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Prime rivolte da parte del popolo

Di conseguenza alla guerra russo-nipponica il popolo russo reagì a questa situazioni con alcune proteste pacifiche (domenica di sangue) soprattutto a San Pietroburgo, chiedendo riforme per il popolo, lo Zar da parte sua ordina all’esercito di sparare sulla folla reprimendo così le proteste in un bagno di sangue e questo creerà un profondo distacco tra il popolo e lo Zar. Quest’ultimo costretto dalla situazione effettuerà timide riforme tra le quali il ripristino della Duma (parlamento russo) e una riforma agraria da parte di Stolypin la quale prevedeva distribuzione di terre demaniali, ma che in realtà contribuì all’arricchimento di contadini capitalisti,i kulaki, a discapito dei mir. Nonostante queste riforme lo Zar scioglierà il parlamento nei momenti di maggiore importanza per il popoplo e ciò causerà una situazione di stallo fino al 1914. In questo periodo incominciano ad emergere alcune associazioni rivoluzionarie come l’intellighenzia ,che voleva stabilire un solido rapporto col popolo per porre le basi ad una possibile rivolta, e i populisti, i quali invece rinunciavano a questo rapporto puntando maggiormente ad agire occasionalmente e violentemente.

Nel 1914 si ha la discesa in guerra da parte della Russia e ciò causerà all’interno del paese un grave malcontento dovuto soprattutto alla formazione nel fronte di eserciti non professionisti che comprendevano anche lavoratori: questo porterà a rivolte non pacifiche da parte del popolo che chiedeva pace, pane e che lo Zar abdicasse( tuttavia c’è da aggiungere che molte delle decisioni prese dallo Zar furono influenzate molto dal parere di una sorta di consigliere e santone che era Rasputin). Come effettuato nel 1905 lo Zar ordina di sparare sulla folla ma questa volta l’esercito fraternizza col popolo (febbraio 1917): a questo punto lo Zar si vede costretto ad abdicare in favore di Michel Romanov che rifiuterà data la situazione. Adesso si ha la formazione di due governi provvisori: uno capitanato dal principe L’vov, l’altro è un governo di sinistra portato avanti da Kerenskij al quale però non parteciparono i bolscevichi. Inoltre si instituirà un consiglio dei commissari del popolo, il SOVIET, di cui anche l’esercito farà parte.

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