La questione sociale e le associazioni dei lavoratori


Lentamente, tuttavia, la riflessione sullo sfruttamento dei lavoratori, la cosiddetta questione sociale, sostituì la rabbia distruttiva. Coloro che lottavano per una maggiore giustizia sociale vennero chiamati socialisti. Nel 1792 a Londra venne fondata la prima associazione di lavoratori con finalità politiche, la Corresponding Society, che aveva come obiettivi l’introduzione del suffragio universale ed elezioni annuali per il rinnovo del Parlamento, con lo scopo di controllarlo maggiormente. L’attività dell’associazione rimase però circoscritta all’area urbana di Londra e di fatto non realizzò mai nessuna azione concreta di protesta che coinvolgesse un gran numero di persone. Le proteste degli operai, infatti, agli inizi dell’industrializzazione, continuavano a essere improvvisate e di breve durata. Solo nei primi decenni dell’800 i lavoratori iniziarono a organizzare le proprie proteste.

Il governo britannico, comunque, fin dal 1799, limitò fortemente l’associazionismo considerato causa di violenze organizzate. Diverso fu il destino delle società di mutuo soccorso: associazioni che avevano lo scopo di sostenere i lavoratori in difficoltà. Tali società si basavano sui contributi versati periodicamente dai propri membri che alimentavano un fondo, la cassa mutua, a cui si attingeva quando uno dei soci era colpito dalla disoccupazione, o da una malattia, un infortunio, o la morte. Questa incisione del 1868 del pittore francese Gustave Doré mostra la vita dei proletari inglesi che vivevano sotto i ponti della ferrovia in un’incessante lotta per la vita quotidiana. È uno straordinario documento della società industriale londinese: la ferrovia come simbolo della nuova era, il fumo nero che impregna l’aria e i proletari costretti a vivere nei quartieri più sudici della città.

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