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Età giolittiana

L'eta' giolittiana inizio' nel 1901 e finì nel 1901 e finì nel 1914, è il periodo in cui nacquero le prime concentrazioni industriali.
Giolitti fu uno statista conoscitore dell'apparato burocratico e amministrativo dello Stato; il suo obbiettivo principale fu quello di allargare le basi del consenso allo Stato liberale per garantire lo sviluppo economico del paese.


L'eta' giolittiana nacque con il bisogno di liquidare la crisi di fine secolo. Giolitti comprese che l'unico modo per fermare i socialisti e placare il malcontento della popolazione era quello di permettere ai lavoratori di conquistarsi migliori condizioni di lavoro e di vita.

Favorì l'organizzazione di associazioni, allargo' il suffragio e creo enti governativi in favore di lavoratori ed emigranti.
Durante quest'epoca l'Italia progredì molto rapidamente; i trafori alpini, lo sviluppo idroelettrico, le opere di bonifica e di irrigazione consentirono un incremento della produzione. Nel nord Italia la societa' si sviluppava mentre il Mezzogiorno era ancora povero, arretrato ed abbandonato ai latifondisti.


Giolitti si avvicino' alla Francia e volle una ripresa della politica coloniale con lo scopo di includere anche l'Italia tra le nazioni che possedevano colonie nelle coste dell'Africa Settentrionale. L'Italia si impadronì della Tripolitania e della Cirenaica conquistando Rodi e le isole del Dodecaneso.

Nel frattempo in Italia i cattolici tornarono a partecipare alla vita politica e, a causa di uno schieramento conservatore nel Partito Socialista, fallì la politica sociale di Giolitti e prevalsero le tendenze rivoluzionarie.

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