La Restaurazione


Il Congresso di Vienna non fa altro che restaurare per questo sancisce l’inizio della Restaurazione. L’obiettivo è riportare i sovrani sui vecchi troni, quindi, distruggere gli ideali per cui i popoli (non solo francesi) avevano lottato. La popolazione è riportata allo stato preesistente alla Rivoluzione Francese. Tutto ciò naturalmente crea del malcontento, specialmente tra gli intellettuali (proprio da loro erano partiti gli ideali rivoluzionari) e i borghesi (che per i loro scambi economici hanno bisogno di essere liberi da qualsiasi forma di governo autoritario). Dare libertà economica significa permettere lo sviluppo industriale. Caduti gli ideali della rivoluzione francese, viene meno il concetto di libertà dal punto di vista politico poiché si ritorna alle vecchie monarchie assolute e la borghesia non si rassegna. Motivo per cui abbiamo delle ondate rivoluzionarie, che non riguardano soltanto l’Italia, ma anche gli altri paesi. Abbiamo due ondate rivoluzionarie: i MOTI DEL 20-21 e i MOTI DEL 30-31. In Italia, inoltre, col congresso di Vienna si decide di assegnare agli austriaci un grande potere con vaste zone da governare. L’Italia, quindi, non solo deve combattere contro dei monarchi assoluti, ma contro a dei monarchi assoluti stranieri. Questi movimenti rivoluzionari non hanno degli esiti positivi, anche perché preparare una rivoluzione in questi periodo non è facile, la si deve preparare in maniera segreta, infatti nascono le società segrete (La Carboneria) che vengono scoperte perché spesso i loro messaggi in codice non permettono un’unità di azione. Le ondate del 20-21 vengono sedate con la forza. Passano circa 10 anni prima dei moti del 30-31. In questi anni alcune rivoluzioni hanno degli esiti positivi rispetto a dieci anni prima poiché c’è una maggiore organizzazione ed emergono dei personaggi che presentano degli ideali politici che mirano alle esigenze di tutti. Nel 20-21 spicca la figura di GIUSEPPE MAZZINI che poi sarà molto più evidente nel 1848. Il suo ideale politico è repubblicano, contro ogni forma di assolutismo, deve perciò portare avanti una rivoluzione. Pensa di ottenere l’appoggio delle masse popolari, ma in questo periodo il popolo non è pronto ad affrontare una rivoluzione e per questo motivo l’ideale mazziniano falliscono. Il popolo è in condizioni economiche estreme e vuole pensare a lavorare e sopravvivere. Tuttavia in questo periodo ci sono anche le guerre d’indipendenza, poiché il caso dell’Italia è particolare. Essa oltre a lottare per l’indipendenza dall’assolutismo, deve lottare anche per allontanare gli austriaci dall’Italia. Intanto dal 31 al 48 gli ideali d’indipendenza in Italia vengono abbracciati da quei pochi sovrani rimasti, quindi le rivoluzioni vengono anche sostenute dagli eserciti regolari interni. L’intento di allontanare gli austriaci è anche dei sovrani i quali appoggianoMazzini, Gioberti, Cavour e infatti le guerre di indipendenza riescono. Non è più una rivoluzione arrangiata, ma fatta proprio da eserciti. Arriviamo al 48, boom del Risorgimento italiano, in cui l’Italia inizia finalmente ad avere delle vittorie sugli austriaci. Oltre Mazzini, abbiamo Gioberti, un ideale NEOGUELFO. Egli ipotizza uno stato italiano con a capo il papa, con nelle sue mani sia il potere spirituale che temporale. Questo ideale fallisce. Carlo Alberto, re d’Italia, vedendo che gli ideali liberali stanno assumendo un certo peso, decide di alleggerire il suo assolutismo e concede lo Statuto Albertino, la prima forma di costituzione da cui partirà 100 anni la nostra costituzione. Un insieme di articoli a cui tutti gli italiani si devono attenere e mirano a preservare la libertà di ognuno. Una delle caratteristiche dello statuto è la flessibilità.
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