Hitler e il regime nazista (1919 - 1938)

••• La rivoluzione e la nascita della Repubblica di Weimar
•• Dopo la Prima guerra mondiale la Germania è in crisi. Ciò fa nascere fermenti rivoluzionari (come la Lega di Spartaco, socialista) e la Repubblica di Weimar (9 novembre 1918). Ma il governo provvisorio (soprattutto formato dal Partito socialdemocratico tedesco, Sdp) si appoggia ai militari per stroncare sommosse popolari al fine di evitare una rivoluzione di stampo sovietico: è la settimana di sangue, 6-13 gennaio 1919. Si elegge l’Assemblea costituente (19 gennaio 1919) e si presenta la nuova Costituzione, molto democratica.

••• Una Repubblica politicamente debole
•• Questa Repubblica di Weimar è difficilmente governabili perché è debole per via del disordine sociale ed economico e frammentata da forze politiche. Il Partito socialdemocratico tedesco stringe accordi con altre forze politiche tra loro molto distanti e questo fa nascere nel popolo un sentimento di sfiducia e di ostilità verso il governo repubblicano. Nasce l’opposizione di estrema destra, unitasi nel Partito nazionalsocialista tedesco dei lavoratori (Nsdap): il capo indiscusso sarà presto Hitler.

••• Problemi internazionali e crisi economica
•• Per via delle durissime sanzioni alla Germania dopo la guerra con il Trattato di Versailles (come la smilitarizzazione, i grandi tagli ai territori e il forte debito pubblico) si alimenta in Germania il nazionalismo e l’avversità verso la classe politica repubblicana: alle prime elezioni vince lo schieramento nazionalista e antidemocratico, ma è frammentato e non assume il governo che passa quindi ai cattolici del centro. La Francia occupa la Ruhr (zona demilitarizzata) per via di un ritardo del pagamento da parte della Germania del debito di guerra, ma i tedeschi reagiscono con la resistenza passiva (scioperi e blocco della produzione). Allora la Francia isola la Ruhr dalla Germania. Cresce sempre più il nazionalismo, l’economia crolla. La situazione viene risolta da Stresemann, leader del Partito del popolo tedesco (Dvp) di centro-destra che tratta con la Francia a proposito delle riparazioni di guerra. Seguono governi di coalizione di centro-destra. Nel 1928 torna a vincere il Partito socialdemocratico tedesco (Sdp).

••• La Grande crisi e l’ascesa di Hitler al potere
•• Muore Stresemann e crolla la Borsa di New York: si sospendono i prestiti fatti dall’USA per la ripresa della Germania, la quale affonda in una fortissima crisi economica. Questa crisi risveglia lo schieramento nazionalista di Hitler, il Nsdap: alle elezioni del 1930 il Partito nazionalsocialista tedesco dei lavoratori (Nsdap, Hitler) è la seconda forza dopo il Spd. Alle elezioni del 1932 il Nsdap è il primo partito e Hitler diventa cancelliere (1933).

••• La rapida costruzione della dittatura
•• Come Mussolini, Hitler cerca di prendere consensi da tutti (borghesia, operai, contadini…), solo per il potere, ma i suoi malsani “ideali” sono più radicati, mentre l’unico malsano “ideale” di Mussolini è il successo. Il parlamento viene incendiato e Hitler dà la colpa ai comunisti: Hitler decreta la sospensione dei diritti civili costituzionali. Alle nuove elezioni il Nsdap ha di nuovo la maggioranza parlamentare e Hitler approva una legge che concede pieni poteri al governo: è la nascita del Partito unico e le prossime elezioni vedranno il Nsdap al 92%. Comincia la dittatura personale di Hitler: la Germania esce dalla Società delle Nazioni, vengono incarcerati e uccisi gli oppositori politici (notte dei lunghi coltelli, del 30 giugno 1934) con l’appoggio della polizia segreta di Stato, la Gestapo. Nel 1934 Hitler diventa presidente della Repubblica e capo dell’esercito. I successi economici e coloniali rafforzano il consenso al regime: il nazismo, al contrario del fascismo, non ha alcuna forza opposta, quindi Hitler agisce indisturbato alla privazione di coscienza e di libertà dei tedeschi.

••• Il controllo nazista della società
•• Il primo obiettivo è proprio il controllo e il dominio sui tedeschi, a partire dai più giovani (gioventù hitleriana). Viene abolito il diritto di sciopero e si eliminano i sindacati e si crea il Fronte tedesco del lavoro (1933) che rappresentava sia i padroni sia gli operai: gli operai venivano propagandati come necessari al regime, così si rendevano più docili e più produttivi. Come il fascismo, anche il nazismo organizza il tempo libero con la Forza attraverso la gioia. Nel 1933 si crea anche il ministero per la Propaganda con a capo Goebbels che esercita il controllo sulle opinioni dei tedeschi con l’uso dei media.

••• Ein Volk, ein Reich, ein Führer!
•• I concetti del nazismo sono pochi e semplici: la razza è il motore della storia. Gli appartenenti alla razza ariana dovrebbero vivere in un nuovo e vasto impero, il Reich (questo giustifica anche l’aggressiva politica estera, in cui la razza dominatrice conquista i territori dei popoli inferiori). Il Volk è invece una comunità di popolo senza classi unità dal sangue e dal suolo (ius sanguinis). Vengono promulgate le leggi di Norimberga (1935) con le quali il razzismo viene legalizzato in Germania. Aumentano le violenze contro gli ebrei, culminate nella notte dei cristalli (9-10 novembre 1938). Alla base del nazismo c’è il mito del Führer, capo indiscusso e carismatico del Reich e del Volk.

••• Verso la “soluzione finale della questione ebraica”
•• Questa persecuzione antisemita cominciata nel 1935 anticipa lo sterminio degli ebrei nella Seconda guerra mondiale: si passa dall’esclusione alla concentrazione etnica alla purificazione razziale con l’eliminazione fisica nei lager. Già nel 1933 con a potere Hitler viene costruito il campo di concentramento di Dachau gestito dalle SS e pensato come alternativa alla prigione per tutti i nemici del regime (oppositori politici, ebrei, omosessuali, zingari…). Segue l’apertura di nuovi campi tra cui quello di Auschwitz. Si comincia dallo sfruttamento lavorativo degli internati fino all’uso dei gas e delle uccisioni di massa dal 1941 in poi: la soluzione finale della questione ebraica prevede lo sterminio di tutti gli ebrei.

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