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Seconda Guerra d'Indipendenza e Unificazione italiana

La tensione tra Regno di Sardegna e Austria sfocia nella Seconda Guerra d'Indipendenza.
La Francia e il Regno di Sardegna dopo la stipulazione dell'alleanza politico-militare di Plombieres combattono contro l'Austria e occupano la Lombardia.
Quando sembra che la conquista del Veneto sia a portata di mano, Napoleone III firma l'armistizio con gli Austriaci a Villafranca e si ritira dalla guerra.
Tre sono i motivi della ritirata: l'altissimo numero di vittime provocato dalla guerra; l'attacco alla Francia sul fronte del Reno da parte dei Prussiani; le Rivoluzioni che portano la cacciata di granduca e duca e alla loro sostituzione con governi provvisori che fanno svanire l'ipotesi di una loro occupazione francese.
I governi convocano i plebisciti di annessione, dove gli elettori devono decidere sull'Unione della monarchia o il regno separato. Il 25 Marzo si tengono le elezioni per il Parlamento di Torino che portano alla formazione di una Camera dei Deputati fondata sulla politica di Cavour.

Garibaldi raccoglie un migliaio di volontari e riesce a sbarcare a Marsala e a sbaragliare l'esercito borbonico fino a Napoli. Con l'arrivo di Garibaldi molte comunità contadine chiedono la redistribuzione delle terre demaniali e Nino Bixio, collaboratore di Garibaldi riesce a reprimere queste rivolte.
Vittorio Emanuele II incontra Garibaldi a Teano che gli cede la sovranità sulle terre conquistate e diventa re del nuovo Stato Unitario. Si tengono anche i plebisciti di Marche e Umbria che integrano il processo di unificazione. In un anno e mezzo si è ottenuto l'unificazione dello Stato Italiano grazie all'abilità di Cavour e al sostentamento dell'opinione pubblica favorevole all'unificazione

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