
La propaganda è terribile ed è guidata da Goebbels (uno zoppo), chiamato il genio malefico della propaganda. Al popolo andava bene perché la propaganda esaltava la loro razza e con il controllo dei giornali e del cinema Goebbels indottrinava i tedeschi.


La società tedesca
In agricoltura fece loro il concetto di autarchia. Una proprietà agricola deve restare unita alla famiglia, non può essere divisa agli eredi. Le famiglie sono legate alle loro terre (in Trentino c’è ancora il maso chiuso); questo lo si faceva se la proprietà era più piccola di 125 ettari.
Nell’industria era più facile fare da sé e lo Stato cominciò a finanziare le fabbriche e con le leggi elimina i disoccupati : mette la leva obbligatoria, cominciano a fare lavori sulle strade, ponti, autostrade e caserme. Nel 1938 non ci sono più disoccupati e quelli che c’erano erano considerati degli asociali. Nasce la Volkswagen durante il nazismo, e con il maggiolino e ne viene prodotto un numero enorme a prezzi contenuti così che ogni famiglia ce ne avesse una e il popolo tedesco così era felice.
Il regime creò il sistema delle pensioni, si interessò dei lavoratori perché non c’erano più i sindacati. Però il lavoro non si poteva scegliere e tutti i giovani dai 18 ai 25 anni facevano il servizio di lavoro obbligatorio. Lo Stato controllava tutto.
Le scuole: dopo i 6 anni un bambino entrava nella gioventù hitleriana, si partecipava ai campeggi, si poteva fare sport e le materie su cui si puntava erano: storia (dal punto di vista del nazismo) 10 ore e educazione fisica 20 ore, per indottrinare il corpo e lo spirito. Sia i ragazzi che le ragazze avevano l’uniforme. Tutto questo lo facevano per rafforzarsi e ai giovani tedeschi piaceva stare in compagnia.
Nel 1936 ci sono le Olimpiadi a Berlino la Germania ottiene un medagliere vastissimo. In quello occasione il nazismo lasciò a qualche ebreo di partecipare perché doveva dimostrare al comitato olimpico che in Germania c’era libertà. Però ci fu uno smacco con un nero americano, Jesse Owens, che vinse molte medaglie e al momento in cui Hitler avrebbe dovuto dargli la medaglia d’oro lui se ne andò e rifiutò.

Il contagio reazionario
Il fascismo e il nazismo erano un successo. Altri paesi cominciavano ad imitarli.
In Ungheria si formano le croci frecciate, un’organizzazione nazista. In Romania invece c’è il partito (??)
In Austria va al potere il cancelliere Dolfus, che è per le corporazioni e il suo modello è Mussolini e per la prima volta l’Austria guarda all’Italia. Ma nel 1934 c’è un colpo di stato nazista in Austria contro Dolfus perché la Germania vuole impossessarsi dell’Austria ma riescono a rimanere ancora indipendenti.
L’influenza fascista è anche in Polonia, Paesi Baltici, Finlandia, Portogallo e Spagna.

Il Giappone
Il Giappone era uscito dal suo medioevo nel 1850 quando la flotta americana aveva imposto loro ad aprirsi. Poi copiando l’occidente riuscì a diventare una potenza regionale (in Asia); era l’unica ad essere aperta al mercato mondiale. Aveva occupato la Manciuria in Cina e la Corea e aveva vinto la guerra contro la Russia, e conquistò anche delle isole del Pacifico.
Il Giappone nella prima guerra mondiale si era alleato con l’intesa e ha approfittato per conquistare dei territori cinesi che erano delle Germania.
Il Giappone era l’unico impero e aveva molte industrie e faceva già concorrenza nelle regioni francesi e inglese dell’Asia. Però è un paese povero perché non ha materie prime e per averle deve per forza espandere il suo mercato.
Ai vecchi daymio erano state date delle industrie che quindi continuavano ad avere una struttura un po’ feudale perché venivano così controllate solo da ricche famiglie e neoricchi.
L’imperatore era ancora molto importante, era un figlie degli dei e il Giappone era irreggimentato, aveva un struttura gerarchica molto rigida. C’era la democrazia apparente. Nel 1929 c’è la crisi e il Giappone cerca di espandere le esportazioni e deve espandere i suoi territori, soprattutto in Cina. Nel 1937 occupa Pechino e Shanghai con una politica di potenza, con un forte esercito contro una Cina divisa.
L’imperatore era Hiro Hito (resterà fino al 1980) e aveva un esercito fortissimo e un’economia in espansione.

La Cina
La Cina era rimasto un impero fino al 1911, un impero debole in cui i governatori e generali facevano ciò che volevano.
nel 1911 c’è una rivoluzione: viene eliminato l’imperatore e nasce la repubblica Cinese con Su Ya Zeng con il suo partito Wo Min Tang e avevano 3 principi: 1 – indipendenza, nazionalismo 2- democrazia 3- socialismo.
Con questi principi nasce la Repubblica ma nelle varie zone i governatori e generali controllavano i territori e non rispettavano del tutto questi principi e venivano chiamati uomini della guerra. Il governo controlla solo Pechino e una piccola parte intorno. La Cina quindi è divisa e nella Repubblica Cinese si è formato nel 1921 il partito di Mao Zedong. Il suo partito si rafforza soprattutto nel sud a Canton e forma un suo governo comunista.
Fra governo comunista di Mao al sud e governo democratico di Ghang Kai Shek (erede di Su Ya Zeng) al nord scoppiano le guerre civili guidate dai signori della guerra.
Ad un certo punto la campagna militare della Repubblica Democratica ha dei successi e sta per occupare i territori comunisti, a questo punto Mao è in crisi e deve scappare e fa la lunga marcia di 12 000 km verso il nord e così riesce a salvare il suo governo. Parte però con 100 000 uomini e arriva con 7000.
C sono ancora 2 governi e la capitale del governo comunista diventa un paese di montagna.
I giapponesi però ne approfittano e conquistano Shanghai e Pechino. Così i due governi fanno una tregua e si uniscono contro il nemico Giappone. La guerra Cino-Giapponese è anch’essa parte della seconda guerra mondiale.
Finita la guerra nel 1945 riprende la guerra civile e nel 1950 vince Mao e nasce così la Repubblica Popolare Cinese. Chang scappa a Formosa nel 1969 dove fonda la Repubblica Nazionalista Cinese.

Germania
Con la leva obbligatoria si arriva ad 1 milione di soldati, ricostruisce la flotta e attua una politica contro la pace di Versailles: 1- La Regione della Saahr era controllata dalla Francia come pegno e nel 1935 la regione fa un pleibiscito e si riunisce alla Germania. 2- Nle 1934 tenta l’Anschluss, ovvero l’unione con l’Austria che però viene bloccata da Mussolini. 3- Nel 1935 l’Italia fa la guerra d’Etiopia e Mussolini si allea con Hitler e si viene a creare l’asse Roma-Berlino. 4- In Europa si sente la paura di questo fascismo e nazismo. I comunisti europei che erano rimasti isolati cercano di fare un’unione antifascista, soprattutto in Francia e Spagna: fronti popolari che andranno poi al potere nel 1936 in entrambi i paesi. In Francia non creò problemi, in Spagna scoppiò invece la guerra civile.

Spagna
Nell’inizio del XX sec la Spagna era un paese molto arretrato in cui dominavano ancora i latifondisti e le poche industrie erano concentrate nella Catalogna, Paesi Baschi e Galizia. Il resto del paese è agricolo. In queste zone industrializzate c’erano degli spiriti indipendentisti. Fra i poteri forti c’erano la Chiesa Cattolica e i generali, i re spagnoli erano stati cattolici.
Nel 1923 il re Alfonso XIII di Borbone scioglie il Parlamento e affida il potere ad un dittatore militare Miguel I de Rivera. Miguel I si ispira a Mussolini. Nel 1930 abbandona il potere e nel 1931 ci sono nuove elezioni amministrative (province e comuni) e c’è la grande vittoria della sinistra repubblicana e il re scappa a Roma. Alfonso III aveva però un figlio, Juan Carlos di Borbone che vivrà la sua adolescenza a Roma nel periodo fascista.
Sempre nel 1931 ci sono le elezioni politiche che vengono vinte da socialisti e repubblicani e cominciano le riforme contro i poteri forti e ciò crea un certo malumore in alcune fasce della popolazione.
Nel 1933 vince invece la destra, questo perché una parte della sinistra non va a votare, gli anarchici, che non vogliono nessuno al potere. Ritornano le vecchie riforme e ci sono insurrezioni in Spagna ma questo governo rimane fino al 1936. Con le nuove elezioni la sinistra si presenta unita nel fronte popolare. La sinistra vince. Si scatenano dei movimenti popolari e sembra l’inizio della rivoluzione comunista.
La destra fa un colpo distato attraverso i militari in Marocco dove c’era l’esercito guidato da Francisco Franco che dietro a sé oltre all’esercito ha latifondisti, borghesia e Chiesa Cattolica.
Nel 1936 comincia la guerra civile tra il governo di sinistra e la rivolta militare di Francisco Franco. La guerra sarà durissima, la Spagna si spacca in due. La Spagna legale chiede aiuto alla Francia che aveva un governo di fronte popolare, ma non manda aiuti, solo viveri e medicinali. L’Inghilterra non aiuta del tutto perché ha un governo conservatore. L’aiuto viene invece solo dalla Russia che aiuterà il partito comunista. Nascono le Brigate Nazionali, dei volontari combattenti degli altri paesi che vanno a combattere in segno di fronte contro il fascismo, non solo contro Francisco Franco che a sua volta è aiutato dall’Italia e dalla Germania. La Germania manda aiuti aerei, la legione Condor, e così sperimenta la guerra aerea facendo grandi bombardamenti tra cui quello di Guernica. L’Italia invece manda 80 000 soldati semi-volontari. Ci saranno italiani che combatteranno contro 5-6 italiani antifascisti delle brigate internazionali. Con gli aiuti militari dell’URSS i comunisti cercheranno anche di eliminare gli anarchici. Si cercano anche di eliminare Chiese, preti, suore e dall’altra parte la Chiesa reputa Franco un santo.
Nel marzo 1939 Francisco Franco entra a Madrid e mette fine al governo repubblicano. Inizia la dittatura che durerà fino al 1975. In questa guerra ci sono stati mezzo milione di morti.
La sua è una dittatura non del tutto fascista perché per esempio non fu mai antisemita e non partecipò alla seconda guerra mondiale. Mandò solo una piccola legione volontaria contro la Russia. Franco non aveva un partito, aveva i falangisti, ma li scioglie subito. È una politica clerico-fascista.
La Spagna resta una monarchia ma il capo è comunque Franco ma prima di morire chiede a Juan Carlos di tornare in Spagna e dopo la sua morte re instaura la democrazia.

La vigilia della seconda guerra mondiale
Nel 1938 in Austria i nazisti vanno al potere e riescono a formare l’Anschluss. Hitler però ha altre rivendicazioni, come per esempio la Cecoslovacchia, dove una parte era tedesca, quella dei sudeti. La Cecoslovacchia si oppone perché la zona dei sudeti era una zona montuosa e senza di quella non avrebbero avuto difesa naturale. Così si allea con la Francia e l’Inghilterra e si rischia la seconda guerra mondiale.
Mussolini chiede una conferenza internazionale a Monaco per discutere il problema dei sudeti. Francia e Inghilterra sono restie alla guerra. In quest’occasione Mussolini finge di essere un paciere ma in realtà era alleato con Hitler.
Inghilterra e Francia così, in cambio della pace cede i sudeti; la Cecoslovacchia non può fare niente e l’esercito tedesco entra e viene ben accolto dai sudeti che erano tedeschi.
Hitler però aveva promesso di non volere altri e quando i capi inglesi e francesi tornano in patri sono acclamati per aver mantenuto la pace.
Nel marzo 1939 la Germania invade Praga (Boemia e Moravia) e la Slovacchia si dichiara indipendente sotto un governo filo cattolico con il Monsignor Tirso.
Hitler ora guarda alla Polonia, dove c’è il corridoio di Danzica che separa la Prussia orientale che è abitata dai tedeschi. Hitler vuole Danzica ma la Polonia non accetta anche perché Inghilterra e Francia si sono impegnati a difenderla.
L’Italia però non resta a guardare la Germania espandersi e nel 1939 prende l’Albania, il re d’Albania fugge. Mussolini vorrebbe anche Nizza, la Corsica e Tunisi.
Hitler però aggredisce lo stesso la Polonia perché si sente sicura. Infatti nell’agosto 1939 aveva fatto il patto con l’URSS, il patto Molotov Ribbentrop. Hitler con questo patto promette a Stalin di non aggredirlo e che poi si sarebbero spartiti l’Europa. La parte conosciuta del patto è il fatto che la Germania non aggredirà l’URSS, la parte clandestina è quella che poi i due paesi si spartiranno la Polonia. Precisamente Stalin potrà prendersi le Repubbliche Baltiche, la Bessaravia in Romania e una parte della Finlandia. In cambio Hitler ha il via libera per assalire la Polonia.
Prima del patto, Francia e Inghilterra avevano mandato degli ambasciatori da Stalin per allearsi contro Hitler ma non sono riusciti ad accordarsi. Hitler era arrivato prima e spera così di prendersi la Polonia senza che Francia e Inghilterra intervengano. Ma non sarà così.
In precedenza nel 1939, quando la Germania già guardava Danzica e alla Polonia, Hitler rafforzerà un patto che già c’era con l’Italia, il famoso patto d’acciaio, che sanciva l’impegno a fornirsi aiuto in caso di guerra.

La seconda guerra mondiale
L’inizio della seconda guerra mondiale si può definire anche guerra lampo. Il fine di questo tipo di guerra da parte della Germania, era quelli di sfondare alcuni fronti grazie all’aiuto dei carri armati (nuova arma), paracadutisti e bombardamenti aerei.
Il 1 settembre 1939 la Germania attacca la Polonia che però si sente protetta da Francia e Inghilterra, dall’altro lato la Germania si sentiva al sicuro con la Russia. Pochi giorni prima dei soldati tedeschi travestiti da polacchi assalgono un posto di confine tedesco in modo che la Germania abbia così la scusa per cominciare la guerra.
L’esercito tedesco è una macchina da guerra preparata contro la Polonia che aveva ancora la cavalleria. Il 23 settembre la Polonia è sconfitta ma si sperava ancora che la guerra fosse solo locale. Francia e Inghilterra però non potevano stare a vedere e il 3 settembre dichiarano guerra alla Germania. La Polonia viene attaccata da est dall’URSS, prendendo così i 3 paesi baltici.
Avvenne anche un episodio, da poco scoperto: i russi in Polonia, a Katyin presero dai 12 000 ai 20 000 ufficiali polacchi e li eliminarono. Quando i tedeschi arrivarono a Katyn e videro i morti vennero colpevolizzai dai russi del massacro; solo da poco i russi hanno ammesso le loro colpe sul massacro.
Il 18 settembre la Polonia si arrende ma la Germania ha un altro fronte, quello sul Reno contro Francia e Inghilterra. Questa guerra viene chiamata “guerra strana”: combatterono su due linee, una è la linea maginot francese fatta da trincee diventate bunker di cemento; i tedeschi hanno la linea sigfrido. Queste due linee vanno dalla Svizzera al Belgio ma la guerra è bloccata perché nessuno attacca e i tedeschi sperano che finisca così.
L’URSS attacca anche la Finlandia il cui confine era molto vicino a Leningrado (San Pietroburgo) tra l’inverno e la primavera del ’39-’40. I finlandesi riescono a resistere per un po’ poi la Russia di Stalin occupa i territori della Carelia. Questo spiega perché tra gli alleati di Hitler c’è anche la Finlandia quando verrà attaccata dall’URSS.
Guerra lampo: nella primavera del 1940 i tedeschi vogliono porre fine alla guerra con Inghilterra e Francia. Invade la Danimarca per evitare di essere chiusa nel mare del nord e occupa anche la Norvegia. Poi invade Olanda, Belgio e Lussemburgo per prendere alle spalle la linea maginot. I francesi però eerano preparati a questa mossa, non erano però preparati alla blitzkrieg, la guerra lampo.
In poco tempo avanzano verso Parigi e chiudono gli inglesi sulla costa nella zona Dunkerque. Sembra che la guerra sia finita perché il 14 giugno 1940 riescono a prendere Parigi.

L’Italia
L’Italia non era pronta a una guerra perché aveva finito le risorse nella guerra di Spagna ed Etiopia. Però non poteva dichiararsi neutrale perché era un paese fascista che aveva basato tutto sulla guerra. Così Mussolini dichiara la non-belligeranza, on sono neutrali però non entrano in guerra.
Mussolini aveva detto a Hitler che sarebbero entrati in guerra se la Germania li avesse forniti di armi, acciaio e carri armati. Così ora ha la scusa per non entrare in guerra.
Quando ormai la Francia si sta arrendendo l’Italia si decide e dichiara guerra alla Francia il 10 giugno. Mussolini dichiara: “bisogna arrivare alla pace con qualche migliaio di morti italiani”. L’Italia così ha mostrato il suo volto opportunista, dall’altra parte la Francia si arrende con l’ufficiale Petain; ma un gruppo di francesi con il generale De Gaulle scappa in Inghilterra e forma un governo di liberazione francese che non si arrende. Però il governo legittimo è quello di Petain.
Le sanzioni per la Francia sono due: il nord, con Parigi è sotto l’occupazione tedesca. Il centro e il sud sono sotto il controllo di Petain con capitale Vichy, e questo territorio era lo Stato francese collaborazionista.
L’Italia ha combattuto dal 10 al 22 giugno e ottiene comunque qualcosa, anche se non tutto ciò che voleva: ottiene Nizza ma non ha la Corsica per il momento e ottiene qualche aggiustamento lungo la frontiera.
L’Italia però attaccando la Francia è in guerra anche con l’Inghilterra e lo fa attaccando le colonie: la Somalia francese e inglese e l’Egitto inglese. Gli inglesi però distruggono la flotta italiana a Taranto.
Mussolini vede Hitler occupare tutto, l’allievo aveva superato l maestro. Le guerre di colonie vanno male e dopo pochi giorni sono gli inglesi che invadono la Libia italiana. Nell’ottobre 1940 l’Italia vuole fare una guerra parallela e attacca la Grecia, dopo qualche settimana però i greci occupano metà Albania. L’Italia sta fallendo perché non era preparata e sta occupando terre di cui non ha nessun interesse e per questo i greci si difendono. L’Italia si è dimostrata debole e impreparata, non è una potenza. L’Italia avrebbe anche dovuto occupare Malta che era inglese ed è un disturbo perché è in mezzo al mare; diventerà poi infatti un grosso problema. Questa impreparazione dell’Italia farà in un certo senso perdere la guerra a Hitler.

L’esercito tedesco invece è vittorioso in tutti i fronti. Hitler permette agli inglesi di salvarsi passando la manica da Dunkerque. Pensava si potesse arrivare alla pace con l’Inghilterra perché comunque non era interessato al territorio.
L’Inghilterra però era guidata da Winston Churchill che non vuole la pace con la Germania. Hitler allora aspetta qualche mese e poi attaccherà con la Luftwaffe, la flotta aerea, quella inglese era la Royal Air Force. Gli inglesi però hanno un dispositivo che i tedeschi non hanno ancora, il radar. All’inzio sembrano prevalere i tedeschi però, essendo che combattono su cieli inglesi, quando un pilota tedesco cade viene catturato, quando cade un pilota inglese può essere curato e può essergli riparato l’aereo. La flotta tedesca non riesce a piegare l’Inghilterra.
Allora si coniò il termine “coventrizzare”, per intendere radere al suolo una città perché i tedeschi lo fecero con la città di Coventry. Nel settembre 1940 Hitler però rinunciò ad occupare l’Inghilterra.

Nel frattempo Hitler rafforza il patto con l’Italia e il Giappone, fa un patto tripartito. Hitler non può permettere che l’Italia venga sconfitta.
Hitler aveva già intenzione di invadere l’URSS ma l’Italia è in crisi e fa posporre l’invasione (questo sarà causa della sconfitta). Hitler nella primavera del 1941 non può invadere la Russia perché deve aiutare l’Italia. Manda delle truppe in Africa (Afrika Korrps di Rommel) e attacca la Jugoslavia per riconquistare l’Albania. La manovra sembra riuscire: la Jugoslavia crolla e la Grecia si arrende ai tedeschi. Poi c’è la conquista dell’isola di Creta.
In Africa rovesciano la sconfitta italiana in vittoria tedesca sconfiggendo gli inglesi e marciano verso l’Egitto arrivando fino a El Alamein, in zona desertica. Tedeschi e italiani pensavano ormai di aver vinto, avevano già stampato francobolli con le loro conquiste.
Finalmente Hitler pensa di attaccare l’URSS, il piano barbarossa. Gli attacca per 3 motivi: 1- i Russi e gli slavi sono untermenschen. 2- la Russia è ricca di risorse primarie. 3- è comunista.
Il 22 giugno, ormai estate, inizia la blitzkrieg in Russia. Ci sono 10 000 carri armati, 3000 aerei e 3 milioni di soldati. L’attacco era previsto ma l’esercito russo non era preparato in quel momento. Hitler punta a Mosca e Leningrado ma non le avrà mai perché l’autunno arriva preso, e in autunno in Russia già si gela, tutte le armi si inceppavano.
Hitler attacca insieme a truppe finlandesi, rumene, ungheresi e bulgare. Arrivano a circondare San Pietroburgo ma non riescono ad entrare. Anche Mussolini manda soldati, 200 000, Armir, a combattere in Russia e sono soprattutto alpini; solo 100 000 tornano dalla guerra.

Pearl Harbour
Gli USA erano rimasti neutrali anche se le simpatie erano per l’Inghilterra. Presidente era Roosevelt, favorevole a un’intesa con l’Inghilterra. Aveva fatto una legge con cui concedeva aiuti all’Inghilterra pur non entrando in guerra. Nell’agosto 1941 Roosevelt e Churchill fatto la carta atlantica che si basa sull’autodeterminazione, collaborazione fra popoli e democrazia. È una carta anti-nazista perché i due stati hanno ideologie simili.
C’è un movimento contro la guerra, di una parte che vuole rimanere neutrale e il loro slogan è : l’America per prima, ovvero lasciamo che l’Europa faccia le sue cose.
Il Giappone controllava la Manciuria, la Corea, le coste delle Cina e alcune isole del Pacifico. Ha un problema però con le materie prime e vuole anch’esso il suo lebensraum sulle coste del pacifico; per esempio vuole la gomma dell’Indonesia, o il carbone delle Cina. Fino ad allora importava queste materie dagli USA fino a che gli USA non impongono un blocco delle esportazioni perché temeva che il Giappone avrebbe iniziato la guerra contro di loro dopo che aveva occupato anche l’Indocina francese.
Questo è uno strangolamento per il Giappone e il 7 dicembre 1941 la flotta giapponese si era avvicinata alle isole Hawaii e a Pearl Harbour affondando la flotta USA nel pacifico. Fu un grande successo militare però gli USA accusano il Giappone di aver attaccato senza la dichiarazione. Il Giappone invece disse che ci furono problemi con la trasmissione della notizia. Il Giappone ora è padrone del pacifico attaccando le Filippine degli USA, l’Indonesia dell’Olanda, Singapore, la Malesia e buona parte della Nuova Guinea e avanza in Cina. I giapponesi però non sempre erano visti male perché era un ritorno dell’Asia agli asiatici. Anche molti indiani passarono dalla parte dei giapponesi.
Il 7 dicembre 1941 il Giappone entra in guerra. L’URSS però non entrò in guerra con il Giappone anche se erano confinanti.


Il dominio nazista in Europa
Dopo le vittorie di Hitler l’Europa era sotto di lui e Mussolini era l’alleato minore.Restano fuori la Svezia, l’Inghilterra e la Spagna. Anche la Svizzera ma poteva servire a Hitler per lo scambio di valute.
La Germania si era estesa enormemente e il suo territorio controllato arrivava fino al Caucaso perché i suoi popoli interni, cosacchi o tartari erano con Hitler.
Lo sterminio degli ebrei
Gli ebrei furono deportati da tutti i paesi e anche dalla Francia. In Italia non si deportarono fino al 1942-42 e molti prima scappavano appunto in Italia.
Però nel frattempo la Germania stava attuando lo sterminio, non si trovano però i registri. Erano organizzati in modo molto razionale e quindi dovevano per forza registrarsi tutto. Una buona parte di ebrei viene usata per lavoro ma era stata calcolata la quantità di cibo minima per far sì che in 9 mesi morissero. La cosiddetta soluzione finale. Si parla di genocidio di 6 milioni di ebrei, polacchi, russi, zingari, oppositori, omosessuali, asociali, malati mentali e altri..
L’unica rivolta ebraica che ci fu fu quella nel ghetto di Varsavia in cui scoppiò qualche bomba di benzina e qualche pistola. Furono però presi dai tedeschi.
In quel periodo nasce la resistenza contro l’invasione della Germania. C’è in Francia, coordinata dal governo di de Gaulle che mandava qualche aiuto ai partigiani francesi.
In Jugoslavia c’è una resistenza guidata dal comunista Tito. Anche alcuni capi dell’esercito tedesco nel 1944 provano a fare un attentato a Hitler con il colonnello Von Staufenberg. La repressione tedesca fu feroce e li giustiziò con ganci da macellaio.
Il segretario del partito nazista volò in Inghilterra per trovare un accordo con loro ma fu preso e incarcerato. Fu processato a Norimberga e fu l’ultimo capo nazista rimasto, morì a 90 anni mentre scontava l’ergastolo, si chiamava Rudolf Fes.
Collaborazionismo: nei paesi c’erano gruppi di persone che collaborarono con i tedeschi. Il caso più conosciuto è quello con il governo Quinsling di estrema destra. È famoso perché tutti i paesi che collaborano con l’occupante vengono chiamati Quinsling.

Il Giappone fra il 1942 e inizio 1843 creò una grande sfera asiatica. Però gli USA nel 1943 cominciarono ad agire e ad attaccare le isole usando “il salto della rana” ovvero conquistavano un’isola e poi saltandone alucne andavano su un'altra e così cominciarono a riprendersi i territori e i Giapponesi furono bloccati nella battaglia delle isole Midway e Guadalcanal.
La sconfitta per i tedeschi invece avviene a El Alahmein e a Stalingrado. A El Alahmein nel’autunno 1942 ci sono scontri e tedeschi e italiani si ritirano. A Stalingrado sul Volga vengono chiusi in una morsa e nel febbraio 1943 si arrendono ai Russi. Da qui inizia l’avanzata russa perso Berlino e l’avanzata inglese verso l’Italia.
Arrivati in Tunisia sbarcano a Pantelleria e poi in Sicilia nella primavera del 1943. Per la prima volta ci sono gli alleati nell’asse e Mussolini dice: “ li fermeremo sui bagnasciuga”. In 2 settimana italiani e tedeschi abbandonano la Sicilia e il regime entra in crisi. Nel marzo 1943 ci sono gli scioperi nel nord, a Torino e a Milano, stanchi della guerra. È un inverno duro in Italia, manca il cibo.
A giugno USA e UK occupano definitivamente la Sicilia. I tedeschi scendono dal Brennero e “occupano” l’Italia. Lo sbarco in Sicilia era stato aiutato da un potere forte della Sicilia, la mafia. Aiutati da Lucky Luciano.
Sbarcano nell’Italia meridionale e nella notte tra il 24-25 luglio c’è la riunione del Gran Consiglio del Fascismo. Viene presentato da Grandi un ordine del giorno di sfiducia a Mussolini e questo viene accolto. Così presenta le dimissioni al re che aveva già preparato i carabinieri per arrestarlo. Il capo dei carabinieri Cerica lo arresta. Il Grand Consiglio non era un organo costituzionale e Mussolini viene portato sul Gran Sasso come prigioniero. Badoglio si prende l’incarico di dirigere il nuovo governo tecnico non fascista.
L’Italia è nel disordine e si distruggono i simboli del fascismo. I partiti anti fascisti tornano alla luce, rinasce il partito dei cattolici (democristiani). L’Italia è ancora in guerra, Badoglio dichiara di continuarla, ma ci sono già trattative di resa in segreto. L’Italia chiede un trattamento di favore ma gli alleati chiedono la resa incondizionata.
L’8 settembre 1943 l’Italia cambia fronte, diventa alleata degli americani e degli inglesi e i tedeschi diventano nemici degli italiani; l’esercito italiano è allo sbando e c’è molta confusione. Ci sono truppe disperse in tutta Europa, in mezzo alle truppe tedesche. Il re fugge da Roma e si rifugia nel sud a Brindisi. I tedeschi disarmano e mandano i soldati italiani nei campi di concentramento. Ci sono massacri di truppe italiane come quello di Cefalonia in cui morirono 10 mila italiani.
I tedeschi liberano Mussolini dall’albergo dov’era prigioniero con un paracadute. Viene portato in Germania e Hitler gli da la fiducia. Lo mette a capo di uno stato Quisling, detta Repubblica Sociale Italiana, ovvero la Repubblica di Salò, sul lago di Garda. Al sud invece ci sono gli alleati con il governo di Badoglio.
Si apre un altro fronte nel nord della Francia e li 6 giugno 1944 c’è lo sbarco in Normandia. È uno sbarco sanguinoso con lanci di paracadutisti e flotte aeree. Gli alleati giungono alla linea politica di Rimini – La Speziaq e qui l’avanzata resta ferma 1 anno. Intano c’è la marcia verso Berlino dei Russi da est e degli inglesi, americani e un po’ di francesi da overst.
Il comandante dello sbarco è Eisenhower e ci vuole quasi un anno per arrivare a Berlino. I primi ad arrivare sono i Russi. A difendere Berlino ci furono anche dei bambini.
Il 1° maggio 1945 finisce la guerra in Europa perché la Germania si arrende. Hitler si suicida e gli succede l’ammiraglio Dönitz. Anche Goebbels si suicida. La Germania perde 6 milioni di uomini. Tra ebrei e soldati italiani e partigiani muoiono 400 000 persone. In Russia ci sono 20 milioni di morti.
Stalin vuole vendicarsi e dichiara che si possono violentare le donne tedesche dai 12 ai 60 anni.
Roma invece viene dichiarata città aperta per il Papa, quindi non viene bombardata. (Montecassino ???)
Il Giappone non si arrendeva. C’è il fenomeno dei kamikaze, ovvero piloti giapponesi che si suicidano facendosi esplodere vicino ai nemici.
Nel 1944 gli USA scoprono la bomba atomica e pensano di usarla. Il Giappone era fortemente in crisi ma non si arrende. Per salvare i soldati americani gli USA pensano di usare questa bomba. Roosevelt muore al quarto mandato il 12 aprile 1945 e il suo sucessore è Truman. Gli USA hanno l’arma più potente del mondo e il 6 agosto ad Hiroshima e il 9 agosto a Nagasaki le uniche bombe che avevano vengono fatte scoppiare causando la morte di più di 300 mila persone. Gli effetti della bomba si vedono tuttora perché disgrega gli atomi creando cancri e malformazioni strane, per non parlare dell’inquinamento atmosferico, delle acqua ecc.
Per la prima volta sentono l’imperatore Hiro Hito dichiarare la resa.
Nel mondo per questa guerra sono morte 50 milioni di persone.

Il re e Badoglio fuggono al sud. Al nord e al centro ci sono i tedeschi. Decine di migliaia di soldati italiani sono statti catturati in Italia e nei paesi occupati e vengono eseguite innumerevoli fucilazioni.
Sud: Regno d’Italia di Badoglio con gli alleati
Nord: Mussolini a Salò grazie ai tedeschi
Ci sono due governi e nessuno dei due è indipendente. Nel centro-nord inizia la Resistenza: giovani (e a volte anziani) si danno alla macchia (scappano) contro l’occupazione tedesca e il governo fascista. Si chiamano partigiani.
Vi sono 3 aspetti della Resistenza:
-patriottico: liberare l’Italia dai tedeschi
-civile: i partigiani contro i fascisti
-guerra di classe: eliminare le classi dirigenti del passato(latifondisti,industriali,capitalisti ecc..) da parte dei comunisti.
Bande Partigiane: molti giovani, che non volevano arruolarsi nella Repubblica sociale (guardie repubblicane e brigate nere) diventano partigiani antifascisti.
Il 50% dei partigiani faceva parte delle Brigate Garibaldi, legate al partito comunisti, sono le più spietate e organizzate. Al loro interno hanno un commissario politico per far rispettare i principi del Partito.
Il 25% era nella brigata Giustizia e Libertà, un movimento fondato dai fratelli Rosselli (socialismo e libertà).
Poi c’erano le brigate Matteotti, le Brigate Cattoliche (Osoppo, fiamme verdi, ecc) poi ci sono liberali o ex ufficiali legati ai re (formazioni autonome).
Disunite queste brigate non erano importanti e per questo si alleavano tra loro. Nel settembre 1943 si forma il CLN il Comitato di Liberazione Nazionale (a Roma e poi a sud) e al nord c’è la delega del CLNAI: comitato di liberazione nazionale dell’alta Italia.
Il CLN è formato da 6 partiti: il partito comunista, il partito socialista, Giustizia e Libertà (partito d’Azione) che sono i partiti di sinista; democrazia cristiana (vecchio partito popolare), il partito liberale, democrazia del lavoro (piccolo partito di centro che poi sparisce) per il partiti di centro e destra.
La prima cosa che il CLN discute è cosa fare con Badoglio, un governo tecnico. I CLN sono repubblicani e sono contro la monarchia.
Palmiro Togliatti (nella primavera del ’44) fa un discorso celebre a Salerno, la svolta di Salerno in cui dice di lasciare perdere la monarchia o la repubblica, bisogna solo combattere il fascismo.
Vittorio Emanuele III lascia come luogo tenente (colui che ha il potere ma non il nome del re) suo figlio. Non abdica, ma va in Egitto.
Roma è libera e Badoglio si dimette. Ivanoe Bonomi sale al potere (era il capo di democrazia del lavoro). Resta in carica fino alla liberazione totale dell’Italia. Appoggiato agli alleati e ai partigiani cerca di defascistizzare l’Italia e toglie i prefetti e le altre figure.
La repubblica di Salò invece è soggetta ai tedeschi e iniziano le deportazioni degli ebrei (30-40 mila deportati, 8 mila morti). E ci sono delle forti repressioni contro i partigiani.
Secondo dati abbastanza sicuri i partigiani erano circa 80 mila e i fascisti 600 mila (???)
Il popolo italiano intanto stava a guardare, non vedeva l’ora che finisse la guerra e una parte dei giovani italiani andrò con i tedeschi.
L’inverno del 1944 fu il più duro. Gli alleati erano fermi alla linea politica Rimini – La Spezia. Il generale inglese chiese ai partigiani di tornare a casa perché disturbavano. Gli alleati nella primavera del 1045 sfondano la linea politica e il 25 aprile avviene la liberazione italiana.
Mussolini, travestito da soldato tedesco, stava fuggendo al nord verso la Svizzera con la sua amante Claretta Petacci. Vengono fermati a Dorpo dai partigiani, furono fucilati nella notte e il giorno dopo furono esposti a testa in giù a Piazzale Loreto a Milano.
Non c’è un vero processo per lui e Claretta in realtà non aveva nessuna colpa, forse avrebbero dovuto averne uno.
Lo uccisero così perché si temeva che parlasse dei rapporti fra Churchill e Italia. Si temeva che potesse diventare un simbolo dei fascisti.

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