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Il riformismo giolittiano


A dare il tono politico al nuovo governo agli inizi del 1900 è stato proprio Giovanni Giolitti: infatti egli è convinto che l'obiettivo da perseguire, per lasciarsi definitivamente alle spalle la crisi di fine secolo sia l'attuazione di un programma volto a realizzare l'integrazione delle masse nella cornice dello Stato liberale. Per ottenere questo scopo ritiene necessario che lo Stato e il governo svolgono un'azione di arbitrato neutrale nelle lotte sociali, senza intervenire in modo brutale, specie nel caso di conflitti di lavoro; anzi ritiene necessario trovare forme di apertura nei confronti dei radicali e persino nei confronti dei socialisti, il cui appoggio potrebbe rafforzare e qualificare politicamente la maggioranza del nuovo governo. E con questo programma infatti che Giolitti si impone come l'uomo politico più autorevole dello schieramento liberal-progressista. Dopo la morte di Zanardelli, avvenuta il 26 dicembre, Giolitti diventa presidente del Consiglio per la carica che nei dieci anni seguenti occupa tre volte per un lasso di tempo complessivo di poco inferiore agli otto anni.

Già da ministro dell'Interno Giolitti si adopera affinché cessi il sistematico ricorso alla forza pubblica per bloccare o disperdere gli scioperanti, sia negli scioperi agricoli sia in quelle industriali. Con la nuova neutralità della forza politica i conflitti di lavoro aumentano in modo significativo. Le aree calde sono localizzate soprattutto al Nord e in particolare nella Valle Padana, tanto nelle zone rurali quanto nelle aree industriali concentrate tra Torino, Milano e Genova.
Dopo questa nuova fase di conflittualità sociale in Italia, come peraltro in tutti i paesi avanzati, tanto i salari industriali quanto quelli agricoli aumentano significativamente (i primi tra il 1900 e il 1915 crescono del 35%, i secondi del 50%); si tratta di un risultato economicamente importante poiché dà un notevole stimolo ai consumi, ciò che contribuisce positivamente all'andamento generale dell'economia italiana.

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