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In Norvegia fu imposto regime di Quisling, filonazista. Contemporaneamente l'Italia non entra in guerra, entra il 10 giugno del 40 un anno dopo nonostante fosse stato firmato l'asse, il patto anticomintern, il patto d'acciaio del 39, un patto che nessuno poteva distruggere tra la Germania nazista e l'Italia fascista, seguito alla vittoria di Franco in Spagna. C'erano all'interno del paese delle visioni diverse sul da farsi. C'erano le perplessità di Badoglio, il capo di Stato maggiore dell'esercito il quale conoscendo la preparazione dell'esercito riteneva poco opportuna la guerra. Lo stesso ministro degli esteri, Ciano, genero di Mussolini che aveva sposato la figlia riteneva che l'Italia non fosse preparata da affrontare il conflitto e questa è la ragione per cui tardò un anno. Rientrerà a seguito dello spostamento della guerra dal fronte nord-occidentale a quello europeo-occidentale con l'attacco alla Francia il 10 maggio del 40. La Francia si era protetta ergendo dopo la prima guerra mondiale una fortificazione immensa chiamata lineau margineau. Probabilmente fu complicato escogitare il modo per aggirare questa fortificazione. Ancora una volta la Wehrmacht segue lo stesso principio che aveva seguito nella prima guerra mondiale quando decide con un blitzkrieg anziché spaccare la linea, di aggirarla facendo passare il grosso dell'esercito dal Belgio e dal Lussemburgo che erano neutrali. Le truppe tedesche occuparono la Francia divisa in due parti: una parte più vicina al confine che la Germania annesse direttamente, e una parte sud-occidentale retta da un governo fantoccio affidato a Petain che era stato un militare di action francaise. Fu un governo collaborazionista tanto che il generale De Gaulle diventato espressione di France Libre e rifugiatosi a Londra, da radio Londra inizia invitare i francesi alla resistenza. Anche in Francia si svilupperà un importante resistenza con i partigiani chiamati maquis.

L'Italia si muove a campagna francese conclusa. Attorno al 22-23 giugno fu firmato l'armistizio tra Francia e Germania. La Francia era stata occupata e quindi l'intervento italiano aveva aperto un secondo fronte al sud. Gli italiani sulle Alpi tentarono di distrarre le forze francesi aprendo un secondo fronte completamente inutile perché la campagna contro la Francia era pressoché terminata. Appare chiara la assoluta impreparazione militare italiana: ci furono circa 600 morti, migliaia di feriti, gente che congelò e armature non funzionali. L'Italia era un paese povero. Le spese militari furono spaventose. L'Italia entra in guerra dopo aver occupato l'Etiopia, ha fatto la guerra di Spagna, nel 39 invase l'Albania. L’Italia fascista vedrà nell'Adriatico paesi potenzialmente suoi, la Grecia e Albania perché l’Adriatico era un mare italiano. In ogni caso l'espansionismo commerciale andò nella direzione dell'Africa coloniale e dell'Adriatico. Fu una politica condotta nei confronti dell'Inghilterra, bombardata per due mesi ininterrotti per piegarla a cui si aggiungono uso di sottomarini per impedire che essa potesse avere rifornimenti. Politica che non riuscì a piegare gli inglesi. Era diventato Primo Ministro Churchill. Convinto che la politica di appeasement fosse sbagliata pur essendo un conservatore sosteneva la necessità di resistere ai tedeschi.

Bombardamento di Londra: in questa circostanza Roosevelt risponde sostenendo che era necessario che gli USA diventassero portatori della democrazia. Essendo stato rieletto nel 40 emanò la legge affitti e prestiti con la quale gli USA sostenevano i paesi in lotta contro il nazifascismo. L'Italia ora è stretta nella morsa tedesca. Si illudeva che fosse possibile condurre una guerra parallela a fianco della Germania che non si incrociava con quella nazista tanto da rivendicare una sorta di autonomia. La guerra diventerà assolutamente subordinata perché tutti i fronti di guerra finirono male con sconfitte italiane tanto che l'Italia perdette parte dell'Etiopia e sia sul fronte dell'Africa settentrionale che orientale fu necessario l'intervento delle truppe naziste.
L'area balcanica: nell'ottobre del 40 l'Italia aveva invaso l'Albania e il 28 ottobre procede con l'invasione della Grecia convinta che si sarebbe risolta con facilità. Così non fu, i greci resistettero e si rivelò necessario l'intervento nazista che occuperanno la penisola balcanica e la Grecia agli inizi del 41. Il 27 aprile del 41 fu fissata la bandiera nazista sull'acropoli. Questa bandiera fu tirata giù di nascosto da un piccolo gruppo di partigiani. Romania e Bulgaria vengono occupate dalle truppe dell'asse: in Bulgaria si instaura un regime filo nazista con il dittatore Ceausescu. Questa situazione che avrebbe dovuto preludere ad un'apertura all'invasione di URSS portò all’invasione della Russia nel giugno del 41 con 3 milioni di soldati. Una campagna che si preannunciava una campagna che avrebbe messo in ginocchio la russa che se lo aspettava. La tattica fu quella che applicarono contro l'invasione napoleonica. Lasciarono penetrare le truppe in maniera che si trovassero in territorio ostile senza la possibilità di approvvigionamenti. Avanzarono per un migliaio di chilometri e i russi con questa politica della devastazione di tutto ciò che poteva essere utilizzato dei tedeschi furono costretti a smantellare gli stabilimenti per trasferirli in zone in cui le truppe non sarebbero sopraggiunte. Il 14 agosto del 41 viene firmata una carta importante, la Carta Atlantica da Churchill e Roosevelt che si incontrarono e posero le basi riprendendo i 14 punti di Wilson: scelsero di impegnare gli USA per sconfiggere il nazifascismo e instaurare nel mondo un diverso ordine basato sul principio secondo il quale ogni popolo dovesse scegliersi le proprie istituzioni; il libero commercio; lotta contro i regimi che avessero costretto gli uomini a vivere nella paura. La Carta Atlantica impone una nuova convivenza dei popoli liberi dal bisogno e dalla paura che ha posto le basi per la nascita dell'organizzazione delle Nazioni Unite.

Il 41 fu un anno catastrofico. Nel dicembre del 41 la guerra diventa davvero mondiale con l'attacco a Pearl Harbor che la potenza nipponica alleata con la Germania scatenò nelle Hawaii dove era concentrata la maggioranza della flotta. L'attacco fu fatto con la motivazione che gli USA avevano chiuso rapporti con loro ma la reale ragione fu quella di avere libertà di manovra sul Pacifico. Questa inumana catastrofe consentì campo libero nell'occupazione delle isole del Pacifico. Gli USA entrarono ufficialmente in guerra. Segni di ripresa avvengono a partire dalla primavera del 42: c’è la prima sconfitta nella battaglia di Stalingrado. La resistenza russa porterà un importante contingente che stava per raggiungere Stalingrado ad essere accerchiato costringendolo alla resa. Qualcuno ritenne che a determinare questa sconfitta nazista abbia infierito una scelta tattica sbagliata: l'idea di condurre due occupazioni, una su Stalingrado e una sul Caucaso. Questa insistenza determinerà la sconfitta. La battaglia di Stalingrado è la più importante: la resistenza russa fu fondamentale da parte di un popolo che aveva spostato fabbriche, un paese che si era industrializzato pochi decenni prima e che non aveva risorse. Il prezzo che pagarono nel corso di questa guerra fu di 40 milioni di morti. Si deve alla vittoria di Stalingrado l'inizio della fine della potenza nazista. Una riscossa sovietica così come le controffensive inglesi in Africa e nell'area balcanica resero possibile l'ipotesi di uno sbarco in Italia. Gli inglesi ritennero di doversi aprire un nuovo fronte, di organizzare uno sbarco in Sicilia il 9 luglio del 1943 con l'idea di risolvere e chiudere a forza l’occupazione tedesca al Nord. Una volta che si rivelò chiaro che la battaglia di Russia sarebbe finita male per i tedeschi gli anglo-americani scelsero come scelta di colpire la Germania con centinaia di bombardamenti e aprirono lo sbarco in Italia che avrebbe dovuto portarli a risalire dalla Sicilia.

Conseguenze:
Tra il 24 e il 25 luglio del 43 alla luce delle sconfitte italiane su tutti fronti (Mediterraneo, Africa, Grecia, Russia dove Mussolini aveva mandato il reparto Amir) nella notte ci fu la riunione del Gran Consiglio del fascismo nel corso del quale 19 membri votarono a favore dell'ordine del giorno la proposta con la quale veniva richiesto al re di riprendersi in mano il comando dell'esercito, una sfiducia a Mussolini. Dietro quest'ordine vi erano le pressioni della monarchia, del Vaticano e di Confindustria che preoccupati per l'esito drammatico della guerra voltarono le spalle a Mussolini. Il fascismo non crolla per effetto popolare anche se ci furono degli scioperi importanti nelle fabbriche del Nord. Il giorno dopo Mussolini viene arrestato: va dal re con l’intendimento di avere un confronto con lui e finisce che delle guardie lo arrestano e lo imprigionano in Abruzzo sul campo imperatore e da questo momento in poi l'Italia dal 25 luglio all'8 settembre rimane in uno stato di sospensione: alleata al nazismo, Mussolini arrestato con un governo di Badoglio in una situazione in cui non era chiaro per quanto tempo l'Italia sarebbe rimasta alleata con i tedeschi. L'8 settembre viene proclamato l'armistizio.

Gli storici parlano di caduta del fascismo perché la gente protestò, le immagini del fascismo furono distrutte, la gente festeggiò la caduta. Ci furono reazioni popolari interessanti che mostrarono quanto covasse sotto. Sotto c'era un’opposizione latente che provocò anche la liquefazione dei fascismi. L'arresto di Mussolini non determinò una reazione fascista e quindi il paese rimase in uno stato di stallo perché non si capiva più cosa stesse accadendo. Questa fu la ragione per la quale i tedeschi decisero di rioccupare l'Italia. Si prepararono, dislocarono le divisioni al confine pronti a intervenire, furono informati attraverso i servizi segreti che il re con Badoglio stava intrattenendo trattative segrete con gli anglo americani che avrebbero portato all’armistizio annunciato l'8 settembre del 43. Non si capiva chi fossero i nemici perché non si era ancora siglato il cambio di alleanza. Il Vaticano intrattenne sue relazioni diplomatiche portando poi alla scelta da parte del governo italiano di schierarsi a fianco degli anglo-americani. Una situazione incredibile perché dopo l'8 settembre accade che tra l'8 e il 9 le divisioni naziste scendono in Italia e la occupano e contemporaneamente gli anglo-americani stavano occupando l'Italia dalla Sicilia: si viene a definire una sorta di paradossale situazione: un regno del sud che aveva come confine una linea immaginaria, la linea Gustav che comprendeva una parte della Campania, della Puglia, della Sicilia, da Gaeta fino al Mar Adriatico che segnava il confine tra l'occupazione anglo-americana e nazista. L'Italia si trovò divisa in due occupazione. Al sud si era trasferito il re che nell'imminenza dell'arrivo delle truppe naziste abbandonò Roma e a Salerno e Brindisi si costituì la corte in cui si rifugiò il re giovando della protezione anglo-americana. Ci fu il resto dell'Italia sotto l'occupazione tedesca. Mussolini viene liberato il 12 settembre del 43 e in condizioni di grande sconfitta viene messo a capo di un nuovo governo legittimo che prese il nome di Repubblica di Salò. L’Italia aveva due occupazioni, due governi ai quali ubbidire. In questo complicato momento ci sono due governi e due occupazioni: gli alleati erano non solo gli anglo-americani ma anche i sovietici che avevano avuto incontri che avevano sancito questa alleanza militare e la scelta dell'individuazione dei fronti su cui combattere il nemico nazista.
A Teheran nel 43 ci fu la prima conferenza con Churchill, Roosevelt e Stalin con la funzione di ragionare su come affrontare la guerra. I russi sostenevano la necessità di un secondo sbarco in Normandia che poi avverrà. Ci fu un incontro a Jalta dove fu firmato un patto alla fine della guerra per individuare la divisione delle sfere di influenza. Si incontrarono a Potsdam per affrontare la situazione tedesca: per affrontare la situazione della divisione della Germania in particolare di Berlino.

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