La ricerca dell’equilibrio politico in Europa e lo sviluppo economico


Guerra e diplomazia

All’inizio del Settecento, l’intera Europa si avviava verso un equilibrio diplomatico costruito e garantito dall’Inghilterra (potere sul controllo del grande commercio internazionale).
Il peso del commercio marittimo aumentò → con il commercio si fanno più soldi che con l’agricoltura.
La politica e la guerra erano perciò due aspetti della stessa partita mercantilista, rivolta a conquistare flussi commerciali e a far affluire ricchezza nelle proprie casse (gli stati europei preferiscono la diplomazia alla guerra perché la guerra costa).
La guerra non era più animata da motivi ideologici, ma si combatteva per massimizzare i vantaggi e minimizzare i danni.
Il compito degli eserciti non era annientare il nemico, ma prevalere su di lui (meglio ancora senza battaglia) secondo una pianificazione accurata del rapporto fra costi e vantaggi che se ne potevano ricavare. Negli assedi uno dei compiti dei generali era quello di offrire all’avversario una resa a condizioni onorevoli.
→ Battaglia campale: battaglia vinta da quell’esercito il cui livello di preparazione e addestramento era tale da consentirgli di sfondare la prima linea nemica rimanendo padrone del campo.
La conduzione della campagna militare era nelle mani di generali di origine aristocratica, a cui serviva una preparazione politica dei negoziatori per ripristinare al più presto l’equilibrio politico-diplomatico. In molti casi questi diplomatici non erano dei militari di professione, ma alti esponenti della classe dirigente dotati di una competenza militare.
I soldati, professionisti, erano reclutati con ferme molto lunghe e venivano addestrati, con una durissima vita di caserma, al perfetto rispetto della manovra, sia in esercitazione sia esposti al fuoco.
A differenza degli eserciti, le marine militari erano attive anche in tempo di pace (veglia sulle rotte commerciali a causa della pirateria) e soprattutto erano integrate nella vita sociale ed economica.
Le navi potevano trasformarsi il vascelli da guerra (in Francia → armées en course, cioè armate per la guerra di corsa, che consisteva nel dare la caccia ai mercantili inglesi).
I corsari erano imprenditori privati, a volte aristocratici, che investivano nella guerra (‘’pirati autorizzati’’ la cui attività veniva tassata, regolamentata e sorvegliata dallo stato).
Tutte le potenze marinare del Settecento praticarono un notevole miscuglio di iniziativa privata e pubblica.

Il commercio degli schiavi

La schiavitù era praticata da secoli, ma nel Settecento subì un notevole incremento.
Nell’ottica mercantilistica si può considerare il commercio degli schiavi uno degli affari più lucrosi del secolo. Il commercio degli schiavi funzionava secondo un metodo collaudato definito commercio triangolare che prevedeva la partenza delle navi europee, cariche di manufatti, alla volta dell’Africa, dove scambiavano la merce con esseri umani che poi deportavano nelle Americhe, assicurando loro una vita di sfruttamento nelle piantagioni di cotone o di zucchero. Questa pratica fino a metà secolo era considerata legale (accettazione della schiavitù in età moderna → giustificazione della schiavitù come mezzo di avvicinamento degli schiavi al cristianesimo).
Nella seconda metà del Settecento il commercio degli schiavi venne abolito e dichiarato illegale (razzismo). La marina militare si assunse il compito di rintracciare i negrieri e riportare i prigionieri sulle coste africane.

Un nuovo protagonista nell’Europa continentale: la Prussia

Nel corso del Seicento tra i pretendenti alla supremazia europea si venne ad aggiungere la Prussia (fu la forza militare a far diventare questo stato uno dei protagonisti della storia europea).
Hohenzollern → principi elettori del Braneburgo avevano espanso i loro domini.
→ Alberto di Hohenzollern si converte al luteranesimo e si appropria del titolo di duca di Prussia.
1618 → Il ducato di Prussia viene unito al Brandeburgo → dominio territorialmente discontinuo.
Federico Guglielmo di Hohenzollern cercò di trasformare questi territori diversi e disuniti in un unico Stato e di creare un esercito stabile e capace di sostenere il confronto con gli eserciti di quell’area.
→ esigente politica di rafforzamento dello Stato
→ Unificazione dell’amministrazione, affidandola a funzionari del governo centrale.
→ Politica economica di stampo mercantilistico (incoraggiamento delle manifatture)
→ Politica accogliente e tollerante (crescita della popolazione)
→ Coinvolgimento dell’aristocrazia terriera (servaggio dei contadini); ai nobili (Junker) fu chiesto in cambio di impegnarsi per lo stato prestando un lungo servizio militare ed amministrando nelle province.
La Prussia diventò così una monarchia assoluta con ampio consenso e basata su un’alleanza forte di un re, una nobiltà, un esercito ed un popolo.
Federico I Hohenzollern → incoronato primo re di Prussia nel 1701→ si trovò nelle mani uno Stato per la creazione di una politica di potenza a livello europeo.
Morto Federico I, suo figlio Federico Guglielmo I, detto ‘’il re sergente’’, divenne creatore della Prussia come grande potenza militare. Veniva apprezzato molto dalla popolazione poiché esso si definiva ‘’il primo servitore della Prussia’’
1740 → Federico II, detto il Grande, sale al potere e viene considerato un modello di monarca assoluto della sua epoca (grande militare, servitore dello Stato, grande politico, mecenate, uomo di cultura, filosofo, scrittore e musicista).

1733 → muore Augusto II, elettore di Sassonia, e Stanislao Leczynski riesce a farsi eleggere re di Polonia con il sostegno francese, ma Austria e Russia gli contrappongono Augusto III, figlio di Augusto II.
Scoppia la guerra di successione polacca, che dura 5 anni e viene combattuta principalmente tra Italia e Germania.
1738 → Pace di Vienna, che rimescola i troni europei nella speranza di raggiungere un equilibrio durevole:
• L’Austria perde il Regno di Napoli e la Polonia assieme alla Russia.
• La Francia continuava ad ingrandirsi sui confini orientali.
• Augusto III resta a Varsavia e Stanislao riceve il ducato di Lorena, che alla sua morte viene annesso alla Francia.
• Il duca di Lorena diventa Granduca di Toscana.

1740 → muore Carlo VI e lascia come erede Maria Teresa, moglie di Francesco Stefano di Lorena (toscana), ma la nobiltà imperiale rifiuta di riconoscere Maria Teresa come legittima sovrana.
La Prussia occupò la Slesia e sostenne la candidatura dell’elettore Carlo Alberto di Baviera → inizio della guerra di successione austriaca.
→ Si formano due vaste coalizioni: da un lato di alleano Francia, Spagna e Prussia, dall’altro Inghilterra, Olanda e Austria.
La guerra dura 8 anni e nel 1748 termina con la pace di Aquisgrana, con la quale il marito di Maria Teresa venne riconosciuto imperatore con il nome di Francesco I, la Prussia vide confermata l’importante acquisizione della Slesia, i Borbone di Spagna ricevettero i ducati di Parma e Piacenza.
Queste divisioni aggravarono gli antagonismi tra Francia e Inghilterra (traffici oceanici) e Austria e Prussia (egemonia mondo tedesco).

Ascesa e crisi della Polonia

→ Differenze tra monarchia prussiana e monarchia polacca: la Polonia è una monarchia elettiva → scontro con l’aristocrazia.
Dieta polacca → potere di deliberare in materia di imposte, organizzazione dell’esercito e amministrazione + liberum veto: ogni nobile poteva opporsi al sovrano → paralisi della monarchia.
I magnati (alta nobiltà) avevano un proprio organo rappresentativo nel Senato; il resto della nobiltà era rappresentato dalla Camera dei nunzi.
Polonia = temibile potenza militare
1655 – 1660 → Guerra tra Polonia e Svezia (vincitrice)
1667 → Guerra Ucraina → conquistata dalla Russia a danni della Polonia → inizio del declino polacco.
Mutamento politica religiosa → tolleranza fedi cattolica, calvinista, protestante, ortodossa; minoranza ebraica.
Sigismondo III Vasa → fine della tolleranza → cattolicesimo
La difesa della Polonia dalle potenze vicine veniva vissuta come difesa della fede. La lotta contro turchi e ortodossi fu una lotta contro i nemici della religione cattolica → la violenta ostilità contro le comunità ebraiche.

L’Impero russo

Dalla fine del Quattrocento, con Ivan III che aveva cacciato i Tartari, la Russia comincia la sua crescita.
Ivan IV, detto il Terribile → sconfitta definitiva dei Tartari all’esterno e dei boiari (aristocrazia terriera) all’interno.
Alla morte di Ivan IV sale alla reggenza Boris Godunov e alla morte di un possibile candidato, Demetrio, diventa zar, eletto dall’assemblea dei ceti, il Sobor.
1601: crisi → ‘’epoca dei torbidi’’, ‘’dei falsi demetri’’: momento di disordine.
I boiari accusavano Godunov di aver fatto uccidere Demetrio.
1611 → la Duma (assemblea dei boiari) tentò di far eleggere il figlio del re di Polonia ma fallì e nel 1613 salì al potere Michele Romanov, imparentato con la famiglia di Ivan IV, che ristabilì l’ordine.
→ Concezione autocratica del potere (forma di governo nella quale si realizza una concentrazione massima di potere nel vertice dello Stato, in genere il re)
→ il sovrano aveva potere assoluto
Lo zar aveva diritto di vita e di morte sui sudditi → potere incomparabile
Negli stati assolutistici il sovrano poteva essere limitato dall’aristocrazia e dalle città, mentre in Russia gli aristocratici erano guidati dal re assieme alle città.
Chiesa ortodossa = potente strumento di unificazione del Paese.
Chiesa alleata della monarchia → Zar = potere spirituale e potere temporale.
La nobiltà vedeva ridotto il proprio potere rispetto al sovrano → aumento del controllo sui contadini (servaggio) e sugli abitanti delle città.
→ Vita economica sottoposta al severo controllo dello stato.
→ I mercanti stranieri e russi dovevano sottostare alla volontà dei funzionari governativi che fissavano il prezzo delle merci e operavano come commercianti.
→ Peso opprimente della burocrazia
La Russia non si avvicinava per niente al modello occidentale, bensì a quello orientale del despota il cui potere assoluto non era limitato alla legge.
Pietro il Grande → compito di imprimere una svolta decisiva nell’intera società russa.
Grande ammiratore e studioso dell’Europa, tenta in ogni modo di occidentalizzare la Russia (costruisce San Pietroburgo (nuova capitale) sulle foci della Neva – clima non adatto, confine con l’occidente-).
Per occidentalizzare la Russia Pietro decide di utilizzare lo stile dispotico classico del potere zarista:
• Impose l’utilizzo di capi europei
• Scelse e adottò l’alfabeto cirillico per uniformare la lingua
• Introdusse il calendario giuliano
• Fece tradurre in russo libri stranieri e fece pubblicare il primo giornale
• Introdusse le scuole elementari per ridurre l’analfabetismo

Irrigidimento della società → 1722 → Promulgata la ‘’Tavola dei Ranghi’’ che stabiliva quattordici gradi nella struttura dell’esercito e della flotta e un elenco parallelo di ranghi di corte o civili. Ad ogni rango corrispondevano precise prerogative esteriori: numero di cavalli, tipo di carrozza, genere di abbigliamento.
→ Istituzione di un apparato amministrativo e militare e di un livello di istruzione necessario per la nobiltà al di sotto del quale non si poteva accedere ai ranghi più qualificati.
→ Funzionari inutili ma con un titolo importante → sopraffazione e corruzione
La ‘’Tavola dei Ranghi’’ soffocò ogni residua forma di libertà e di mobilità sociale, costringendo l’intera società in una sorta di camicia di forza.
→ Il volere del sovrano = unica condizione per la scelta del successore
→ Modifica del titolo stesso del sovrano (imperator invece che zar)
‘’Padre della patria e imperatore di tutte le Russie’’

Allargamento dei confini dell’Europa → preoccupazione dello zar di dotare il Paese di una struttura militare moderna → introduzione della coscrizione obbligatoria e avviamento della costruzione di una flotta (modello inglese).
Introduzione delle imposte personali su ogni contadino ed il monopolio statale del sale e del tabacco per coprire le spese della guerra.
L’esercito russo mancava di disciplina e Pietro il Grande fece arrivare dall’occidente i migliori ufficiali e ingegneri.
→ Scontro con l’impero ottomano e quello persiano (scontro politico e religioso) → la Russia ottiene Baku e Azov.
→ Scontro con la Svezia per il dominio sul mar Baltico (1700). Inizialmente gli svedesi hanno la meglio, ma poi i russi riuscirono ad organizzarsi e nel 1709 sconfissero gli svedesi a Poltava, strappando loro la Livonia, l’Estonia e parte della Carelia. Il conflitto termina con la pace di Nystadt nel 1721. Tutta la costa del mar Baltico era sotto il controllo russo.

Il declino dell’Impero ottomano

Negli stessi anni in cui la Russia si affermava come grande potenza, l’impero ottomano imboccava la strada di un lento declino.
Ad opporsi ai Turchi c’erano Venezia, la Polonia e l’impero Asburgico.
Espansionismo turco → assedio di Vienna (1683) → sconfitta dei turchi e conseguente arretramento dell’Impero ottomano → ampliamenti territoriali degli Asburgo nei Balcani.
1699 → Pace di Carlowitz → vittoria dell’Austria → ampliamenti territoriali degli Asburgo nei Balcani.
1718 → Pace di Passarowitz → fine della minaccia turca ; rinuncia ai Balcani (rivalità tra Asburgo e Russia).
L’impero turco in seguito si disgregò molto rapidamente (da Tangeri a Bagdad, da Budapest alla Mecca) → mancanza di coesione interna
Lo stato diviene totalmente dipendente dall’esercito.
→ Marginalizzazione economica (spostamento dei centri economici verso l’Europa settentrionale atlantica) + formazione di una casta militare + fallimento della riforma amministrativa + espansionismo degli Asburgo e della Russia → declino inarrestabile dell’Impero ottomano.
La guerra dei Sette anni
Due guerre: una in America e una in Europa.
Si può paragonare ad una sorta di prima guerra mondiale perché l’Inghilterra combatte sia in Europa che in America.
Austria, Russia e Francia si scontrano con Prussia e Inghilterra.
In Russia: sale al potere Pietro III, ammiratore del re di Prussia che si affretta ad uscire dalla guerra.
La Slesia viene conquistata dalla Prussia, ma l’Austria cerca di riottenerla ma non ci riesce.
In America ed in India si combatte una guerra tra Francia e Inghilterra → conflitto mercantilista per il controllo commerciale dei paesi coloniali (stoffe e cotone).

L’India nel XVI secolo aveva conosciuto una grande stagione di sviluppo civile, culturale e politico sotto il potere dei moghul (musulmani che riuniscono i territori indiani, permettendo la tolleranza religiosa (grazie ad Akbar: sovrano).
→ sviluppo economico e convivenza fra le diverse etnie.
La rivolta indù (crociata antimusulmana) diretta dai marathi, un’etnia della costa occidentale dell’India, veniva considerata come una guerra di liberazione dal dominio straniero → riduzione del territorio dei moghul intorno a Nuova Delhi.
In questi conflitti si sono inseriti anche gli occidentali (portoghesi, olandesi, ma soprattutto francesi e inglesi).
Per quanto riguarda il commercio inglesi e francesi si erano dotati di Compagnie privilegiate delle indie orientali che gestivano i commerci.
L’india come mercato assumeva un ruolo importante principalmente per l’Inghilterra → nella seconda metà del 700, durante la Rivoluzione Industriale basata sul settore del vestiario, gli inglesi prendevano il cotone dall’India per poi produrre vestiti in Inghilterra e rivenderli in India distruggendo completamente l’artigianato locale.
Est India Company (britannica) → gestisce il commercio dell’India (dominare politicamente questo immenso mercato).
Per quanto riguarda il teatro di guerra americano, nelle Antille gli olandesi i francesi e gli inglesi si rifornivano di caffè, canna da zucchero e cacao → Aumento dell’importanza delle Antille dal punto di vista commerciale → conflittualità delle potenze europee in America.
In India: la vittoria inglese della guerra dei Sette anni non modificò i rapporti commerciali e i francesi conservarono le loro ricche isole.
In America: gli inglesi ottennero un territorio immenso nel Nord America (Canada), e tutte le regioni ad Est del Missisipi, compresa la navigazione sul medesimo fiume (premessa fondamentale per la futura espansione nel continente). Londra si dimostrava capace di sclete strategiche di lungo periodo.

L’economia – mondo

Unificazione mercato orientale e mondiale guidata da economie atlantiche → economia-mondo.
L’economia mondo si distingue dalla globalizzazione poiché è guidata dagli Stati (Francia, Olanda e Inghilterra).
Distinzione fra centro (Europa nord-occidentale) e periferie (Paesi extraeuropei ed Europa orientale).
→ Sviluppo economia-mondo → peggioramento delle condizioni di vita nelle periferie e dominio politico del centro sulle periferie.
Aumento della produzione→ aumento della popolazione + accumulazione di capitale (futura Rivoluzione Industriale).
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