Habilis 6866 punti

Il dispotismo illuminato: I Savoia, esempio di involuzione


In mezzo a tanto fervore riformatore che circolava all’ interno delle corti europee (Prussia, Austria, Russia, Toscana), nella seconda metà del XVIII secolo. il regno di Savoia rappresenta un fenomeno di involuzione.
All’inizio del secolo, Vittorio Amedeo II aveva portato in poco tempo lo Stato dalla condizione di vassallaggio della Francia a quella di una delle maggiori potenze della penisola. Inoltre, nonostante delle possibilità finanziarie ridotte, egli aveva anticipato l’opera riformatrice del dispotismo illuminato. Infatti colpì la feudalità con una dura legislazione, attuò una riforma fiscale e promosse una politica d’indirizzo giurisdizionalistico, riconducendo così il clero sotto l’autorità della corona.
Il suo successore, Carlo Emanuele III sembrò continuare la politica del padre sia all’interno che all’esterno: partecipazione alla guerra di successione austriaca ed interventi di miglioramento della condizione della Sardegna che giaceva ancora sotto il peso del feudalesimo più antiquato. Tuttavia la Pace di Aquisgrana, con il rovesciamento delle alleanza, blocco le mire espansionistiche del Piemonte, impedendo al Piemonte di annettere Genova e Milano, obiettivo che da sempre i Savoia aveva sempre sognato di raggiungere. Ridotto all’inerzia in politica estera, il regnò cominciò così a cadere nell’inerzia politica anche in politica interna .Infatti, nella seconda metà del’70’0, mentre i sovrani illuminati conducevano la loro battaglia giurisdizionalistica per riaffermare l’autorità dello Stato contro il clero, troppo invadente, il Piemonte seguiva un indirizzo di politica ecclesiastica sempre più dipendente dai voleri del Papa.
La situazione non migliorò con il suo successore, Vittorio Amedeo III, il quale si appoggiò agli elementi più reazionari e mostrò tutta la sua ambizione nell’imitare il militarismo prussiano di Federico II, senza avere di quest’ultimo, né il genio politico, né le capacità politiche. L’atmosfera del Piemontesi fece così irrespirabile da costringere gli uomini migliori ad emigrare come fece lo scrittore Vittorio Alfieri, il matematico Lagrange e il tipografo Bodoni In questo modo si veniva a creare una netta separazione fra la corte sabauda, reazionaria e militaristica e gli intellettuali del paese. Provavano disaffezione nei confronti della corte anche la borghesia e la popolazione stessa a cominciare da quella della regione della Savoia in cui la monarchia era nata.
Hai bisogno di aiuto in Storia Contemporanea?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Registrati via email
Consigliato per te
Cerca la tua scuola con Scuola in chiaro