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INSURREZIONE IN SICILIA DEL 1848

Il 1848 si aprì in Italia in maniera movimentata con un’insurrezione in Sicilia, la zona che era considerata la più arretrata in quanto non erano state avviate delle politiche economiche e sociali forti e la dinastia dei Borbone che vi regnava era molto autoritaria ed accentratrice. La prima richiesta che in questo periodo veniva fatta dal popolo ogni volta che insorgeva era la costituzione che non solo stabiliva i diritti ed i doveri del cittadino ma poneva anche un limite al potere del sovrano, che non poteva promulgare leggi a suo piacimento: il re la concede un’immediata, seppur involontaria, reazione a catena poiché in tutti gli altri stati si resero conto che se in uno stato tanto arretrato e assoluto era stata concessa la costituzione, in quelli che si consideravano Stati all’avanguardia, perché non ve ne erano? Perciò tutti i sovrani si affrettarono a concedere costituzioni, che ebbero una durata variabile ma limitata nel tempo poiché furono tutte abrogate dopo il 48: tra di esse vale la pena menzionare lo statuto Albertino, promulgato il 4 marzo, che diventerà la prima costituzione dello stato italiano, essendo stato realizzato dai Savoia, e rimarrà in vigore per 100 anni fino alla proclamazione nel 48 della nuova costituzione.

LO SCOPPIO DELLA SECONDA GUERRA D’INDIPENDENZA

Con un avvicinamento progressivo alla politica europea il Piemonte da una parte non ricevette l’alleanza dello Stato inglese, che era impegnato con le colonie e non voleva intervenire sul continente, ma dall’altra ricevette la disponibilità francese con Napoleone III che fu convinto da Cavour con la prospettiva che dopo essere intervenuto a fianco del Piemonte sarebbe diventato il più grande sovrano della storia francese e furono poi siglati degli accordi di pace segreti presso la località termale di Plombières che prevedevano l’intervento dei Francesi in caso di attacco austriaco in cambio di Nizza e la Savoia, un trattato che fece arrabbiare Garibaldi, nativo di Nizza. Dopo aver ottenuto la promessa di Napoleone di un intervento militare della Francia in caso di attacco austriaco, nei primi mesi del 59 vi è una mobilitazione dell’esercito sabaudo con intenzioni chiaramente bellicose: non potendo però attaccare l’Austria poiché così non ci sarebbe stato il sostegno francese, la mobilitazione fu fatta per spingere l’Austria ad attaccare. Ed infatti l’Austria manda un ultimatum al Piemonte ma Cavour non smobilita ma chiama invece a raccolta dei volontari: l’Austria alla fine dichiara guerra.

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