Verso la riforma elettorale

Coincise con il 1830 quando:
1765-1837 Guglielmo IV sale al trono, secondo la tradizione costituzionale ciò comportava nuove elezioni, da qui più forte diviene la questione di una riforma elettorale, si ai Wigh, no ai Tory. Vincono i Wigh, che ottengono la maggioranza della Camera dei Comuni.
Primo ministro Charles Grey (1764-1845) di idee liberali.

1832 riforma: incremento di circa il 50% dell'elettorato, siamo ancora lontani però da un sistema democratico, perché ancora il diritto di voto dipendeva dalla proprietà, anche se minima, però un cittadino maschio su 5 diventava elettore.
- radicale riassetto dei collegi elettorali, maggiore importanza è vero le città rispetto alle campagne.
- eliminazione corruzione, borghi putridi.

Provvedimenti legislativi: per risolvere questioni più urgenti per una opinione pubblica preparata

1833 nuova camera eletta dopo la riforma:
- aboliva la schiavitù nelle colonie britanniche, ci fu un indennizzo per i proprietari di schiavi
- legge per la tutela del lavoro nelle fabbriche (Factory Act).

Inchieste parlamentari: evidenziano uno stretto rapporto trema indagine e legge
- commissioni documentavano lo stato di cose perché in proposito il legislatore potesse intervenire
- inchieste impregnate dagli insegnamenti di economia classica, i cui aderenti seguivano le commissioni approvavano leggi di riforma.

Sviluppo delle organizzazioni operaie: dopo il 1832 strutturare in:
- sindacati di categoria sin dal 1834 in una associazione generale dei lavoratori Gran National Consolidate Trades Union, per miglioramento delle condizioni di lavoro.
- creazione di associazioni di cooperative
Da un lato il movimento politico che si proponeva come abiettivo:
- il suffragio universale maschile
- elezioni parlamentari annuali
- possibilità per ogni cittadino di essere eletto (allora necessario titolo di proprietà)
- stipendio ai deputati, in modo da consentire di esercitare il mandato a chi non possedeva rendita

Nascita del Cartismo:
Fondato da un artigiano londinese William Lovett (1800-1877), affiancato da gruppi radicali e dall'irlandese Feargus O'Connor (1794-1855).
Deluso dalla riforma elettorale e dal fallimento di un Sindacato nazionale fondato da Owen e altri, il falegname Lovett crea nel 1836 "Working Men's Association". Nella "people's Charter" egli formula le richieste del popolo. La petizione, dopo il suo rifiuto da parte del Parlamento (1838) diventa il programma dei Cartisti, il primo movimento politico operaio: il radicale O'Connor si sostituisce Lovett nella direzione del movimento e invita a dimostrazioni e scioperi, rivolte locali (Birmingham)

1837 il documento politico fu redatto in quella "Carta del Popolo" Cartismo, alimentavano la protesta:
- insoddisfazione per i limiti della riforma elettorale
- per il perdurare delle difficili condizioni di vita dei ceti popolari soprattutto nel 1834 la nuova legge sui poveri costretti al ricovero nelle case di lavoro (Workhouses).
1842 altra petizione, però per dissidi tra i moderati e quelli più radicali il movimento Cartista andò esaurendosi.

Insuccesso del Cartismo per la duttilità della classe dirigente inglese.
Già nel 1835 si era avuta una importante riforma sul sistema elettorale municipale che nei maggiori centri urbani concedeva il diritto di voto a tutti i cittadini maschi contribuenti, assoggettando le amministrazioni civiche ad un qualche controllo popolare.
Non manca comunque un diffuso spirito di equità, anche nella regina Vittoria (1819-1901) nipote di Guglielmo IV, sul trono nel 1837

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