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Il razzismo italiano


L'Italia diventa un paese razzista a tutti i livelli. Non è un fenomeno imitativo, poiché la scelta è compiuta dall'Italia (alcuni storici tentano di assolvere Mussolini e la monarchia, sostenendo che sono stati obbligati ad allearsi con Hitler). Gli altri paesi, meno autonomi rispetto all'Italia fascista, non adottano posizioni così razziste e radicali.
Soltanto una schiacciante minoranza italiana si dichiara contro, rispetto ad una maggioranza che volta la testa dall'altra parte o, peggio, collabora attivamente.
Nel novembre del 1938 vengono introdotte le leggi razziste.
La più antica comunità ebraica del mondo fuori dalla Palestina è la comunità di Roma, da prima della diaspora di Tito. Molti ebrei sono fascisti, ma altri hanno partecipato al risorgimento e hanno contribuito alla costruzione dell'unità nazionale.
Nonostante siano integrati, gli ebrei in Italia subiscono persecuzioni. Gli ebrei vengono considerati nemici come razza, non come religione, nonostante vengano considerati gli assassini di Dio. Gli viene concesso di praticare l'usura (prestare denaro), peccato mortale per i cristiani, per poi essere perseguitati per questo.
L'Italia fascista è un'Italia immediatamente antisemita (la storiografia si divide, alcuni pensano che in origine non era antisemita). Mussolini è antisemita perché appartiene all'antisemitismo contemporaneo presente all'epoca, che non è un fenomeno solo di destra, poiché quelli la sinistra identificavano nell'ebreo l'emblema del capitalismo piccolo-borghese(nonostante solo il 2-3% di loro fosse veramente bancari).
Negli anni del fascismo, che vede una notevole adesione degli ebrei, c'è un antisemitismo latente che in alcuni casi esplode sin dagli anni Venti.
Mussolini non esprime giudizi sugli ebrei, poiché la maggioranza ebraica rimane neutra come se fosse una cosa naturale. Una buona parte, per motivi patriottici, aderisce al regime, mentre una minoranza si oppone per motivi ideologici (come Enzo Sereni).
Negli anni successivi alla presa di potere del fascismo, è la guerra in Etiopia che origina il problema del razzismo. La sudditanza coloniale degli etiopi innesca il principio razzista, poiché il suddito non ha gli stessi diritti del cittadino.
Inoltre c'è anche lo scontro dell'Italia con Francia e Gran Bretagna, l'internazionale borghese. L'offensiva antisemita avrebbe dovuto rappresentare un ****tto nella pancia della borghesia, in seguito alle sanzioni per la guerra in Etiopia.
Inizia a nascere l'idea che gli ebrei facciano parte di un grande complotto che minaccia il fascismo. Viene emanata così una legge razzista che definisca una volta per tutte la specificità ebraica e li discrimini attraverso un censimento, per capire quanti siano aggiungendo anche i meticci e coloro che hanno almeno un antenato ebreo (Preziosi).
Mussolini poi vara l'offensiva finale, il Manifesto della razza, articolato in nove punti:

Le razze umane esistono
Esistono razze piccole e razze grandi
Il concetto di razza è biologico
La razza italiana è ariana e nordica
Esiste una pura razza italiana
E' tempo che gli italiani si dichiarino francamente razzisti
E' necessario distinguere tra mediterranei Occidentali e gli Orientali africani
Gli ebrei non appartengono alla razza italiana

Mussolini inaugura la legislazione antisemita, che inizia con un documento, l'Informativa diplomatica del 5 agosto del 1938, una comunicazione del governo in cui si dice che il fascismo non ha nessun piano persecutorio contro gli ebrei, tuttavia dovranno essere controllati da uno speciale censimento (il vero primo atto di discriminazione nei confronti degli ebrei). Questa informativa apre le porte all'applicazione di quanto è stato pubblicato sul Manifesto.
Il 5 settembre viene varato il primo decreto razzista, con cui si sancisce l'espulsione degli ebrei dall'insegnamento in tutte le scuole e dalla frequentazione delle scuole pubbliche di qualsiasi grado (per la prima volta si apre l'Apartheid in Italia), una pulizia etnica della cultura.
Il 7 settembre viene vietato agli ebrei stranieri di avere una residenza, vengono cacciati dall'Italia. Viene vietato il matrimonio tra italiani e neri o ebrei e vengono definiti non cittadini italiani coloro che hanno almeno un genitore ebreo.
Il 18 settembre 1938 Mussolini dichiara esplicitamente il suo antisemitismo, e dice di aver trovato il vero nemico, l'ebreo.
Il 17 novembre 1938 la Germania nazista attua la Notte dei Cristalli, una strage di ebrei in cui le sinagoghe (i rotoli della Torah) e i negozi vengono bruciati e distrutti. Lo stesso giorno Mussolini e il re varano i Provvedimenti per la difesa della razza italiana, dove si definisce legalmente l'appartenenza alla razza ebraica (censimento = a causa di ciò l'Italia ha il maggior numero di deportati ebrei), in cui vengono tolti gli ebrei da ogni carica pubblica. E' la legislazione più intensa ed efficace dopo quella nazista
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