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Concetti Chiave

  • Il regime fascista affronta la crisi economica degli anni Trenta con lavori pubblici e intervento statale, creando l'Istituto Mobiliare Italiano e successivamente l'Istituto per la Ricostruzione Industriale.
  • L'Iri, inizialmente temporaneo, diventa un ente permanente che assume il controllo di molte imprese in difficoltà, caricando i costi del risanamento sui contribuenti.
  • La politica di autarchia promossa dal regime incoraggia l'uso di risorse italiane, affiancata da principi corporativi evidenziati dalla riforma della Camera dei Deputati nel 1939.
  • L'espansione coloniale in Etiopia culmina con la conquista del 1936, alimentando il progetto di un Impero Italiano e suscitando proteste internazionali.
  • La legislazione razziale, formalizzata nel 'Manifesto della Razza' del 1938, esclude gli ebrei dalla razza italiana e introduce misure discriminatorie, supportate dalla polizia segreta Ovra.

-Il Fascismo Italiano negli anni Trenta-

Indice

  1. Quali sono le soluzioni fasciste alla crisi economica?
  2. L'intervento dello Stato nell'economia
  3. L'autarchia e la politica corporativa
  4. L'espansione coloniale in Etiopia
  5. Le alleanze internazionali e la legislazione razziale

Quali sono le soluzioni fasciste alla crisi economica?

Anche l’Italia venne colpita dalla crisi economica.

Il regime di Mussolini affronta la crisi adottando la stessa soluzione impiegata negli Stati Uniti o nella Germania nazista, affidandosi dunque ai lavori pubblici.

L'intervento dello Stato nell'economia

Una novità invece è rappresentata dall’intervento a sostegno delle banche e delle imprese industriali: il regime crea l’Istituto Mobiliare Italiano (Imi), che finanzia a breve e a lungo termine le imprese industriali.

Nel 1933 l’Imi viene sostituito parzialmente dall’Istituto per la Ricostruzione Industriale (Iri).

Quindi l’Imi e l’Iri hanno il compito di acquistare le azioni di grandi imprese industriali in difficoltà che sono possedute dalle banche o da privati.

Questa operazione alleggerisce le banche italiane dalle partecipazioni azionarie.

L’Iri dovrebbe poi rivendere le azioni delle aziende a privati, una volta che sia stata operata una riorganizzazione produttiva delle imprese; ma l’operazione si rivela impossibile, poiché non ci sono acquirenti privati, o perché i costi delle azioni sono troppo alti.

Allora l’Iri, che doveva essere un ente temporaneo, diventa permanente, e quindi lo Stato fascista diventa azionista di maggioranza o proprietario di imprese.

Alla fine i costi per il recupero e il risanamento delle imprese in difficoltà si sono accollati all’intera popolazione, poiché i soldi impiegati dallo Stato (e dall’Iri) per acquistare e gestire le imprese sono soldi dei contribuenti.

L'autarchia e la politica corporativa

La ripresa dell’economia italiana si basa anche su un processo di autarchia: il regime vuole incoraggiare consumatori e produttori di avvalersi di risorse, materie prime e prodotti italiani.

Vengono poi ripresi anche i principi corporativi della Carta del Lavoro: nel 1939 la Camera dei Deputati viene trasformata nella Camera dei Fasci e delle Corporazioni.

Come in Germania, anche in Italia viene attuata anca politica natalista, per raggiungere l’obiettivo di un’espansione militare dell’Italia.

L'espansione coloniale in Etiopia

Così nell’ottobre del 1935 Mussolini decide di attaccare l’Etiopia, riaprendo il progetto coloniale in precedenza fallito (XIX secolo).

Le truppe etiopi del sovrano Haile Selassie vengono sconfitte, vengono bombardati villaggi e vengono usati spesso gas asfissianti.

Nel maggio del 1936 l’Etiopia è una nuova colonia italiana; Mussolini proclama così la nascita di un Impero Italiano, il cui imperatore è il re Vittorio Emanuele III.

Le alleanze internazionali e la legislazione razziale

La Società delle Nazioni protesta contro l’azione italiana, bloccando i rifornimenti di materiali per l’industria bellica italiana.

L’Italia riceve il sostegno diplomatico della Germania, firmando anche un patto di alleanza, l’Asse Roma-Berlino (anti francese ed anti inglese).

Poi viene firmato anche un patto antisovietico da Italia, Germania e Giappone.

Nel 1937 l’Italia esce dalla Società delle Nazioni.

Anche in Italia viene realizzata una legislazione razziale; vengono scoraggiate le relazioni tra gli italiani e gli etiopi, eritrei e somali.

Venne pubblicato il ‘Manifesto della Razza’ nel 1938, dove viene affermato il carattere ariano della popolazione italiana, mentre dichiara esplicitamente che gli ebrei non appartengono alla razza italiana; così gli ebrei vengono espulsi dalle scuole.

Viene introdotta anche l’Ovra, la polizia segreta fascista, per vigilare e reprimere ogni tipo di dissenso verso le politiche del regime.

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Domande da interrogazione

  1. Quali misure adottò il regime fascista per affrontare la crisi economica degli anni Trenta?
  2. Il regime di Mussolini affrontò la crisi economica attraverso lavori pubblici, simili a quelli degli Stati Uniti e della Germania nazista, e intervenendo a sostegno delle banche e delle imprese industriali con la creazione dell'Istituto Mobiliare Italiano (Imi) e successivamente dell'Istituto per la Ricostruzione Industriale (Iri).

  3. In che modo l'intervento dello Stato ha influenzato il settore industriale italiano?
  4. Lo Stato, attraverso l'Imi e l'Iri, ha acquistato azioni di grandi imprese in difficoltà, diventando azionista di maggioranza o proprietario, con i costi di recupero che sono stati sostenuti dalla popolazione, poiché i fondi utilizzati provenivano dai contribuenti.

  5. Qual è stata la strategia del regime fascista riguardo all'autarchia?
  6. Il regime ha promosso un processo di autarchia per incoraggiare l'uso di risorse e prodotti italiani, riprendendo anche i principi corporativi della Carta del Lavoro e trasformando la Camera dei Deputati nella Camera dei Fasci e delle Corporazioni nel 1939.

  7. Quali eventi segnarono l'espansione coloniale italiana in Etiopia?
  8. Nell'ottobre del 1935, Mussolini attaccò l'Etiopia, sconfiggendo le truppe di Haile Selassie e proclamando nel maggio del 1936 la nascita di un Impero Italiano, nonostante le proteste della Società delle Nazioni.

  9. Come si manifestò la legislazione razziale in Italia durante il regime fascista?
  10. La legislazione razziale, culminata con il 'Manifesto della Razza' nel 1938, affermava il carattere ariano della popolazione italiana e negava l'appartenenza degli ebrei alla razza italiana, portando all'espulsione degli ebrei dalle scuole e all'istituzione dell'Ovra per reprimere il dissenso.

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